mercoledì 26 novembre 2014

Gli italiani non sanno più chi votare e... si astengono!

Elezioni Regionali in Emilia Romagna e Calabria: vince l’astensionismo! Se si fosse trattato di un referendum sarebbe mancato il “quorum”, ovvero, la consultazione popolare non sarebbe stata valida perchè la percentuale dei votanti è stata di gran lunga inferiore al 50%!
Ma alla politica, locale e nazionale, del quorum non gliene frega proprio niente, tanto "loro" la poltrona se l'accaparrano comunque, anche con quattro voti: il loro, quello del capo rione e quello di mamma e papà, ammesso e non concesso che al giorno d’oggi i padri si fidino ancora dei propri figli, specie se “politici” di mestiere! 
Fatto sta, che nella 'regione rossa' per antonomasia, da sempre feudo della sinistra, sono andati alle urne solo il 30,7% degli aventi diritto! E di questo 30,7% appena il 44,5% ha votato per il candidato di Matteo Renzi. Adesso è lecito oppure no chiedersi: il Presidente neo eletto alla Regione Emilia Romagna rappresenta gli interessi di chi?
Ma almeno lui si è sottoposto al responso dell'urna e bene o male è stato eletto, mentre l’attuale governo, nelle cui mani sono riposte le sorti di tutti gli italiani, chi l'ha mai votato? Renzi e i suoi hanno occupato “abusivamente” Palazzo Chigi. E i recentissimi risultati elettorali hanno tutto il sapore di un "avviso di sfratto"!
Comunque, il dato drammatico, e che ormai registra ad ogni tornata elettorale un trend in continua crescita, è che in Italia l’astensionismo è il partito di maggioranza assoluta. Astenersi dal voto è il primo atto di rivolta civile, democratica e pacifica, il segnale chiaro, netto ed incontrovertibile che i cittadini lanciano al sistema, ma se rimane tale non serve a niente, perché “loro” continueranno a spartirsi come e meglio di prima tutto ciò che resta della torta Italia!
Il MoVimento5Stelle, che aveva intercettato l’avversione degli italiani nei confronti della mala-politica, non ce l’ha fatta a “cambiare le cose”, ha fallito, e si sta sciogliendo come neve al sole. Il Pd è spaccato al suo interno e l’effetto Renzi presto sarà sotterrato sotto una valanga di tasse. FI si accontenta di raccogliere le briciole. La Lega Nord cavalca il malessere ed il disagio, come faceva M5S, ma resta sempre poca roba.
A questo punto ai cittadini onesti e per bene del Paese, che oggi disertano le urne, non resta che rimboccarsi le maniche e - come si conviene ad ogni condominio che rischia di andare alla malora per la pessima amministrazione dello stabile - non firmare più nessuna delega in bianco, ma presentarsi ogni volta in prima persona 'in assemblea' per controllare, proporre e decidere.

Sentenza Ue: "I Prof precari devono essere assunti"!

Il governo italiano deve assumere i precari della scuola pubblica: "La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell'Unione. Il rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non è giustificato". A scriverlo, nero su bianco, non è uno dei soliti "gufi", ma la Corte di giustizia europea nella sua sentenza odierna che risponde al quesito posto (con rinvio pregiudiziale) dalla Corte costituzionale e dal Tribunale di Napoli "se la normativa italiana sia conforme all'accordo quadro dell'Ue sul lavoro a tempo determinato e, in particolare, se quest'ultimo consenta il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili, in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, senza la previsione di tempi certi per l'espletamento dei concorsi ed escludendo qualsiasi risarcimento del danno subito a causa di un siffatto rinnovo". In estrema sintesi, la Corte Ue dà ragione ai precari chiedendo all'Italia di "stabilizzarli" e boccia il sistema delle supplenze utilizzato nella nostra scuola pubblica.

Non s'è mai vista una sinistra che vuole abolire il sindacato!

di Maria Pia Caporuscio. “Non accettiamo lezioni di moralità da nessuno!” Certo la “ministra” Boschi se ne intende molto di politica, da non accettare lezioni da chi se ne occupa da una vita e da una vita lotta contro l’immoralità della classe politica italiana. Esperte del “copia-incolla” che all’improvviso si ritrovano ad occupare posti nelle più alte cariche dello Stato, senza capire come questa cosa sia potuta accadere.

