martedì 15 aprile 2014

Il crollo di Forza Italia. Il declino di un impero.

Sta finendo l’era Berlusconi. Si sta consumando lentamente come una sigaretta arrivata al mozzicone. E la debacle non è solo politica, stigmatizzata dalle scissioni e dai tanti abbandoni dei 'fedelissimi' del tempo che fu, ma anche finanziaria.
Le dichiarazioni dei redditi del 2013 relative a quanto percepito nel 2012 dai nostri "carissimi" onorevoli e messe on line dalle Finanze, oggi parlano chiaro: Silvio Berlusconi ha dichiarato un imponibile pari a 4.515.298 euro. Poca roba rispetto a quanto dichiarato nel 2011 e cioè 35,4 milioni di euro. La colpa è del bilancio chiuso in rosso di 285 milioni di euro da Mediaset e dalle altre controllate e soprattutto del calo di popolarità, consenso, fiducia, stima e credibilità del "padrone". Comunque, sono sempre cifre considerevoli se confrontate con il reddito medio degli italiani, ma che lasciano intravedere il tramonto dell’impero berlusconiano.
E passando sull’altro fronte, quello politico, non è che le cose vadano meglio per l’uomo di Arcore, almeno stando agli ultimi sondaggi. Secondo Emg, il premier Matteo Renzi traina i democratici. La fiducia nell'uomo di Palazzo Chigi cresce dell'1%, toccando quota 45%, mentre il Pd raggiunge il 34,4% (+0,5). Dietro sale anche il Movimento 5 Stelle, toccando il 22,9 per cento. Terzo partito, ma in caduta libera, Forza Italia: 20,3% (-0,6). L'obiettivo sbandierato dal Berlusconi ai servizi sociali, è oggi quello del 30%, palesando la volontà di attestarsi come secondo partito italiano: "Posso fare campagna elettorale e con me possiamo salire dal 21, come ora ci danno i sondaggi, al 30 per cento". Ma non è come nel '94 e oggi a queste parole di fine impero, forse non ci crede neppure lui! Una cosa è certa: il solo mantenersi sul filo di lana del 20%  - altro che 30%!!! - già non sarà un traguardo facile da raggiungere alle prossime elezioni europee, considerata la caduta di popolarità accusata dal leader di FI, che non riesce più a tenere il passo, causa anche l'incedere degli anni, all’ascesa verticale e a tutta propaganda di Matteo Renzi e al “boom” di consensi dei 5stelle di Beppe Grillo.
Berlusconi di errori ne ha commessi tanti nella sua vita, troppi, ma il più grave e imperdonabile di tutti è stato senz’altro quello di non aver pensato alla sua successione politica, tanto che oggi il Paese si ritrova orfano di una grande destra di governo.
_______________________________________________________________________________ SERVIZI SOCIALI. Resta la ferita a Silvio Berlusconi e a milioni di suoi elettori. di Raffaele Fitto. La decisione di queste ore é meno negativa di quanto si poteva temere. Ma ciò non toglie che resti una profonda ferita alla democrazia italiana. Dapprima il lungo uso politico della giustizia contro Silvio Berlusconi poi l’ingiusta condanna inflittagli nei mesi scorsi (ricordiamolo: fondata sul nulla); poi la decadenza dal Senato; poi l’incredibile accelerazione di tutte le procedure: tutto ciò determina una ferita non solo ai danni di Silvio Berlusconi, ma anche ai danni del diritto di milioni di italiani ad avere piena rappresentanza politica e istituzionale. E il silenzio pilatesco della sinistra, vecchia e nuova, mostra che il problema c’é: resta un assoggettamento di fondo della sinistra all’uso politico della giustizia come arma impropria contro gli avversari

L'Italia declina per colpa delle sue classi dirigenti.

di Maria Pia Caporuscio. E’ per davvero triste constatare quanto la politica stia diventando uno strumento di devastazione delle istituzioni, dello stato di diritto, dello Stato medesimo e delle risorse pubbliche tramite un feroce saccheggio nell’interesse di pochi, tradendo purtroppo la natura stessa della politica che è quello di curare gli interessi e la qualità di vita di tutti i cittadini. Mai come adesso il comportamento della classe politica era riuscito ad avvelenare la vita dei propri connazionali. Occorre che la popolazione si impegni in una seria riflessione sul concetto di bene comune, sui diritti delle persone e porre un freno a questa oscena volontà che sta uccidendo il presente e il futuro degli uomini. Fermare questo tipo di economia che degrada gli esseri umani costringendoli a nuove forme di schiavismo, condannandoli alla disoccupazione permanente e quindi alla povertà sistemica, è di vitale importanza. Si rende perciò urgente e necessario studiare un progetto di resistenza, sui temi dell’etica pubblica, per il ripristino delle libertà personali, calpestate in nome delle regole di mercato. Combattere l’erosione dei diritti e fermare la struttura autoritaria dei governi nei confronti del popolo che vorrebbero trasformare in sudditi nell’interesse del potere finanziario, un potere spudorato, senza controllo e al di sopra di ogni regola e di ogni legalità. Questi signori della politica stanno mettendo il popolo dinanzi ad una folle e disumana alternativa: “Rinunciare ai valori della civiltà o morire!” Si rende perciò necessario che i cittadini siano consapevoli dei propri diritti sovrani, capire perché e da chi, essi siano stati calpestati e quindi organizzarsi per una riscossa. In una Democrazia Il cittadino ha il diritto alla resistenza, come gli organi della stessa democrazia hanno nei confronti dei cittadini. Quasi certamente è per impedire al popolo sovrano di conservare questo potere (vigilare, giudicare, influenzare e censurare i propri legislatori) che si battono. Fin dall’antichità i potenti si sono avvalsi del loro potere per spuntare quest’arma che il popolo usava per affermare la propria dignità personale, vanificarne la possibilità di agire contro le istituzioni in nome del bene comune, contro le leggi mutevoli e ingiuste e di altri principi etici. Dunque anche ai nostri giorni si tenta con tutti i mezzi di spezzare quest’arma. La barbarie di questa attuale classe dirigente, si scontra drammaticamente con la civiltà raggiunta dopo secoli di cannibalismo verso le masse popolari , uno scontro fra le ragioni del mercato e i principi del bene comune ed è quindi necessario riprendere quel dialogo interrotto fra gli organi istituzionali e il diritto di parola dei cittadini. E’ necessario e urgente lottare contro le norme concepite al servizio del potere, contro quelle ad personam, perché uno Stato non si fonda sul profitto di pochi ma sul bene comune, si fonda sulla dignità della persona non sulla sua oppressione, sul diritto al lavoro non sul suo sfruttamento. Uno Stato è fondato sul futuro e non sulla “stabilità di governo” ed è concepito sulla tutela delle persone e non nel suo contrario. La contestazione non può essere intesa come violenza o peggio ancora, come un invito alla rivoluzione perché è un grido di dolore, una sassata alle coscienze della classe politica, uno stimolo al ritorno alla legalità costituzionale!

Il caffè fa bene alla salute e i fondi non si buttano via!

Il caffè, bevuto senza esagerazioni, diciamo tre, quattro tazzine al giorno fa bene alla salute. I ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, hanno riscontrato che grazie alla enorme quantità di antiossidanti contenuti nella preziosa miscela di arabica e robusta, questa bevanda è in grado di proteggere la salute di cuore e arterie, nonché di tenere lontani i tumori. 3-4 tazzine di caffè al giorno abbasserebbero le probabilità di tumore del cavo oro-faringeo, di cirrosi epatica e conseguente tumore del fegato, del tumore dell’endometrio e probabilmente del tumore del colon-retto. Oltre a ciò, come noto, il caffè diminuisce il senso di fatica, aumenta la motilità intestinale, vigilanza e attenzione, oltre a potenziare gli effetti degli antidolorifici e dell’aspirina. E i fondi di caffè? Mai buttarli nella pattumiera. Non sono un materiale di scarto, ma possono essere riutilizzati in varie modalità e la loro efficacia è assicurata. La polvere del caffè, infatti, può essere utilizzata per profumare gli ambienti, per pulire la pelle, per concimare il terreno e per combattere la cellulite. Se volete eliminare gli odori forti del cibo, potrete conservare un fondo di caffè in un bicchiere e riporlo all'interno del frigorifero. Oppure inserirlo in un sacchetto di stoffa e introdurlo dentro armadi e cassetti per eliminare l'odore di chiuso. Per deodorare l'ambiente, basta diluire i fondi di caffè con acqua e cannella. Per quanti riguarda la cura del proprio corpo, invece, i fondi di caffè sono fondamentali per combattere la forfora: dopo lo shampoo basta strofinare il fondo del caffè sui capelli ancora bagnati, e lasciarlo agire per circa 10 minuti prima di sciacquare tutto. I fondi di caffè possono anche combattere la cellulite su cosce e glutei. Unendo i fondi con un cucchiaio di bagnoschiuma e acqua tiepida, potrete spalmare il composto sulla parte interessata, lasciando agire per 10 minuti. Poi sciacquate tutto con acqua fredda. La polvere dei fondi di caffè rappresenta, inoltre, un ottimo fertilizzante per le vostre piante: esso contiene calcio, azoto, potassio e magnesio. Basta impastare tutto con il terreno, ed il gioco è fatto.

lunedì 14 aprile 2014

I Santuari della Pubblica Amministrazione: privilegi e stipendi d'oro. Una vergogna nazionale!

La stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti, oggi, fa la fame: si tratta di centinaia di migliaia di lavoratori che tirano avanti la carretta pubblica tra stenti e sacrifici, strutture e infrastrutture fatiscenti e obsolete, vincoli e legacci burocratici che li legano ancora oggi, mani e piedi, ai Regi decreti. Qui gli uffici se vanno avanti lo devono soltanto ed esclusivamente alla buona volontà di qualche volenteroso 'Fantozzi', che incurante di essere annoverato nel calderone generale dei “fancazzisti”, viene ripagato a fine mese con appena 1.200euro e una manciata di buoni pasto.
Dall'altra parte della barricata ci sono, poi, i cosiddetti privilegiati dei "Santuari Intoccabili" della Pubblica Amministrazione (Camera, Senato, Quirinale, Farnesina, Palazzo Chigi, Csm, Bankitalia, Segreterie più o meno particolari di ministeri, regioni, province, comuni, ecc, ecc). Costoro percepiscono i cosiddetti “stipendi d’oro”pur lavorando - come la stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti e a parità di requisiti - per lo stesso datore di lavoro: lo Stato Italiano! 
Così, come si apprende dalle pagine del Sole24ore, è quasi impossibile per i dipendenti del corpo diplomatico lavorare per meno di 4.000-5.000 euro netti al mese! Anche perché il 96,4% del personale in servizio, ovvero 890 unità sulle 923 monitorate nel 2012 dalla Ragioneria generale dello Stato, guadagna più di 80.000 euro lordi l'anno.
E altrettanto accade per la quasi totalità dei magistrati: il 90% della prima categoria guadagna più di 80.000 euro lordi, mentre la media è addirittura pari a 149.000 euro!
Per quanto riguarda i prefetti - categoria che Matteo Salvini propone di abolire nonostante il suo collega Maroni 'ex ministro dei prefetti' li abbia assiduamente frequentati e sostenuti per circa un ventennio - tutti percepiscono una retribuzione lorda superiore ai 60.000 euro l'anno che in oltre il 60% dei casi va oltre gli 80.000 euro.
Alla Presidenza del Consiglio nessuno guadagna meno di 40.000 euro lordi, ed il 16% ha uno stipendio che supera gli 80.000. Il 16% dei dipendenti contro il 2% in media degli altri ministeri.
Va ancora meglio nelle autorità indipendenti: al loro interno il 43% ha uno stipendio che supera gli 80.000 euro lordi.
E poi ci sono gli stipendi dei docenti della Scuola di formazione del Mef e della Scuola superiore della Pa: qui si arriva ai 300.000 euro all’anno, una cifra da far nascondere dietro la lavagna la maestra elementare dei nostri figli!!! 
Infine, ci sono i super-stipendi degli impiegati del Quirinale, della Camera e del Senato, del CSM e dei Servizi segreti, per non considerare tutto il sottobosco di RegioniProvinceComuniMinisteri e di centinaia di enti inutili, ma costosissimi, dove si annidano, come sanguisughe, intere flotte di pubblici dipendenti che sono strapagate!
Gli "stipendi d'oro" sono la cartina di tornasole di un "sistema-Italia" iniquo, dove le rendite di posizione e i ricatti delle lobby saccheggiano le casse dello Stato e fanno strame del servizio pubblico.
Una "vergogna nazionale" per la quale tutti gli "stipendi d'oro" dei Santuari della Pubblica Amministrazione dovrebbero chiedere scusa all'Italia intera e restituire il "malloppo"!!!
Non è che qui si auspica una botta di comunismo che appiattisca le retribuzioni di tutti. È giusto che chi esercita funzioni di altissima responsabilità, e consegue risultati per la collettività, sia premiato con uno stipendio adeguato. Quello che non è tollerabile è "il sistema degli stipendi d'oro", per cui la casta gode e ingrassa ed il resto della popolazione tira la cinghia e piange lacrime e sangue!
Tutti sanno degli "stipendi d'oro" dei Santuari della P.A., ma nessuno interviene. Il "sistema" se ne fotte se il servizio offerto a peso d'oro ai cittadini è scadente, se i risultati sono inesistenti, se le responsabilità esercitate molto spesso sono di poco conto, se un chirurgo che sta rinchiuso in sala operatoria per dodici ore di fila prende 2.800 euro e un fancazzista del Quirinale che sta 'assettato' a giocare davanti al pc rapina 6-7mila euro al mese ai contribuenti italiani!!! Sono queste le assurde contraddizioni che fanno capire quanto sia arduo il lavoro del governo per riportare ordine, giustizia ed equità nelle retribuzioni della P.A..
Ed è proprio qui che casca l'asino o governo che dir si voglia!

Farmaci che fino a ieri erano gratuiti, oggi si pagano!

Il Fondo monetario internazionale ci condanna dietro la Grecia in quanto a crescita e sviluppo. La disoccupazione è ai massimi storici. Il debito pubblico non si conta più e le tasse si mangiano il 50% del reddito degli italiani. Per contro salari e pensioni sono fermi da un decennio, le pmi chiudono bottega, mentre i prezzi volano alle stelle, farmaci compresi! Tant'è vero che una serie di prodotti farmacologici passano dalla fascia A alla fascia C. Il che vuol dire che quei farmaci che prima erano gratuiti adesso diventeranno a pagamento. Nel primo gruppo, in fascia A, si trovano tutti i medicinali vitali e quelli per le malattie croniche, completamente a carico dello Stato. In fascia C, invece, il cui costo dei medicinali è interamente a carico del cittadino e per i quali, ad eccezione di antinfiammatori, ansiolitici, antipsicotici, antidepressivi, anoressanti, non è necessaria prescrizione medica. La riclassificazione dei farmaci è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e include anche medicinali essenziali nella cura di malattie croniche spesso dai prezzi decisamente elevati. Tra questi il Dostinex da 8 compresse è di 30,84 euro, laddove in alcuni casi una scatola non basta per una settimana di terapia. Tra gli altri farmaci ci sono Bamifillina cloridrato, Cabergolina, Cimetidina, Diidroergotamica mesilato, Dinoprostone, Prostin E2, Metergolina Liserdol, Pergolide e Temporfin. Insomma, una bella supposta all'economia del Belpaese. Un'iniezione di fiducia per tutti gli italiani, che devono comunque restare "sereni", perchè... menomale che Renzi c'è!

venerdì 11 aprile 2014

Statali: contratti bloccati fino al 2020, altro che "staffetta generazionale"!

Altro che prepensionamenti! Altro che svecchiamento della P.A. e staffetta generazionale! Qui a momenti non ci sono i soldi neppure per pagare gli stipendi degli Statali, figuriamoci se poi il governo, nonostante i giochi di prestigio e le chiacchiere elettorali del premier, può permettersi il lusso di prepensionare i dipendenti pubblici più anziani e assumere al loro posto i giovani disoccupati. Non c'è bisogno di un master in economia o del parere della Ragioneria dello Stato per capire che la spesa raddoppierebbe! Quindi, cari dipendenti pubblici, che speravate in uno scivolo per baipassare la riforma Fornero e godervi anticipatamente la meritata pensione, rassegnatevi a tirare avanti la carretta da qui a quanto ancora vi manca alla pensione di vecchiaia, speranza di vita permettendo. E voi, cari giovani in cerca di occupazione, non spulciate più la Gazzetta Ufficiale dei concorsi pubblici, perchè non ci troverete neanche un posto da bidello! 
Non c'è trippa per gatti. "Loro" si sono mangiato tutto!
Pertanto, in attesa che nelle prossime settimane il governo avvii "la riforma delle riforme", quella della Pubblica Amministrazione, i dipendenti pubblici cominciano a fare quattro conti in tasca e il timore, più che giustificato, è quello di dover restare senza contratto e dunque con lo stipendio 'congelato' fino al 2020. L’allarme si diffonde proprio mentre viene messo a punto l’intervento sulle retribuzioni dei dirigenti, destinato a finanziare parzialmente l’incremento delle detrazioni Irpef a beneficio dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, i famigerati 80 euro. Infatti, nel Documento di economia e finanza al momento di fare le previsioni “a legislazione vigente”, ossia sulla base degli impegni di spesa richiesti da provvedimenti già in vigore, il governo si limita ad incrementare leggermente le uscite per il personale a partire dal 2018, per la necessità di provvedere all’indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2018-2020. Ed è questa circostanza che ha fatto scattare l’allarme: prevedere il versamento dell’indennità suppone appunto che i contratti non saranno rinnovati. Va ricordato che il blocco dura per i dipendenti pubblici ormai dal 2011: dunque nel caso le cose andassero davvero così le loro retribuzioni resterebbero inchiodate ai valori nominali per ben un decennio. 
Il che se poco o nulla scalfisce la sicurezza economica dei colletti bianchi in servizio vicino al fuoco dove ancora ci si scalda più che egregiamente (Quirinale, Camera, Senato, Farnesina, Csm, Cdm, ecc, ecc, ) percependo i cosiddetti "stipendi d'oro",  il blocco dei contratti va, invece, ad incidere pesantemente sui dipendenti pubblici di "Serie B" rimasti a 1.200 euro al mese da quando Prodi e Ciampi li hanno consegnati all'€uro, dimezzandogli la busta paga e scambiando 1936,27 £ire con 1 €uro!
DICIAMO BASTA AGLI STIPENDI D’ORO! 
BASTA CASTA!
BASTA DISUGUAGLIANZE!
BASTA INGIUSTIZIE E PRIVILEGI!
BASTA LAVORATORI DI SERIE “A” E LAVORATORI DI SERIE “B”!
BASTA STIPENDI D’ORO: A PARITA’ DI REQUISITI, PARITA’ DI RETRIBUZIONE IN TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!
NON E’ PIU’ ACCETTABILE CHE UN DIPENDENTE DEL QUIRINALE, DELLA CAMERA O DEL SENATO GUADAGNI CINQUE, SEI VOLTE DI PIU’ DI UN IMPIEGATO DEL CATASTO CON PARI REQUISITI.
E’ INACCETTABILE PER GLI STESSI DIPENDENTI PUBBLICI.
E’ INACCETTABILE PER I CITTADINI CHE LI PAGANO A FRONTE DI TASSE SEMPRE IN AUMENTO E SERVIZI SEMPRE PIU’ CARENTI.
E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI RIDURRE SPRECHI E PRIVILEGI.
MIGLIORIAMO L’EFFICIENZA E L’EFFICACIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Fiat impacchetta le auto straniere dei dipendenti: Così mi spezzi il cuore!

