venerdì 22 maggio 2015

Non bastano una, cento, mille leggi per cambiare l'Italia!

L'anti-corruzione è legge. Matteo Renzi esulta: "Cambiamo il Paese costi quel che costi". Ma magari bastasse una legge per creare più posti di lavoro, per debellare la corruzione, per sconfiggere la delinquenza e la criminalità o per far pagare le tasse a tutti! Purtroppo non è così, di leggi in Italia ce ne sono fin troppe, il problema è che pochi sono quelli che le osservano. Non basta l’ennesima legge, o un’altra “riforma” per rifondare un Paese devastato come il nostro. Soprattutto quando sono riforme che non cambiano proprio un bel niente. O peggio ancora, riforme che fanno finta di cambiare tutto, che prospettano una soluzione per ogni problema ma che, in realtà, non risolvono nulla, non cambiano proprio un accidenti di niente, anzi lasciano tutto così com’era prima e a volte peggio di prima! La politica che prende in giro se stessa e gli italiani, e che si spaccia come diversa e migliore di quella precedente, e che illude se stessa, e che prende per i fondelli gli italiani facendogli credere che con un ‘dpcm’, un ‘dpr’, un ‘ddl’ o un '730 precompilato' si possa per davvero cambiare un Paese dilaniato dalla corruzione, dall’evasione fiscale, dalla disoccupazione e da una crisi istituzionale, economica e sociale senza precedenti, è una politica inutile, complice di una classe dirigente inadeguata, responsabile della pessima gestione della cosa pubblica e dell'introduzione di una moneta unica europea che ha portato ceto medio e pmi sull’orlo del fallimento e che ha reso ancora più poveri coloro che già lo erano. Non è sufficiente apporre la pecetta “Riforma” su tutto ciò che capita tra le mani, perché una classe dirigente possa essere credibile e autorevole al cospetto degli italiani che ormai, a forza di scandali e ruberie, non credono più a niente e a nessuno e che al solo sentire parlare un politico si girano con sdegno dall’altra parte! Occorre, altresì, prendere in mano il bisturi, incidere i mali del Paese, estirpare il bubbone, progettare un nuovo schema di società più giusta, equa e solidale con chi è debole ed indifeso. Servono fatti, non parole. Non basta l’etichetta “Riforma” come garanzia di cambiamento. L’Italia, seppur definita dai più come la ‘Repubblica delle banane’, è sì arrivata alla frutta, ma non basta appiccicarci sopra il bollino “Riforma”, come fosse una Chiquita, per garantire qualità, efficacia, efficienza, onestà, capacità e competenza di un'intera classe dirigente. Il governo Renzi suona la grancassa delle “riforme” e il fracasso mediatico che le fa da eco serve solo a coprire il rumore delle saracinesche che chiudono, dei giovani che emigrano, di salari e pensioni da fame, delle ruberie e delle corruttele che imperversano in lungo e in largo per tutto lo Stivale, dei continui balzelli che l'esecutivo sforna per togliere agli italiani onesti quel poco che ancora gli rimane in tasca! Chi di dovere gigioneggia con le “Riforme” e l'Italia resta così com’era o peggio di prima! Fatti, non parole. Azioni concrete ed incisive, non slogan e spot. Questo chiedono gli italiani! L’attuale classe dirigente sarà credibile ed autorevole solo quando avrà realizzato il primo punto del programma che sta in cima alla lista delle priorità della gente per bene: consegnare ladri, evasori, corrotti e corruttori alle patrie galere, restituire l’Italia al popolo sovrano.

L’altra Destra di Raffele Fitto.

di Gerardo Lisco. Raffaele Fitto ex Governatore della Puglia, delfino di Berlusconi, oggi europarlamentare, dopo una lunga e travagliata analisi, ha realizzato di non essere più compatibile con il suo padrino politico. Potrebbe non essere l’ennesima scissione che si consuma in un quadro politico, come quello italiano, caratterizzato dalla costante migrazione di parlamentari da un gruppo all’altro. Ciò che mi fa specie del nuovo soggetto politico è l’accostamento di categorie politiche quali “Conservazione” e “Riformismo“.

giovedì 21 maggio 2015

Pensioni e stipendi bloccati. Tassazione in crescita!

Quando si tratta di rinnovare i contratti di lavoro dei dipendenti pubblici (impiegati, insegnanti, medici, infermieri, poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco e militari) oppure di pagare le pensioni a chi ha versato una vita di contributi nelle casse dell’Inps, i soldi non ci sono mai! Ma per “loro” della casta, che dal governo Monti-Letta-Renzi decidono sulla pelle degli italiani senza mandato elettorale, stipendi d’oro e vitalizi sono diritti acquisiti "intoccabili" e i soldi per pagarli ci sono sempre e comunque! Ebbene, non si trovano i soldi per i lavoratori e i pensionati, soldi dovuti e non rubati, soldi da ridare in dietro e non benefit o bonus come vogliono farli passare, bè che vadano a prenderli da chi evade e da chi ruba e spreca i denari pubblici. Non è possibile? E allora che sia almeno concessa la possibilità a chi vanta dei crediti da salario o pensione nei confronti dello Stato - che quando deve avere pretende fino all’ultimo centesimo e senza un minuto di ritardo, ma che quando deve dare se la prende sempre troppo comoda - di portare in detrazione dal 730, dall’Imu, dalla Tasi, dalla spazzatura o dal bollo auto quanto lo Stato italiano gli deve per diritto e non per piacere. Tu Stato non mi paghi quanto devi? E allora restituiscimi il maltolto permettendomi di portalo in detrazione da quanto ti devo con tasse e balzelli!