Salviamo Roma da Ignazio Marino.

di Alessandro Onorato. Cari amici di freeskipper, nutro un certo fastidio per quei cittadini romani che dicono: "Ahò, ma se a sto Marino je danno tutti contro, non è che alla fine sta facendo quarcosa de bono davero?" oppure "Marino va contro i poteri forti". Tanto per chiarire: Marino non combatte i poteri forti, ma ci va a braccetto. Un esempio su tutti: le nomine dei vertici di Acea le ha fatte a 4 mani con Caltagirone. Ha nominato come amministratore delegato di Publiacqua, ad oltre 200mila euro l'anno, indovinate chi? Il marito di Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola e suo braccio destro. Quanto al "qualcosa de bono" (?), Marino: 
- ha aumentato le rette degli asili, le tariffe per la ztl, le strisce blu e tolto le agevolazioni; 
- ha realizzato pedonalizzazioni 'spot' senza dare un criterio logico ai servizi e alla vivibilità dei quartieri, strozzando cittadini e attività commerciali; 
- contrasta i negozi sui cavilli della burocrazia e non tocca minimamente l'illegalità dei venditori abusivi, dei campi rom e dei borseggiatori sui mezzi pubblici; 
- applica la 'tolleranza zero' sulle multe a tutti i cittadini tranne che alla sua macchina; 
- scarica sulle periferie, già dimenticate da decenni di malgoverno, l'emergenza sociale di rifugiati e immigrati...

Degrado urbano, ma a pagare sono sempre i cittadini onesti.

di Grazia Nonis. L’ennesimo imbecille che viene a fare il turista in Italia e decide di non farsi dimenticare incidendo a caratteri cubitali l’iniziale del suo nome, la lettera K, sul un muro interno al Colosseo. Ormai lo sanno anche gli Zulù dell’Africa o gli indigeni della foresta amazzonica che qui da noi si può rovinare, imbrattare e usare da orinatoio qualsiasi piazza, sito archeologico o edificio storico senza poi pagare pegno. A onor del vero, questo Zorro figlio di Madre Russia è stato prontamente fermato e arrestato, ma lui e noi sappiamo come andrà a finire. Alcuni reati sono stati depenalizzati, la durata dei processi sfida le ere geologiche e i cavilli di questa cieca giustizia italiana permetteranno a questo pirlosky russoski di sfangarla grazie al sovraffollamento delle carceri. E chi pagherà per l’opera di restauro? Lui…. teoricamente. Ma se è un nullatenente saremo noi a pagare. Come sempre e come al solito. Chissà, magari al suo paese l’avrebbero appeso per le palle e marchiato la schiena con una bella K.

venerdì 21 novembre 2014

Freeskipper, il social network che fa opinione.

Freeskipper breakka. L’appuntamento con tutti i lettori e gli articolisti del network è rimandato a mercoledì 26 novembre. La sezione dei commenti rimane, comunque, aperta. Qui potete far pervenire tutte le vostre richieste e ogni tipo di suggerimento per rendere più efficace e di vostro gradimento questo nostro piccolo, ma grande spazio di libertà, da sempre aperto a tutti coloro che hanno ancora voglia di "dire qualcosa"! Uomini e donne liberi che credono ancora nella forza delle idee e che proprio non ce la fanno a rassegnarsi alla politica del "silenzio-assenso" e del "tanto peggio-tanto meglio"! L’appuntamento, quindi, dopo questa breve pausa, è per il 26 novembre: stesso blog, stesso spirito e il solito impegno di sempre! Fate sentire che ci siete, che siete ancora "vivi"! Un’altra Italia è possibile! Noi ci crediamo ancora, nonostante "loro"! A presto e... Buona Italia a tutti.

Tra fede e scienza: "Dio c'è, o non c'è?".

La fede è un dono immenso, inestimabile. Fortunato chi lo possiede, o meglio, prendendo in prestito una frase del Cristo a San Tommaso: "Beati quelli che crederanno senza aver visto"! Insomma, il mondo è diviso in due: c'è chi "crede" convintamente nell'esistenza di un essere superiore, animato da una grande fede in Dio, e chi invece, razionalmente, "non crede", nella convinzione che la morte sia la fine di tutto e che oltre la materia null'altro ha ragione di esistere! C'è chi di fronte ad una disgrazia trova conforto nel proprio credo religioso, in Dio, e chi, invece, in quella stessa condizione di sofferenza vede la prova provata che Dio non esiste, perchè se esistesse certe tragedie non dovrebbero mai verificarsi. Ecco allora due illustrissimi "uomini di scienza" - Umberto Veronesi e Antonio Zichichi - che recentemente, seppure a distanza, si sono espressi e confrontati sul più grande dilemma che da sempre tormenta l'umanità: "Dio c'è, o non c'è?". Il soprannaturale, l'esistenza di un essere superiore, di un creatore è fondata oppure no? Loro hanno risposto. Ma chi si aspettava prove certe e concrete sull'esistenza di Dio, è rimasto a mani vuote, perchè dovrà accontentarsi soltanto del loro pensiero.

giovedì 20 novembre 2014

Silvio Berlusconi, il Salvatore (...dei pensionati!?).