Cosa non si fa per salvare il budget… "Così mi spezzi il cuore". Questo il messaggio forte e chiaro da parte dei vertici della Fiat indirizzato ai propri dipendenti dello stabilimento Mirafiori che hanno tradito il marchio Torinese preferendo automobili straniere, certamente più economiche e performanti di quelle prodotte da Marchionne a mezza strada tra il Vecchio continente e gli Stati Uniti. Tant’è che finito il consueto orario di lavoro, i dipendenti Fiat sono scesi nel parcheggio e hanno trovato la loro auto impacchettata nel cellofan e arricchita da un cuore spezzato. Un invito al personale dotato di un veicolo della concorrenza ad acquistare i prodotti di casa Fiat attraverso una speciale promozione. "Vederti con un'altra ci ha spezzato il cuore... Ma nonostante ciò continuiamo a pensare a te", si legge nella 'dichiarazione d'amore' che si traduce in 'Parking marketing'. E adesso dopo Mirafiori pure gli impiegati Telecom con abbonamento Omnitel si ritroveranno il cellulare impacchettato e infiocchettato da un cuore spezzato?

We are One è l'inno ufficiale di Brasile 2014.

''E' uscita, ragazzi! La canzone ufficiale dei Mondiali è disponibile adesso!'', ha scritto la cantante brasiliana Claudia Leitte sul suo profilo Instagram. Mancano circa due mesi dal calcio d’inizio del Mondiale di calcio in Brasile, ed eccolo bello e pronto l’inno ufficiale della Coppa del Mondo. S intitola 'We are one (Ole Ola)” l’inno ufficiale di Brasile2014. La canzone è interpretata e ballata dalla cantante brasiliana Claudia Leitte al fianco delle star americane Jennifer Lopez e Pitbull. Che sballo! La canzone è già disponibile su Youtube. “E’ stato un grande onore rappresentare il mio Paese assieme a due star internazionali come Jennifer Lopez e Pitbull'' ha twittato Claudia Leitte. ''Sarà un successo come Waka Waka di Shakira ai mondiali del 2010'', ha pronosticato il segretario generale della Fifa, Jerome Walcke, annunciando la scelta dei cantanti.

Magica Juve: bianconeri in semifinale di Europa League!

La Juve, stanca e poco brillante, inizia ad accusare l'accumulo di acido lattico nelle gambe, ma con la forza di chi è 'condannato a vincere' continua la sua marcia trionfale anche in  Europa League: Juve - Lione 2 a 1. Missione compiuta! La Juventus è in semifinale. E quello che a metà stagione sembrava un intralcio sulla strada per il terzo scudetto consecutivo, cammin facendo è diventato una ghiotta opportunità: L'Europa League - la vecchia coppa Uefa - è ormai un obiettivo possibile per i bianconeri di Antonio Conte che dopo sei anni riporta una squadra italiana tra le 'final four' di una coppa europea e ci riporta la sua Juve undici anni dopo la semifinale giocata con il Real nella Champions che poi avrebbe perso ai rigori contro il Milan. La partita, comunque, non è stata facile: la Juventus da tempo ha perso lo smalto migliore ed il Lione, che è stato da applausi, ha provato con umiltà ed impegno a capovolgere il pronostico. Ne è venuta fuori una partita che ha lasciato a lungo la qualificazione in bilico, ed il pubblico di fede bianconera in ansia. E' stato provvidenziale due volte Buffon a salvare il pareggio, facendosi perdonare l'incertezza sul gol di Briand. Altrettanto provvidenziale la deviazione di Umtiti sul tiro di Marchisio finito in fondo al sacco che ha fatto tirare a Conte e ai 40 mila dello 'Juventus Stadium' un bel sospirone di sollievo. La Juventus credeva forse di avere messo al sicuro la qualificazione grazie ad un'altra punizione magistrale di Pirlo, la sesta pennellata vincente della stagione. I francesi, però, non hanno ceduto. Anzi, vedendo i bianconeri spegnersi, forse già appagati, hanno preso coraggio e metri di campo. Così è arrivato il pari di Briand, che al 18' ha sfruttatto una dormita di Marchisio e Buffon. La Juve ha accusato il colpo, rischiando di incassare il raddoppio e si è beccata la salutare strigliata di Conte nell'intervallo. Ma come si dice, la fortuna aiuta gli audaci e Marchisio in particolare. E’ finita 2-1. Bianconeri in semifinale. Road to Juventus Stadium. E il sogno di giocare la finale a Torino il 14 maggio, continua. Oggi il sorteggio a Nyon: lo spauracchio è il Benfica finalista nel 2013, primissimo in Portogallo e sesto nel ranking Uefa. La Vecchia Signora fino a ieri sera era diciottesima nella classifica Uefa, ma la scalata dei bianconeri, continua inarrestabile verso la conquista della vetta!
_________________________________________________________________________________________ IL 24 APRILE BENFICA - JUVENTUS. La Juventus affronterà il Benfica in una delle due semifinali di Europa League. Lo ha stabilito il sorteggio dell'Uefa svoltosi a Nyon, in Svizzera. I bianconeri giocheranno la prima partita in trasferta giovedì 24 aprile, il ritorno si terrà l'1 maggio. L'altra semifinale sarà il derby spagnolo Siviglia-Valencia.

giovedì 10 aprile 2014

Prepensionamento Statali: i soldi non ci sono! Lo Stato lascia a casa i giovani disoccupati e si tiene i vecchi travet!

Fumata nera, dopo l'approvazione del Documento di Economia e Finanza da parte del governo Renzi, circa la paventata "staffetta generazionale" che doveva attuarsi nella Pubblica Amministrazione al fine di collocare a riposo i dipendenti dello Stato prossimi al pensionamento, per favorire l'ingresso dei giovani nei pubblici uffici.
Sono rimasti, così, a bocca asciutta tutti quei lavoratori dipendenti che ben volentieri sarebbero andati in pensione qualche anno prima dei termini imposti dalla riforma Fornero per far posto ai giovani.
Il Consiglio dei Ministri che ha approvato il Def, infatti, non ha comunicato nulla in materia previdenziale, o per lo meno, nessun accenno a quel piano di prepensionamento avanzato dal ministro degli statali, Marianna Madia, su cui tanti attendevano risposte.
In realtà, Tesoro e Ragioneria dello Stato avevano già frenato questo piano sostenendo fosse troppo ambizioso e mancassero le coperture necessarie alla sua attuazione. Per cui nessuna sorpresa se, presentando il Def, il premier Renzi non ha fatto alcun accenno ai tanto agognati prepensionamenti.
Del resto, la Ragioneria dello Stato aveva già in precedenza bocciato sul nascere la proposta del Ministro Madia di un "ricambio generazionale" all'interno della PA, col pensionamento dei dipendenti più anziani per far posto ai giovani. Una folle idea, quella del ministro, perché non supportata dalle giuste risorse economiche che a stento bastano a pagare gli stipendi degli statali. "Se prevedo un ricambio, ho da pagare una pensione in più e uno stipendio e poi ci sono gli effetti sull'anticipo dell’età pensionabile e quello della buona uscita, c'è un impatto" aveva spiegato il capo dell’Ispettorato generale per la spesa sociale della Ragioneria Generale dello Stato, Francesco Massicci, parlando di fronte alla commissione di controllo sull'attività degli enti previdenziali. Secondo Massicci, l’operazione sarebbe a costo zero "se si manda via una figura diventata obsoleta che non si deve rimpiazzare, ma la condizione viene meno se invece si manda via una figura che deve essere sostituita". Massicci ha fatto anche un esempio: "Se pensioniamo gli insegnanti di lettere, ma resta la cattedra e devo rimpiazzarli, abbiamo da pagare la pensione, lo stipendio e la buonuscita". E’ c'è da considerare anche "un effetto sull'anticipo dell’età pensionabile". La legge, ha osservato, "deve prevedere una copertura perchè c'è una spesa pensionistica in più". 
E la legge, ovvero il Def di Matteo Renzi, non prevede proprio un bel niente! Pertanto, almeno per oggi, nulla di fatto sui prepensionamenti degli statali. Per saperne di più bisognerà aspettare il 30 aprile giorno in cui il governo si è impegnato a presentare la riforma della P.A.. In quella circostanza potrebbe arrivare qualche segnale per coloro che non vedono l’ora di intascare l’assegno previdenziale e starsene finalmente a casa a godersi la pensione! Al momento, l'impressione è che i tagli che sono stati fatti dal governo bastano a malapena per mantenere la promessa 'elettorale' degli 80 euro unatantum in busta paga per i dipendenti pubblici, ma solo per quest’ultima parte dell'anno, per cui non si vedono spazi di manovra sufficienti per dare il via ai prepensionamenti. Del resto, lo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha più volte spiegato che non vi sono modifiche in arrivo sulle pensioni. Tradotto, non c’è trippa per gatti!