Bandiere blu 2015, in Italia 280 spiagge al top. Prima la Liguria.

Anche per il 2015 si registra un aumento di Bandiere Blu, un incremento costante che dimostra, nonostante le ridotte risorse economiche, la volontà di tanti comuni di non mettere al secondo posto l'attenzione per l'ambiente. I criteri guida per l'assegnazione delle Bandiere Blu, il vessillo assegnato dalla Fee (Foundation for environmental education), vanno ''dall'assoluta validità delle acque di balneazione'' (devono avere una qualità 'eccellente') all'efficienza della depurazione, dalla raccolta differenziata alle aree pedonali, piste ciclabili e spazi verdi, fino alla dotazione di tutti i servizi sulle

Juventus: la Decima è nostra!

Bianconeri Campioni d'Italia a tutto tondo: 33 scudetti e 10 Coppe Italia! Meglio della Vecchia Signora, non c'è nessuno! Ieri sera, in una serata memorabile, la maledizione è finita. Al 4° tentativo, dopo 20 anni d'attesa e uno scudetto appena cucito sul petto per la quarta volta di fila, la Juve riesce finalmente a conquistare la decima Coppa Italia e mantiene vivo il sogno di un fantastico "triplete" in Champions League. Il mitico Chiella, emblema di una Juve guerriera che non si arrende mai, fa un gol strepitoso, da centravanti puro e alza al cielo il meritato trofeo. Al contrario del doppio confronto in campionato, nettamente dominato dai bianconeri, stavolta ci sono voluti 120' per rispettare i pronostici contro una Lazio gagliarda e tosta. Un successo sofferto conquistato con esperienza e, ad onor del vero, anche con un pizzico di fortuna. I pali della porta difesa da Storari ancora tremano dopo la bombazza di Djordjevic!

mercoledì 20 maggio 2015

Il governo cerca soldi: Pensionati e Statali reclamano il maltolto!

Sono oltre 3,2 milioni in totale i dipendenti pubblici, nella scuola i più occupati ma i meno pagati, più della metà del totale sono donne, l’età media è sui 50 anni, fanno 51 giorni di assenza in un anno e hanno una retribuzione media di 34.500 euro. Logicamente, essendo una media, nel calderone finiscono indistintamente tutti i settori della P.A.: impiegati dei ministeri, della Camera, del Senato e del Quirinale, insegnanti, primari, medici, infermieri, direttori generali, dirigenti, magistrati, prefetti, poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco e militari! I dati sul pubblico impiego, riferiti al 2013, sono quelli del Conto annuale della Tesoreria dello Stato. Ma sono dati frutto di una media statistica, e come per i polli di Trilussa poi nella realtà c’è chi di polli s’ingozza e chi invece resta a bocca asciutta!

martedì 19 maggio 2015

Domanda Unica 2015: chi lascia la vecchia Pac per la nuova, peggio si trova!

Il Ministero delle Politiche agricole aveva indicato tra le priorità dell'agricoltura la semplificazione e una robusta sforbiciata agli adempimenti burocratici. Così sulle orme del 730 precompilato, è stato predisposto l'invio con "un semplice click" della domanda di richiesta di aiuti Pac precompilata. Come avviene per il modello 730, l'agricoltore - autonomamente o con l'assistenza dei Caa (Centri autorizzati di assistenza agricola) - può dare conferma dei dati o correggere le informazioni contenute. Peccato però che ancora non funzioni un bel nulla e quando ci si collega al sito dell’Agea o del Sian, dopo essersi regolarmente registrati con tanto di codice Pin, password, codice fiscale, ecc, ecc, e finalmente si diventa "Utenti Qualificati" e si va a cliccare sul link “Presentazione Domanda Unica 2015 con firma digitale o OTP”, compare il messaggio: “Si è verificato il seguente errore: Non è presente nessun fascicolo”!

Addizionali Regionali Irpef: aumenti considerevoli per Lazio, Liguria e Piemonte.

Di abbassare le tasse non se ne parla proprio alla stessa stregua di adeguare pensioni e salari al costo della vita e per porre in qualche modo rimedio al disastroso passaggio dalla Lira all’Euro. Per cui ci si deve accontentare del fatto che almeno tutto resti fermo così com’è, senza nessuna ‘svolta buona’! Per l’anno in corso gran parte delle Regioni - Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e provincia Autonoma di Bolzano - ha deciso di non ritoccare le addizionali Irpef.

Il debito pubblico grava come un macigno sulla schiena dei "soliti fessi".

di Maria Pia Caporuscio. Ogni giorno in questo disgraziato paese assistiamo a furti, scempi e crimini di ogni tipo. Tutto questo deve farci capire perché non si muove mai un dito contro gli evasori fiscali, ladri e delinquenti, per cui evasori e ladri continueranno a calpestare il suolo italiano senza pagare dazio, alla faccia della classe lavoratrice, sulle cui spalle si carica tutto il peso della nazione. Questo deve farci capire da cosa nasce il debito pubblico, che grava sulla schiena dei poveri cittadini. Dobbiamo renderci consapevoli del perché, sono stati svenduti tutti i colossi statali a privati. Necessita capire le ragioni per cui l’Italia è alla canna del gas.

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