Dentiera, cataratta, veterinario e treno gratis. E poi bonus taxi, cinema pomeridiano gratuito e naturalmente i vecchi classici: l’aumento delle pensioni minime, compresa la tredicesima, e l’abolizione delle tasse su casa e risparmi. “Questo è ciò che ci impegniamo a fare per voi quando saremo di nuovo, e presto, al governo”. Silvio Berlusconi, ha sì problemi agli occhi, ma sente le elezioni vicine e, nonostante l’uveite, strizza l’occhio agli anziani, la categoria di elettori più numerosa del Belpaese, subito dopo quella degli "amici degli animali a quattro zampe"! L’ex Cavaliere lo scrive in una lettera, inviata ai dirigenti di Forza Italia in preparazione del “no tax day” del 29 e 30 novembre. E si lascia andare con le promesse: Ai nostri amici in pensione diciamo: non commettete l’errore che avete fatto alle ultime elezioni Europee di rassegnarvi e di non andare a votare perché l’Europa non vi è simpatica e perché non c’era Berlusconi candidato. Dovete andare a votare. Ve lo manda a dire un vostro coetaneo che vi vuole bene, proprio lui: Silvio Berlusconi”.

Matteo Renzi, il Creatore (...di posti di lavoro!?).

Uno sciopero non s’inventa, così come non si creano posti di lavoro per decreto legge! Scioperare è manifestare il proprio dissenso, la propria insoddisfazione per come vanno le cose, per come viene gestito il potere, facendo sapere alla controparte che bisogna “cambiare”, ma sul serio e non per finta. Il tempo degli spot si è concluso. Adesso gli italiani aspettano fatti concreti: lavoro e occupazione per tutti, salari e pensioni dignitosi, servizi pubblici efficaci ed efficienti, fisco giusto ed equo, immigrazione controllata. Con lo sciopero si rivendicano diritti disattesi, si chiede giustizia ed equità sociale. Arrivare a scioperare è la scelta estrema e l’ultima speranza per manifestare il proprio disagio: non si scende in piazza per “ragioni inventate”! Non si sciopera, rimettendoci di tasca propria la paga di un’intera giornata di lavoro, che al giorno d’oggi non è un sacrificio di poco conto, tanto per fare una passeggiata di piacere per le vie della città! Non si sciopera così, tanto per fare, e finchè sarà possibile esercitare questo sacrosanto diritto - almeno fino a quando a qualcuno non verrà in mente di abolirlo con un voto di fiducia in Parlamento - chiunque ha il “diritto-dovere” di manifestare per far sentire la propria voce, per rivendicare le proprie ragioni.

La manipolazione è la loro forza.

di Maria Pia Caporuscio. Comprare gli addetti all’informazione per manipolare le notizie, è stata la carta vincente del potere finanziario per riuscire a sottomettere e depredare le nazioni, che senza il contributo di questi “giornalisti” mai sarebbero riusciti a convincere i governanti europei, a cedere la sovranità politica ed economica alle banche mondiali. Le élite del potere finanziario sanno molto bene che le bolle speculative (da essi inventate) sono soggette a sgonfiarsi prima o poi, facendo carta straccia di quelle montagne di denaro (creato dal nulla) per cui necessitava trasformarle in beni reali per assicurarsi di non rendere vana l’enorme rapina compiuta. E dove andare a prendere questi beni se non dai paesi da essi stessi mandati in recessione, dove gli Stati (per loro colpa) erano costretti a svendere beni pubblici, aziende, case, terreni, e quant’altro, non riuscendo più a pagare gli interessi su un debito, reso inestinguibile?

L'Eternit uccide due volte: condanna annullata!

Le lastre di amianto uccidono ogni anno in Italia 5.000 persone. Nel 2013 la Corte d'Appello di Torino aveva confermato la responsabilità per disastro doloso e condannato l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, titolare dell'impresa "Eternit", a 18 anni. Ebbene, o meglio, molto male, la Cassazione ha dichiarato il reato prescritto già dal primo grado e annullato anche i risarcimenti alle vittime: una vergogna! Così hanno urlato i familiari delle vittime della "morte silenziosa" nell'aula magna della Suprema Corte alla lettura del verdetto che ha mandato in fumo anche la speranza dei risarcimenti e ha disilluso i familiari di altre duemila vittime che, invece, hanno accettato dai legali dell'ex ad svizzero un accordo economico extragiudiziario. Quindi non ci sarà più giustizia per le migliaia di vittime dell'amianto, almeno per quelle che hanno respirato le polveri letali nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale Eternit dal 1966 al 1986.