Gran parte delle riforme di Renzi sono false, se non disastrose.

di Andrea Scanzi. Tutti vogliono il “cambiamento”, ma non tutti i cambiamenti sono positivi. Gran parte delle riforme di Renzi sono false quando non disastrose. Se gli italiani le conoscessero nel dettaglio, non sarebbero certo così entusiasti come sembrano. La fredda cronaca. 
1. Abolizione delle Province. Falso. Il ddl Delrio ingarbuglia ulteriormente le cose, crea 25mila nuovi consiglieri e 5mila assessori in più. Non abolisce le Province, ma crea casomai nuove Città Metropolitane. Delrio parla di 2 miliardi di risparmio. Falso: la Corte dei Conti ha stimato il risparmio al massimo in 35 milioni di euro. 
2. Lotta alla mafia. Renzi si è laureato in Giurisprudenza per tributo a Falcone e Borsellino, ma non sembra. Come ulteriore favore ad Alfano e dunque a Berlusconi, sta operando per annacquare il 416ter del codice penale, quello sul voto di scambio politico/mafia. Renzi intende eliminare la sanzione per il politico che si mette a disposizione delle cosche e lasciando unicamente la sanzione per lo scambio voto/denaro o voto/altra utilità. Renzi si sta così limitando a riproporre una norma che è risultata sinora del tutto inutile al contrasto degli accordi politica/mafia. 
3. 80 euro in busta paga a chi prende meno di 25mila euro annui. Falso. Renzi lo aveva promesso nel corso della conferenza stampa con le slide dell’Esselunga, ma quell’aumento mensile da maggio sembra già diventato un bonus una-tantum. 
4. Abolizione del reato di clandestinità. Falso. La Svuota Carceri è una legge delega che depenalizza molti reati indistintamente, anche contro la pubblica amministrazione (peculato e abuso d’ufficio). Sel aveva proposto un emendamento singolo che aboliva (e non si limitava a depenalizzare) il reato di clandestinità. Chi lo ha votato? Solo Sel e M5S. Il Pd ha votato contro. La Svuota Carceri è stata votata da tutti tranne che Fratelli d’Italia, Lega e M5S (che l’aveva votata al Senato turandosi il naso o così dicono, sperando che alla Camera potesse migliorare: una tattica che non convince). M5S non ha votato “contro l’abolizione del reato di clandestinità”, come vi raccontano, anzi è stata l’unica con Sel a votarla. La Svuota Carceri si limita a depenalizzare il reato, tramutandolo in illecito amministrativo. Non solo: è una legge delega, l’ennesima. Tramite questo emendamento-macedonia, che contiene tutto e il suo contrario come quelli su femminicidio o Imu-Bankitalia, il Parlamento rinuncia al suo ruolo un’altra volta e delega il Governo. Quindi? Quindi il governo ha otto mesi di tempo per depenalizzare quei reati. Al momento non ha depenalizzato un bel nulla (qualcuno lo dica a Salvini). E’ solo una promessa. Un’altra delle tante. 
5. Le auto blu su Ebay. Per 100 vendute, Renzi ne riacquista 1300 o giù di lì. 
6. Questione morale: inesistente. Barracciu è ancora sottosegretaria, Del Basso De Caro è ancora sottosegretario, l’autorizzazione a procedere per la Brambilla è stata negata anche dal Pd. E per decenza non parlo di Genovese. I renzini fanno a gara per andare a vedere il film su Berlinguer di Veltroni, ma dimostrano di non averci capito nulla. 
7. Legge elettorale: è una schifezza, persino peggiore del Porcellum. Infatti l’ha scritta Verdini. Ci sono tre soglie di sbarramento (4.5, 8, 12%). Ci sono ancora i listini bloccati. Non ci sono le preferenze. Ci sono ancora le multicandidature (in 8 collegi). C’è uno spaventoso premio di maggioranza, che regala una maggioranza bulgara alla Camera se al primo turno prendi il 37% ma che non garantisce la governabilità se vinci al ballottaggio col 50% più uno. E’ una legge elettorale folle e scriteriata, praticamente incostituzionale, e infatti Renzi ne sta rallentando l’approvazione per poter usarla subito dopo la promulgazione definitiva con un voto anticipato (a metà 2016) che non dia il tempo alla Consulta di reputarla incostituzionale. 
8. Titolo V della Costituzione: è vero che va cambiato, ancor più dopo la Bassanini del 2001, ma la riforma renzina ne ripete drammaticamente le storture. Il malfunzionamento riguarda il riparto di competenze tra Stato e regioni, ma la riforma ne reitera le patologie. Così il costituzionalista Gianluigi Pellegrino: “E loro (i renzini, NdR) cosa fanno? Prendono questo sistema fallimentare (del Titolo V, Ndr) e lo usano per decidere quali di questi complicati iter legislativi vada eseguito e se scatta o no il vincolo determinato dall’intervento del Senato“. 
9. Snellimento del sistema di approvazione leggi. Falso. La nuova riforma prevede addirittura 12 modi diversi per approvare una legge e non snellisce nulla. Casomai incasina. Peraltro, quando il Parlamento ha voluto, è stato velocissimo anche con il bicameralismo. Il Lodo Alfano, una schifezza inaudita, è stato approvato in venti giorni. 
10. Dicono: “Non volete le riforme, siete immobilisti”. Falso: le riforme servono, ma vanno fatte bene. E dunque vanno fatte da gente competente, mica dalle Madia. Per esempio: conferma di due camere elettive ma con due ruoli diversi tipo Stati Uniti. Dimezzamento del numero di deputati e senatori. Dimezzamento degli stipendi. Dimezzamento delle indennità. Miglioramento del riparto di competenze tra Stato e regioni. Limitazione al ricorso smodato alla decretazione d’urgenza. Così vorrebbe Civati, così vorrebbe Grasso (orrendamente “minacciato” dalla Serracchiani). Così vorrebbe Chiti, così vorrebbero i 5 Stelle. Ma Renzi e i suoi vanno in direzione opposta. 
11. Renzi sta spingendo per un monocameralismo spinto che si confà come una sorta di dittatura del premier. Il monocameralismo in sé non è un male, ma lo diventa con una legge elettorale vergognosa, la mancanza di una legge sul conflitto di interessi e la mancanza di una seria legge anticorruzione. Renzi sta concretizzando il sogno piduista di Gelli e Berlusconi. 
12. Rodotà, uno dei firmatari del sacrosanto appello di Libertà e Giustizia, nel 1985 era d’accordo con il monocameralismo. 1) E chissenefrega? 2) Era un’Italia diversa, c’era il proporzionale e quella proposta aveva comunque dei seri contrappesi. 3) Anche Nicodemo ha cambiato idea: due anni fa diceva che Renzi era finito. Anche la Picierno ha cambiato idea: neanche un anno fa diceva che Bersani era Dio e Renzi un semi-bischero. Anche la Moretti ha cambiato idea (idem come la Picierno). Anche la Serracchiani ha cambiato idea: nell’ottobre del 2011 organizzava eventi con Civati a Bologna e il grido di battaglia era “Rottamiamo anche Renzi”. Devo continuare? 
13. Le riforme di Berlusconi erano uguali o addirittura migliori di quelle di Renzi. Al tempo, giustamente, la sinistra scese in piazza per difendere la Costituzione. Ora no perché a mettere la firma sul progetto è uno che dice di essere quasi di sinistra. E allora stampa e tivù ci stanno. E’ la disinformazione, monnezza. 
14. In quasi tutti i paesi c’è il monocameralismo. Sì, ma i padri costituenti italiani sapevano che da noi la democrazia è nata fragile. Abbiamo una pericolosissima propensione alla dittatura, all’infatuazione per l’uomo (bischero) della Provvidenza, alla fascinazione per il citrullo unto dal Signore. E allora hanno creato il bicameralismo e l’articolo 138 che ne costituisce l’architrave (quell’architrave che tutti, tranne M5S e qualche cane sciolto di Sel, volevano cancellare d’estate). Si torna lì: il problema sono i contrappesi. Che la riforma renzina elimina, aprendo la strada a una svolta palesemente autoritaria. 
15. Però almeno con Renzi si risparmia. Falso. Perché il Senato rimane. Non viene cancellato ma reso inutile. Una “Camera delle autonomie” che costerà comunque tanto. Renzi ha parlato di 1 miliardo di risparmi, ma quello effettivo sarà inferiore ai 100 milioni. 
16. La “Camera delle autonomie” concepita da Renzi è un dopolavoro di inquisiti. 148 componenti. 42 membri di diritto (Presidenti di Regione e sindaci dei capoluoghi di regione). 80 cooptati (due sindaci per regione e due sindaci di capoluoghi). 21 nominati dal Quirinale (si presume gente alla Amato o Violante, se li sceglierà Re Giorgio). E 5 senatori a vita. Allo stato attuale, buona parte di questi potenziali non-senatori è inquisita. Gente tipo Cota, Formigoni, Scopelliti o Chiodi. Un bel gruppettino di anime candide, che andrebbero in Senato a svernare e bivaccare, potendo votare solo per materie quasi sempre marginali e dividendosi tra un impegno istituzionale e l’altro. Facendo male sia l’uno che l’altro. 
17. Renzi dice che “il paese vuole riforme”. Sì, ma quali? Chi ha eletto Renzi? Chi gli ha dato mandato di sventrare la Costituzione? Può un parlamento di nominati, eletto con legge incostituzionale, modificare la Costituzione? Come può una Boschi arginare un Calamandrei? Come può un premier eletto da nessuno cambiare radicalmente le regole con un condannato in via definitiva, interdetto da tutto, che non può neanche votare ma può decidere come voteranno tutti gli italiani? Stiamo scherzando? 
Non fatevi fregare da questa Brigata Supercazzola, composta da serial bugiardi e dilettanti allo sbaraglio, tanto arroganti quanto vuoti. Non spegnete il cervello: è quello che vogliono.

Lombardia: Sì al referendum per abolire la legge Merlin.

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato con 41 voti favorevoli (su 71 votanti) la proposta di indire un referendum abrogativo per la parziale abolizione della legge 75 del 20 febbraio 1958, nota come legge Merlin. Il quesito che verrà posto ai cittadini lombardi verterà sulla riapertura delle case chiuse e su un ritorno alla regolamentazione della prostituzione. Affinché la consultazione popolare possa avere luogo in ambito nazionale deve essere approvata da altri quattro consigli regionali italiani. Tornando alla Regione Lombardia, sulla carta, dato che è stato richiesto il voto segreto, oltre al Carroccio hanno espresso parere favorevole Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lista Maroni presidente, Partito Pensionati e Movimento 5 Stelle. Contrari invece Ncd, Patto civico e Pd. L'approvazione è stata accolta con soddisfazione dai consiglieri dei gruppi di centrodestra (tranne Ncd), che l'hanno favorita come una "battaglia di civiltà. Finalmente la gente avrà la possibilità di esprimersi sull'argomento e sotto la pressione di un possibile referendum il parlamento italiano sarà finalmente obbligato a riscrivere una legge vecchia e obsoleta che porterà maggiore sicurezza, controlli sanitari e soprattutto nuove entrate nelle casse dello Stato per quello che è da sempre considerato il mestiere più antico e meglio remunerato da che mondo è mondo!

A te che voti Pd...

di Luigi Di Maio, M5S. A te che voti Pd: eleggi Pina Picierno al Parlamento italiano? E lei dopo un anno si candida al Parlameno Europeo, fregandosene del tuo voto. Eleggi la Serracchiani al Consiglio Provinciale? Dopo 2 anni è al Parlamento Europeo. Dopo 4 anni alla Presidenza della Regione Friuli. E ora sogna di fare il ministro. Eleggi il Sindaco di Firenze? Dopo 3 anni si candida a fare il Presidente del Consiglio. Perde le primarie ma ci riprova l'anno dopo e ci riesce senza neanche passare per le elezioni. Firenze è un optional. Ma tu che voti Pd, lo sai che un mandato dura 5 anni perché è un arco temporale congruo per realizzare un programma politico? Non per far sostare qualche politicante in attesa di saltare su un'altra poltrona, fregandosene dei punti di programma da realizzare per i cittadini! Nel Movimento 5 Stelle non ci si può candidare ad altra elezione, se prima non hai completato il mandato in corso. Che tu sia consigliere di municipalità o parlamentare. Se ti dimetti durante il mandato, perdi il diritto di ricandidarti. Se hai già svolto un mandato, puoi candidarti solo un'altra volta. Nel Movimento 5 Stelle non vogliamo ci siano politici di professione. Quelli che hanno massacrato l'Italia.

mercoledì 9 aprile 2014

Alla faccia dei gufi, questa è l’Italia di Matteo Renzi.

Alle sei e mezzo del mattino, quando la maggior parte degli italiani è alle prese con la schiuma da barba, il latte, il caffè e le cartelle dei bambini da accompagnare a scuola, qualcuno è già al lavoro per il nostro bene e quello della Nazione intera, e ce lo twitta con il suo buongiorno: “Il Def mantiene tutti gli impegni che ci eravamo presi, alla faccia dei gufi. Inizia a pagare chi non ha mai pagato. Si cambia verso". 
Così il premier Matteo Renzi in un tweet delle 6.29 di stamattina. 
E in effetti proprio 'stamattina' il mondo ha cambiato verso! Scendendo le scale - l’ascensore anche se strapagato è ancora guasto, ma l’ascensorista non ha lo smartphone e non può ricevere i twitter della rivoluzione renziana - noto qualcosa che sporge dalla cassetta postale. Apro, leggo… è la ricevuta dell’idraulico - lui lo smartphone ce l’ha - che si scusa per la dimenticanza: 150 euro per un rubinetto che perdeva, ma stavolta regolarmente fatturati! 
Il barista - lui lo smartphone ce l’ha - mi rilascia prima lo scontrino e poi mi serve il caffè. 
Il tassinaro - lui lo smartphone ce l’ha - per portarmi in stazione azzera il tassametro e a fine corsa mi rilascia la ricevuta. 
Il treno - Moretti Ad-Trenitalia lo smartphone ce l’ha e c'ha ancora, nonostante Renzi, uno stipendio da 850.000 euro l'anno - parte in perfetto orario arrivando puntuale, "come un treno", alla stazione di Napoli Centrale.
All’Ufficio oggetti smarriti della stazione - qui lo smartphone ce l’hanno praticamente tutti - mi dicono che è stato appena ritrovato il portafoglio, dopo anni che mi avevano borseggiato. Ma quelli erano altri tempi, quelli dell’ex Cavaliere, ex Senatore e da domani anche ex uomo libero Silvio Berlusconi, tanto per intenderci. Ma oggi è un altro giorno. Oggi "si cambia verso"! Certo non ho ritrovato dentro al mio vecchio portafoglio neppure un centesimo, ma il mariuolo, che non twitta come il premier perché alle sei e mezzo del mattino è già sul posto di lavoro - lui gioca in borsa e portafogli - si è premurato di lasciarmi al posto delle banconote un biglietto con su scritto: “Vabbuò dotto' chelli renari l’ho presi ma era nu prestito, aropp' o' Jobacte glieli rendo areto”! 
Alla faccia dei gufi, questa è l’Italia di Matteo Renzi. Incrociamo le dita, ma soprattutto camminiamo sempre spalle al muro: dopo il "Meno tasse per tutti", adesso ci tocca un altro miracolo italiano, il "Si cambia verso. Inizia a pagare chi non ha mai pagato"! 
I "soliti noti" sono avvertiti: se prima gli si dava addosso in un verso, adesso gli si darà sempre addosso, ma nel verso opposto: con una mano gli si  offre 80 e con l'altra gli si toglie 100!

Quegli 80euro in busta paga sanno tanto di... voto di scambio!

Gli 80euro in busta paga promessi dal governo per fine maggio a chi già percepisce stipendi da fame, hanno lo stesso sapore di quei 250.000euro incassati da Renzi su e-bay con la televendita della auto blu. Tanto clamore mediatico, ma poca la sostanza! Infatti se il ricavato dall'asta delle auto di servizio servirà a malapena a coprire i costi della 'carta igienica' a Palazzo Chigi per il fabbisogno di un anno, quegli ottanta euro in busta paga promessi ai lavoratori dipendenti hanno il sapore della beffa e lasciano in bocca l'amaro della presa in giro! 
La beffa, perché, conti alla mano, grazie alla mazzata del passaggio dalla £ira all’uro, mancano in busta paga all’incirca 800 euro netti! 
La presa in giro, perché considerate le addizionali comunali e regionali Irpef al rialzo, soprattutto nelle busta paga dei romani, quegli ottanta euro il premier faceva prima a darli direttamente a Marino e Zingaretti. 
Secondo quanto calcolato dalla Uil - Servizio politiche territoriali, i lavoratori dipendenti e i pensionati hanno trovato nell’ultima busta paga l’amara sorpresa di aver pagato mediamente 97 euro complessivi tra saldo e acconto dell’Irpef sia Regionale, sia Comunale, pari al 29,3% in più rispetto al mese di Marzo dello scorso anno. Per l’Irpef Regionale si sono pagati mediamente 59 euro, a fronte dei 49 euro dello scorso anno (+20,4%), mentre per l’Irpef Comunale 38 euro, a fronte dei 26 euro dello scorso anno (+46,1%). I calcoli sono stati effettuati sulla base delle aliquote Irpef su un reddito medio di 23.000 euro.
Insomma, se il governo con una mano dà, con l’altra toglie. E con gli interessi, naturalmente. Siamo in campagna elettorale e le promesse fanno parte del gioco. Peccato, però, che in questo gioco a perdere siano sempre i "soliti noti"! E poi non saranno certo 80 euro a rimettere in moto l'economia italiana, a rilanciare i consumi e a far uscire il Paese dal tunnel della crisi. Tuttalpiù frutteranno a Matteo Renzi una manciata di voti in più alle prossime elezioni in virtù di quella legittimazione popolare che ancora non ha per poter presiedere, senza se e senza ma, il consiglio dei ministri! A giochi fatti, quegli 80 euro in busta paga hanno tutto il sapore di una mancia da dare agli italiani per assicurarsi un ritorno elettorale. Con l'una tantum di 80 euro, migliaia di italiani si sentiranno in debito di riconoscenza e il 25 maggio voteranno Renzi. E così quegli 80 euro, oltre che di beffa e di presa in giro, sapranno anche e soprattutto di... voto di scambio!

Il ddl della discordia.

Alleanze e maggioranze in politica vanno e vengono, e come fanno le bandiere sventolano dalla parte dove il vento soffia più opportuno e conveniente. Si palesa all'orizzonte dello scenario politico una nuova maggioranza possibile in parlamento per votare una riforma del Senato diversa da quella sostenuta dal duo Renzi-Berlusconi.
Il MoVimento5Stelle, parola del presidente dei senatori pentastellati Maurizio Santangelo, potrebbe votare "Sì" al testo presentato da Vannino Chiti e da un’altra ventina di senatori Pd già definiti 'dissidenti': "Il ddl Chiti presentato al Senato - dichiara Santangelo - è praticamente la fotocopia del nostro, ad eccezione di una questione che riguarda il taglio delle indennità. Ma su tutto il resto, anche per quanto riguarda l'eleggibilità, se ne può ragionare. Non possiamo non essere d'accordo visto che ricalca la nostra proposta"
Poi arriva la frenata dei 5stelle: "Dimezzare i parlamentari di Camera e Senato e loro indennità, Parlamento pulito, limite di due mandati e democrazia partecipativa. Il ddl a firma del senatore Pd Vannino Chiti ricalca diverse proposte, ma non tutte, avanzate nel tempo dal M5S". Così Giuseppe Brescia e Vincenzo Maurizio Santangelo, capigruppo M5S di Camera e Senato. "Resta inteso - aggiungono Brescia e Santangelo - che si discuterà in rete con tutti gli iscritti". 
Il punto chiave del testo Chiti, rispetto alla riforma del Senato targata Renzi-Berlusconi e che non prevede l'elezione dei membri della nuova camera alta, consiste in 106 senatori da eleggere in collegi regionali. "Abbiamo votato con M5S la decadenza di Berlusconi, perche' non dovremmo provare a votare insieme le riforme istituzionali?", twitta il senatore Pd Corradino Mineo dopo che M5S al Senato ha espresso l'orientamento a votare il ddl 'salva Senato' di Chiti sostenuto dalla fronda interna al Pd anti Renzi. La segreteria del Pd ha invitato la “fronda” del partito a ritirare il ddl Chiti. Ma loro non ci stanno. "Noi il nostro ddl costituzionale non lo ritiriamo. Resta lì sul tavolo. Ma non vogliamo spaccare il partito. Stiamo solo cercando di dare il nostro contributo". 
Quindi esiste una maggioranza alternativa a quella con Silvio Berlusconi e Renzi può scegliere se proseguire l'inciucio con l'ex Cavaliere, l'ex Senatore e tra qualche giorno l'ex uomo libero Silvio Berlusconi, oppure imboccare la via che porta a... riveder le 5stelle!

Sì della Consulta alla fecondazione eterologa!

La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della norma della legge 40 che vieta il ricorso ad un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. In particolare la Corte costituzionale, nella Camera di Consiglio che si è tenuta oggi - spiega una nota della Consulta - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita. Cade così l'ultimo tabù imposto dalla legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, l'eterologa. Cioè la possibilità di procreare sulla base di un ovocita o sperma donato da un terzo rispetto alla coppia. Un divieto che oggi - recita la sentenza della Corte costituzionale appena resa nota - è illegittimale. La norma contenuta nella legge citata è l'ultima di una lunga serie di incongruenze cassate dal giudice costituzionale, che vanno dall'obbligo di impianto dei tre embrioni prodotti, alla diagnosi precoce per portatori di malattie genetiche e così via. Un lavoro quello della Consulta che, ricorso dopo ricorso, sentenza dopo sentenza, ha riequilibrato la materia della fecondazione medicalmente assistita, abbattendo i principi cardine della contestata legge 40.

martedì 8 aprile 2014

Renzi, l'antivirus che bonificherà il 'Sistema-Italia' dai 5stelle?

Per poter esprimere un parere sul governo Renzi è ancora troppo presto. L’unica cosa che possiamo dire in merito al curriculum politico del Presidente del consiglio ed ex Sindaco di Firenze è che la città nella quale ha indossato per anni la fascia tricolore non ha certo rappresentato, sotto il suo governo, quell’angolo di paradiso dove gli italiani sono andati a rifugiarsi in massa, mentre tutto intorno crollava!!! Ergo, se tanto mi da tanto…

Comunque, il premier, di carne al fuoco ne ha messa davvero tanta. Ma per il momento ci dobbiamo accontentare solo di molto fumo. Per l’arrosto - se, come e quando arriverà - bisognerà aspettare ancora parecchi mesi. Tra disegni di legge, dpcm vari, decreti attuativi, lungaggini legislative, cavilli burocratici, chiacchiere da talk show e spot elettorali, forse ci vorranno degli anni prima di riuscire a vedere attuate certe promesse.

Gli italiani sono degli inguaribili sognatori e sperano che Renzi sia l'uomo della provvidenza capace di traghettarli al di là della crisi, fuori dal tunnel. Ma il premier è stato messo lì dal “sistema” per rottamarlo e far rinascere dalle macerie della malapolitica la nuova Italia o per trasformarlo, rigenerarlo e garantirgli ancora lunga vita? Certo chi l’ha messo lì, e non sono stati certo gli italiani, non lo ha fatto con spirito masochista e per auto-eliminarsi, ma esclusivamente per garantirsi la propria sopravvivenza e salvaguardare i propri interessi!

Per il momento l’impressione è quella che Renzi abbia una sola missione: arginare l’antipolitica e ridimensionare il MoVimento5Stelle. Insomma una sorta di “antivirus”, chiamato ad eliminare il virus a 5stelle che rischia di bloccare il sistema operativo, ma lasciando intatto “il sistema”!

La riforma del Senato è aria fritta. Come pure l’abolizione delle Province, la staffetta generazionale nella Pubblica Amministrazione e la vendita su ebay di un pugno di auto blu. L’unica certezza è che a maggio, statene pur certi, arriveranno di riffa o di raffa i ticket elettorali: i famosi ottanta euro del cuneo fiscale! Ma arriveranno solo perchè già ricapitalizzati nelle casse dello Stato con le addizionali regionali e comunali di quelle stesse buste paga dove andranno a finire, solo perché già lautamente ripagati dagli italiani con l’aumento dell’Iva, della Tasi, dell’Imu, del bollo auto e della Rca, delle tasse su luce, acqua, gas, trasporti e benzina!

Insomma, anche se Renzi rappresenta l’ultima speranza per il “sistema”, la realtà è che la genteperbene di questo Paese sta ancora nel bel mezzo della crisi con stipendi e pensioni ai limiti della sopravvivenza (un operaio del nord-europa guadagna 2.500 euro al mese e nel 2012 il 42,6% dei pensionati italiani ha percepito un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese), con oltre 3,3 milioni di disoccupati (si perdono 1.000 posti di lavoro al giorno) e migliaia di aziende che chiudono (in Italia spariscono nel nulla due imprese ogni ora)! Tutto il resto sono solo chiacchiere!!!

Berlusconi: Forza Italia non si mangia la parola, barra dritta.

di Silvio Berlusconi. Come ho più volte ribadito, Forza Italia intende rispettare fino in fondo l’accordo stipulato con il Segretario del Pd, Matteo Renzi, relativo alle riforme costituzionali e alla legge elettorale. Le polemiche di questi giorni sul Senato non toccano i patti fondanti riguardo alla non eleggibilità, alla non onerosità e al fatto che il nuovo Senato non voterà la fiducia al Governo, ma hanno riguardato i criteri della composizione, le modalità di indicazione da parte degli enti locali e di altre istituzioni, tutti argomenti sui quali potremmo confrontarci e convergere. Quanto alla tempistica, è evidente che la prima lettura a palazzo Madama della riforma del Senato è il primo passo di un procedimento che richiede alcuni mesi di tempo e quattro passaggi parlamentari. Sarebbe quindi opportuno che l’approvazione definitiva da parte del Senato della legge elettorale avvenisse anticipatamente rispetto a questa riforma. Respingo le affermazioni di chi sostiene che ‘prima si dice sì alle riforme, poi ci si rimangia la parola, quindi si lanciano ultimatum’. Forza Italia non si rimangia alcunché e mantiene dritta la barra in direzione delle necessarie riforme per la modernizzazione del Paese. Sono sicuro che in un prossimo incontro con il Presidente Renzi sarà possibile mettere a punto le procedure e i dettagli per la modifica del Senato e per i tempi dei percorsi parlamentari, che non facevano parte dell’accordo.

Così Grillo le canta a 'Capitan Pizza'!

di Beppe Grillo. Il MoVimento5Stelle è ecumenico, è aperto a tutti i cittadini italiani che vogliano farne parte e disposti ad accettarne le poche, chiare e semplici regole. Per essere candidati con il M5S è sufficiente rispettare i requisiti di iscrizione ed essere cittadini italiani incensurati. Non devi essere conosciuto da qualcuno, che sia egli il primo dei sindaci o l'ultimo degli attivisti. Capitan Pizza però non è d'accordo con quelle stesse regole che l'hanno portato a essere sindaco di Parma. In questo video dice: "E' un dato di fatto che in tutti i territori si è candidata gente che noi non abbiam mai visto. Vuol dire che non si sono spesi per il territorio. [...] L'attivismo in questo modo viene fatto cadere. [...] Uno sconosciuto perché dovrei votarlo? [...] La conoscenza secondo me è importante. [...] Aspetto i risultati. Mi piace parlare dopo aver visto per dare un giudizio." E allora perché parli?

Doppio Llorente: la Juve spegne le speranze dei lupacchiotti!

'Re Leone' firma la doppietta che permette alla Juve di tornare a +8 dalla Roma. I giallorossi saranno pure più freschi e non distratti dall'Europa League, ma per i campioni d'Italia il più sembra fatto. L'uno-due dell'attaccante spagnolo che decide infatti il match del lunedì, vinto 2-0 dai bianconeri contro il Livorno, mette una seria ipoteca sullo scudetto. I toscani, alla caccia di punti preziosi per la salvezza, partono forte e dopo due minuti riescono persino ad arrivare al tiro con Emeghara, dando un senso alla presenza tra i pali di Buffon. La Juve scende in campo concentrata e determinata, con un Tevez incerottato, ma ancora in gara sin dal primo minuto, che cresce pallone su pallone. Ed è proprio l'Apache a suonare la carica, scaldando i guantoni di Bardi. Insomma, nel posticipo con il Livorno, e con il fiato addosso dei lupacchiotti di capitan Totti, i bianconeri hanno scritto un altro capitolo decisivo per la conquista del terzo tricolore di fila: qualche difficoltà all'inizio, contro un avversario, in piena lotta salvezza, ma poi i bianconeri chiudono diligentemente la partita sbloccata con due ruggiti di 'Re Leone': un pezzo di bravura sull'1-0, poi il raddoppio con l'aiutino del portiere Bardi. Lo spagnolo prima sblocca il risultato con una gran girata sotto la traversa e poi trova il raddoppio su angolo battuto magistralmente da Pirlo con un colpo di testa che Bardi, con una clamorosa 'papera', non riesce a respingere fuori dalla sua porta. Il portiere del Livorno si riscatta almeno in parte prima dell'intervallo negando a Lichtsteiner il 3-0. In apertura di ripresa Llorente va ancora vicino al tris. La partita è fatta! Tevez al 21' della ripresa può quindi tranquillamente uscire dal campo, imitato poco dopo dall'uomo partita, Llorente, sostituito da Vucinic per una meritata standing ovation. Nel finale solo Pogba va ancora vicino al gol, poi il triplice fischio che pone fine alle ostilità. La Juventus ha, quindi, ricacciato la Roma a -8 e spazzato via ogni paura. E' andato tutto come Conte sperava: la vittoria numero 27, tre punti col minimo sforzo. Ma mai dire a Conte che lo scudetto è più vicino: il ritrovato +8, anche sotto l'aspetto psicologico, è un vantaggio enorme, a sei giornate dalla chiusura, ma ancora c'è tanto da sudare. 

venerdì 4 aprile 2014

Non si chiameranno più Province, ma Città Metropolitane!

"Quando mi recherò alla Provincia di Roma, busserò al portone e nessuno mi aprirà, solo allora crederò che hanno per davvero abolito le province."! Così la pensa Mario, il macellaio che come tutte le mattine tira su la serranda del suo negozio a San Giovanni, dopo il "Sì" definitivo dell'Aula della Camera al cosiddetto ddl Delrio che di fatto cambia solo il nome alle province! In realtà le province restano lì dove sono, ma si trasformano - cambiano nome - in "città metropolitane" e "aree vaste", ossia fusioni di Comuni. A loro spetteranno i compiti oggi ricoperti dalle Province! E i presidenti delle province italiane? Non andranno ad ingrossare le fila degli esodati della riforma Fornero, ma resteranno al loro posto di comando col nome di "commissari". Niente cassa integrazione, nè tantomeno alcun licenziamento per le migliaia di impiegati provinciali, che rimarranno anche loro negli attuali uffici mantenendo stipendio, grado e anzianità. Insomma, le Province continueranno a esistere sotto mentite spoglie e continueranno a essere guidate dalla politica, solo senza l'elezione diretta degli organismi di vertice da parte dei cittadini italiani! Il presidente della Provincia verrà eletto dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni della Provincia e durerà in carica quattro anni. Il relativo consiglio, eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei Comuni della Provincia, sarà composto dal presidente della Provincia e da un numero di consiglieri variabile tra le sedici e le dieci unità sulla base della popolazione. Tra gli organi della Provincia è prevista anche l'assemblea dei sindaci. Presidenti e consiglieri provinciali non riceveranno, almeno formalmente, alcun compenso extra rispetto a quello percepito in quanto primi cittadini dei rispettivi Comuni. Ma per quanto riguarda il relativo taglio dei costi della politica - che deriverebbe da quella che sembra più un'operazione di facciata che di sostanza - anche la Corte dei conti ha giudicato il ddl Delrio "inefficace"! Comunque sia, il testo è stato approvato a Montecitorio con 260 sì, 158 no e 7 astenuti. Contro il ddl Delrio hanno votato Fi, M5S, lega, Sel e Fdi. Il provvedimento tenta di riordina le competenze degli enti locali in attesa della revisione del Titolo V della Costituzione. Ecco le principali "novità":
In primo luogo, con questa serie di norme si dice addio alle Province, almeno per come le abbiamo finora chiamate, e si da il benvenuto alle "Città metropolitane".
Lo svuotamento delle competenze. Il ddl, non potendo "cancellare" le amministrazioni provinciali, le svuota di competenze. Mira ad una riduzione dei costi. Pertanto prevede un criterio di gratuità per l'esercizio delle funzioni di presidente e consigliere provinciale.
I consigli provinciali, infatti, vengono trasformati in Assemblee dei sindaci: questi ultimi lavoreranno nei nuovi "enti territoriali di area vasta", percependo esclusivamente le indennità già corrispostegli in qualità di primi cittadini.
I presidenti di Provincia non saranno più eletti dai cittadini, ma indicati all'interno di una assemblea formata dai sindaci dei Comuni del territorio di riferimento. Ad esempio, il futuro presidente della Provincia di Frosinone sarebbe scelto tra i sindaci dei Comuni del Frusinate e percepirebbe soltanto lo stipendio da sindaco.
Le competenze provinciali vengono trasferite a Regioni e Comuni, ad eccezione dell'edilizia scolastica (grazie ad un emendamento di Sel approvato in commissione e recepito dal testo del governo), della pianificazione dei trasporti e della tutela dell'ambiente.
Il personale continuerà a lavorare presso gli organi territoriali di riferimento dell'attività svolta, mantenendo retribuzione ed anzianità di servizio.
Fino al 2015 saranno rette da commissari. Fino a quando non prenderanno vita i nuovi enti le Province saranno rette da commissari (si tratterà degli attuali presidenti di Provincia che cambieranno nome in commissari) in quanto non si voterà per le rielezioni dei 52 organi provinciali in scadenza nel 2014.
Le Città Metropolitane. Napoli, Milano, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Venezia e Reggio Calabria diventano Città Metropolitane. A queste va aggiunta Roma, già inquadrata con l'istituzione di Roma Capitale; in futuro anche Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste (l'istituzione deve passare attraverso un provvedimento delle Regione a statuto speciale) saranno Città Metropolitane.
In totale si tratterà di 15 nuove aree territoriali. Le Città Metropolitane sono un nuovo ente che va in pratica a sostituire le Province: ricoprirà il territorio della Provincia omonima e ne assumerà le competenze.
Saranno guidate da un sindaco metropolitano che, a differenza dei presidenti delle "nuove province" potrà anche essere eletto ma solo "previa" l'istituzione di una apposita legge. Altrimenti, il sindaco metropolitano coinciderà con il sindaco della principale città e non percepirà indennità aggiuntive per l'ulteriore incarico.
Altri organi saranno il Consiglio metropolitano, indicato dal sindaco, e la Conferenza metropolitana. Quest'ultima sarà composta dai sindaci dei Comuni appartenenti alla città metropolitana. Il personale delle amministrazioni provinciali, pertanto, confluirà nel nuovo ente territoriale.
Si parte dal 1 gennaio 2015. Il ddl prevede che le Città Metropolitane prenderanno vita a partire dal 1 gennaio 2015.

Diciamo basta agli stipendi d'oro.

Una delle voci che incide maggiormente sulle uscite dello Stato e che fa lievitare i costi della spesa pubblica, sono senza dubbio gli stipendi degli impiegati dello Stato: ministeri, enti locali, ospedali, scuole, tribunali, forze dell’ordine, ecc, ecc. Insomma ci sarebbero troppi dipendenti - alcuni strapagati come quelli di Camera, Senato, Quirinale, Farnesina, ecc, ecc. - per quello che realmente c'è da fare negli uffici pubblici, ma soprattutto troppi dirigenti. Esistono addirittura degli uffici con due, tre impiegati ed un super-dirigente!!! 
Il problema, dunque, non è tanto quello dei semplici impiegatucci dello Stato a 1.200 euro al mese - uno stipendio prossimo al salario di disoccupazione oggetto di studio dell’attuale governo!!! - bensì lo scandalo degli "stipendi d'oro" di certi travet che stanno vicino al fuoco dove ci si scaldagli stipendi “faraonici” dei dirigenti pubblici della Pubblica amministrazione! 
E’ di questi giorni “il rapporto” tra le retribuzioni lorde dei dirigenti pubblici e il reddito pro capite nei principali Paesi dell’area euro. 
Secondo il rapporto, i dirigenti apicali percepiscono in Germania una retribuzione quasi cinque volte il reddito pro capite, in Francia quasi sei volte e mezzo, in Gran Bretagna otto e mezzo, in Italia 12,63 volte!
Per quanto riguarda i dirigenti di prima fascia, il rapporto è ancora più sproporzionato: in Germania hanno una retribuzione poco più di quattro volte il reddito pro capite, in Francia poco più di cinque volte, in Gran Bretagna 5,59, in Italia il doppio: 10,17. 
Un po’ più in linea sono i dirigenti di seconda fascia con funzioni di coordinamento: tutti hanno stipendi tra le quattro e le cinque volte il reddito medio pro capite. 
Se poi si pensa che un insegnante della scuola pubblica o un medico ospedaliero percepiscono buste paga nettamente inferiori ai loro “pari grado” dello Stato, allora si comprendono facilmente le ragione del dissesto delle casse pubbliche e l'inefficienza dello Stato, pur non essendo dei Nobel in economia!
DICIAMO BASTA AGLI STIPENDI D’ORO! 
BASTA CASTA!
BASTA DISUGUAGLIANZE!
BASTA INGIUSTIZIE E PRIVILEGI!
BASTA LAVORATORI DI SERIE “A” E LAVORATORI DI SERIE “B”!
BASTA STIPENDI D’ORO: A PARITA’ DI REQUISITI, PARITA’ DI RETRIBUZIONE IN TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!
NON E’ PIU’ ACCETTABILE CHE UN DIPENDENTE DEL QUIRINALE, DELLA CAMERA O DEL SENATO GUADAGNI CINQUE, SEI VOLTE DI PIU’ DI UN IMPIEGATO DEL CATASTO CON PARI REQUISITI.
E’ INACCETTABILE PER GLI STESSI DIPENDENTI PUBBLICI.
E’ INACCETTABILE PER I CITTADINI CHE LI PAGANO A FRONTE DI TASSE SEMPRE IN AUMENTO E SERVIZI SEMPRE PIU’ CARENTI.
E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI RIDURRE SPRECHI E PRIVILEGI.
MIGLIORIAMO L’EFFICIENZA E L’EFFICACIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

La Juve soffre, ma passa a Lione.

Fa bene la Roma a sperare e a continuare a crederci nella rimonta. La Juve, ieri sera a Lione vestita di giallo, è apparsa apatica e svogliata: appagata. Una squadra un pò spenta e sotto tono rispetto allo squadrone macina record cui eravamo abituati. E dopo lo scivolone col Napoli nell'ultima giornata di campionato che ha ridotto le distanze con la Roma di capitan Totti a +8, ieri sera una Juventus poco brillante è riuscita, comunque, ad avere ragione di un buon Lione e ad ipotecare il passaggio alle semifinali. Prima Buffon è insuperabile, poi Vucinic e Giovinco rivitalizzano l'attacco bianconero nel finale, ma a decidere il match è un difensore, Leonardo Bonucci. L'estremo difensore bianconero ha effettuato degli interventi decisivi su Malbranque e Umtiti, poi nella ripresa si ferma Tevez (sospetto guaio muscolare) ed entra Vucinic, mentre Giovinco rileva Osvaldo. È proprio la 'Formica Atomica', con i suoi guizzi, a cambiare il match: da una sua iniziativa nasce il corner che porta al gol di Bonucci, all'85'. Juventus con un piede e mezzo nelle semifinali di Europa League. I bianconeri hanno sofferto a Lione, ma nel finale hanno piazzato la botta vincente. Adesso sta ad Antonio Conte ricaricare le batterie della Signora in giallo.

giovedì 3 aprile 2014

Sceicco cerca 100 ragazze per il suo Harem-Europeo!

10 ragazze per me posson bastare... cantava Lucio Battisti. Ma lui non è un cantante, bensì uno sceicco straricco in partenza per l'Europa e in cerca di... compagnia: 100 ragazze, segni particolari giovani e bellissime, alle quali offrire oltre una dignitosa paga giornaliera e uno "shopping illimitato"!!! Non è uno scherzo, nè la boudate di un inguaribile maschilista, ma il desiderio di un ricchissimo sceicco di Dubai in arrivo nel Vecchio Continente con un'offerta di lavoro che prevede uno "stipendio da 100 euro al giorno" e, fra le altre, hotel e ristoranti di lusso pagati e shopping senza limiti di budget per 100 ragazze giovani e bellissime, requisito essenziale. In cambio di cosa? Essere ragazze immagini o personal shopper, affinché lo sceicco non si annoi. Questa la proposta di lavoro del ricco arabo in procinto di partire per una lunga vacanza in Europa. Vacanza che però non vuol fare da solo: ha bisogno di un "harem" di ragazze che lo accompagnino. Per questo si è appoggiato all’agenzia padovana di modelle "Doc". Le selezioni partiranno già da domani, venerdì 4 aprile.

La Chiesa al servizio dei più poveri.

Ma i preti hanno uno stipendio fisso, oppure no? Quanto percepiscono i cardinali? E il Papa quanto guadagna al mese? Un prete “semplice” ha uno stipendio mensile di mille euro netti, escluse le offerte per le messe. Lo stipendio dei sacerdoti è calcolato allo stesso modo di quello di un vescovo. Il meccanismo è basato su una specie di punteggio che grosso modo corrisponde all’anzianità. Ai parroci con maggiore esperienza viene erogato fino a 1200 euro, mentre per i vescovi fino a 3000 euro circa e per i cardinali fino a 5.000 euro. Se per caso un prete è anche insegnante di religione, l’Istituto versa solo la quota che manca a raggiungere il tetto stabilito dall’anzianità, mentre se supera la quota ecco che l’Istituto funziona come sostituto di imposta e il sacerdote dovrà versare la relativa somma maturata. La pensione, invece, viene corrisposta grazie al fondo del Clero istituito all’Inps. Si tratta di cifre modeste. Chi ha una pensione più che vantaggiosa (a carico dell'Italia) è, invece, l'Ordinario Militare. Al momento di lasciare l'incarico, a 65 anni, questo arcivescovo per legge viene equiparato ad un generale di corpo d'armata con il relativo vitalizio accordato ai militari di quel rango. Per Papa Ratzinger si stabilì una rendita di 2.500 euro. Papa Francesco, invece, non riceve nessuno stipendio, ma ha la facoltà di attingere liberamente all'Obolo di San Pietro, un fondo istituito presso lo Ior che raccoglie le donazioni in arrivo nella data del 29 giugno, solennità di San Pietro e Paolo, con lo scopo di sponsorizzare tutti i progetti benefici a lui più cari (circa 65 milioni di dollari nel 2012). Un tesoretto che sta aiutando a far fronte a migliaia di Sos disperati di gente che ha perso il lavoro, che annega nei debiti, che non può più pagare le spese mediche. Storie di miseria e afflizione filtrate dal penitenziere padre Konrad che gira le periferie di Roma su una utilitaria bianca per recapitare denari a chi ha bisogno. 
Sulle orme di Papa Francesco gli 800 preti che vivono nella diocesi di Bergamo che hanno deciso di destinare il proprio stipendio a chi ha perso il lavoro nel territorio delle loro parrocchie. Lo hanno deciso assieme al loro vescovo. Molte attività hanno chiuso o si sono dovute drasticamente ridimensionare anche nel bergamasco. I loro preti hanno deciso di aiutarli tagliando il proprio reddito. Mille euro, moltiplicati per 800 parroci, fanno 800 mila euro, un bel gruzzolo. Dall’Istituto centrale per il sostentamento del Clero della Cei, finiranno in un fondo aperto dalla diocesi di Bergamo e destinato ai disoccupati cronici o a chi non riesce più a reinserirsi nel mercato del lavoro. L'idea è venuta al vescovo, Francesco Beschi, il quale a sua volta girerà l'intero mensile, di circa 2600 euro, a beneficio della causa: vuole essere il primo a dare il buon esempio con un gesto concreto e diretto di carità, e solidarietà.
Nel Parlamento italiano soltanto i deputati 5Stelle hanno devoluto la maggior parte della loro diaria ad un fondo di solidarietà per le pmi: non tutti i preti sono pedofili, non tutti i politici sono ladri!

Nè uomo, nè donna: nasce il terzo sesso!

Né uomo, né donna! Norrie May Welby, 52 anni, è il primo 'neutro' riconosciuto. È avvenuto a Sydney dove è ufficiale la nascita del terzo genere: "neutro"!!! Proprio così, maschile, femminile e neutro, come i generi che si usano per studiare il latino a scuolaNorrie è un ex uomo, nato maschio in Scozia e divenuto donna dopo un'operazione chirurgica. In seguito però ha interrotto la cura di ormoni restando nel "mezzo" della sua evoluzione. Un segnale forte dal continente australiano accolto con entusiasmo dalle associazioni transgeder e dai gruppi per la difesa dei diritti per la parità sessuale. Da anni Norrie lottava per non esser catalogato né tra i maschi né tra le femmine. "La gente dovrebbe venire riconosciuta per quello che è e poter partecipare alla vita sociale fuori da etichette e discriminazioni", ha detto al The Australian. Non era a suo agio nel ruolo di uomo, tantomeno quando decise di diventare donna. Da quel giorno è iniziata la sua battaglia per vedersi riconoscere il "terzo sesso". L'ultimo step da superare è stato quella dell'ufficio dell'anagrafe che, in principio, si rifiutava di proporre una terza opzione alla casella del sesso. Ma Norrie ha vinto la sua battaglia ottenendo il riconoscimento come "neutro".

Grillo e Renzi, pronti a lasciare. Berlusconi, non ci pensa proprio!

Un referendum per uscire dall’€uro perché "l’Italia ha perso la sua sovranità monetaria senza che i cittadini fossero interpellati". Perché "hanno espropriato gli italiani della loro moneta trattandoli da sudditi". E perché "nessuno ci ha spiegato i pro e i contro, i rischi e le opportunità e un eventuale piano B di uscita in caso di fallimento". Beppe Grillo dal suo blog lancia l’idea di una nuova consultazione popolare sull’Europa. Non un referendum on line attraverso il sito del MoVimento, ma una vera e propria consultazione di indirizzo: "...è necessario dare agli italiani la parola con un referendum che è fattibile ed è legittimo. In alto i cuori!". Beppe Grillo dopo la prima tappa del suo tour teatrale, assicura che si farà da parte se il Movimento5Stelle non vincerà le Europee: "Su una cosa non ho dubbi: o vinciamo, o stavolta davvero me ne vado a casa. E non scherzo. Noi dobbiamo mobilitare anche quella gente che va ai seggi solo per votare bianca o annullare il voto. La sapete quanti sono? Pare che siano due milioni! Se riusciamo a prendere quei voti, sono due milioni di voti per il Movimento. Poi, per il resto, non prenderemo tantissimo dagli altri partiti, il due o tre per cento… è come l'ultima volta", afferma riferendosi al successo registrato alle scorse politiche. "Naturalmente il tipo di elezione è diversa, ma l'aria è quella. Dobbiamo mandarli via davvero, stavolta. E possiamo farcela. Ma bisogna che la gente capisca che lo facciamo per loro. Che è là - in Europa - che si decide tutto!".
E per un Grillo disposto a lasciare in caso di sconfitta, c'è un Berlusconi che non vuole proprio saperne di farsi da parte e corre al Quirinale per tentare il tutto per tutto: se non arriva un 'segale politico', Renzi salta! E lui, il premier-sprinter, catapultato da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi, senza passare per le urne, dice di giocarsi il tutto per tutto: o passano le riforme o qui finisce la mia carriera politica! Insomma, il Paese sprofonda nella crisi più nera dal dopoguerra ad oggi e "loro" cosa fanno? Pensano al proprio... futuro politico! Che tristezza!!!

Oro, argento e mattone delle famiglie finiscono sul mercato per fronteggiare la crisi!

Gli stipendi e le pensioni sono sempre quelli del 1999! Quelli dimezzati dall’euro e profondamente svuotati nel loro potere d’acquisto dal mancato adeguamento al caro vita. E a poco, a molto poco, serviranno quegli ottanta euro promessi da Renzi per il 27 maggio! Intanto, lavoratori e pensionati, per far fronte alla crisi mettono mano ai risparmi e se hanno finito pure quelli svendono i gioielli di famiglia: oro, argento e mattone! Per sbarcare il lunario sono sempre di più gli italiani che decidono di mettere sul mercato la propria abitazione. Se poi ad essere svenduta è la prima o la seconda, quella che magari si trova al mare o in montagna, questo dipende solo dallo stato di crisi delle finanze domestiche di ognuno di noi! Così capita che molti anziani vendano la nuda proprietà della propria abitazione, una formula che consente loro di pagare le bollette, le medicine, la badante e di aiutare il figlio disoccupato, mantenendo comunque la proprietà dell’appartamento fin tanto che ci vivono, come pure capita che molte coppie più o meno giovani siano costrette a svendere l’appartamento appena acquistato per ripiegare su qualcosa in affitto di più accessibile della rata del mutuo o peggio ancora tornano nella nuda proprietà dei genitori anziani! Per molti italiani proprietari di casa è proprio questo il modo migliore per affrontare le spese che diventano sempre più elevate, magari a causa di un imprevisto legato alla perdita del lavoro o al taglio dello stipendio. Succede così che l'offerta di case in vendita aumenta, anche perché - secondo le rilevazioni della Banca d'Italia sui bilanci 2012 - le famiglie italiane complessivamente hanno investito nel mattone 5.125 miliardi di euro. E in tempi in cui si è in cerca di liquidità vendere la seconda casa è il primo passo che si fa per correre ai ripari. Però, c’è un altro problema: ma, al giorno d'oggi, chi compra?

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