Miss Bumbum 2014: è di Indianara il lato b più sexy del Brasile.

Indianara Carvalho, 22 anni, dello stato di Santa Caterina, alta, bella, bionda, ma soprattutto con un lato b da urlo, è la nuova Miss Bumbum Brasile 2014, l'ambito concorso di bellezza carioca che premia le terga più sensuali di tutto il Brazil. La prosperosa modella, bionda e tutta curve, ha esibito un fondoschiena da record, che ha lasciato tutti letteralmente senza fiato. E' suo, pertanto, il lato b più bello del Paese. Il fondoschiena di Indianara ha sbaragliato la concorrenza di ben 27 aspiranti Miss Bumbum, modelle bellissime e irresistibilmente sexy, tutte curve e fianchi che hanno saputo "battersi" per la corona di Miss Bumbum 2014 ad "armi" pari con la vincitrice. Le ragazze hanno messo in passerella un vero e proprio tripudio di forme conturbanti e curve procaci. Se ne sono viste di tutti i colori e per tutti i gusti. Baci lesbo, seni scoperti, nudità, insomma, “tanta carne al fuoco”, nel vero senso della parola, ma soprattutto tanti sederi scultorei e sexy, tutti dei capolavori rigorosamente "Made in Brazil"!

mercoledì 19 novembre 2014

L'economia italiana è ferma al 2000.

L'Italia è ferma nel bel mezzo del tunnel della crisi e in piena recessione. L'economia italiana non accenna a riprendersi e continua a contrarsi anche in quest'ultimo trimestre 2014. Dopo otto mesi di governo Renzi tutto è come, se non peggio di prima! Disoccupazione, debito pubblico, corruzione, evasione fiscale e disagio sociale dicono a chiare lettere e meglio di qualsiasi altro discorso a quali livelli di crescita e di benessere ci abbia sin'ora condotti il governo delle giovani marmotte. Secondo le stime preliminari dell'Istat, il Pil è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% rispetto al terzo trimestre 2013. L'economia era rimasta ferma sullo zero nel primo trimestre 2014 ed era arretrata dello 0,2% nel secondo. Dopo tredici trimestri consecutivi di mancata crescita, cioè con una variazione del Pil negativa o pari a zero, l'economia italiana è "ai livelli del 2000".

I 1000 giorni di Renzi sveleranno tante cose!

di Paola Taverna, M5S. Se dovessi andare in giro a ricevere applausi manovrati dalla claque e stringere le mani a controfigure mi chiamerei Renzi, invece mi chiamo Paola Taverna e capisco la rabbia delle persone che ho incontrato oggi, non la cavalco e non vado a fare campagna elettorale. Me ne frego se dopo due ore che ho parlato con decine di persone, tutto quello che passerà sui giornali saranno due controfigure che mi contestano. Ho mani libere e coscienza pulita tanto da sapere di non avere responsabilità se oggi le periferie sono abbandonate a se stesse.

Un governo da buttare!

di Maria Pia Caporuscio. A che serve un governo cinico, cieco e sordo ai gravissimi problemi della gente, mentre si prende grande cura di quelli propri, degli addetti ai lavori e dei grossi capitalisti? A che serve un governicchio che continua a spremere la classe lavoratrice per aumentare il capitale alle caste? Che ce ne facciamo di questi buffoni se piuttosto che migliorare la qualità di vita delle persone le privano di ogni diritto, mentre aumentano i propri privilegi e quelli di coloro, che si arricchiscono dal feroce sfruttamento dell’uomo sull’uomo? Con quale coscienza rapinano chi li arricchisce e sputano nel piatto dove mangiano? Stanno privando i lavoratori di tutto quel che erano riusciti a costruirsi in anni di sacrifici. Stanno sparando sui morti, contro un paese già morto!

martedì 18 novembre 2014

Con Renzi continuiamo ad affondare, ma con una marcia in più!

"La batteria del governo Letta era scarica, il motore si era spento. Abbiamo cercato di riavviarlo, ma non era possibile". Così il premier spiega il perché all'inizio dell'anno non ha favorito 'il rimpasto' che avrebbe potuto rafforzare il governo allora in carica, ma lo ha pugnalato alle spalle rifilando al compagno Letta il famigerato hatsag "#enricostaisereno". Adesso che, invece, c’è lui alla guida del Paese, si naviga a vista nelle tenebre del tunnel di una crisi senza via di scampo, tra le nebbie sempre più fitte di un debito pubblico a livelli record, di una disoccupazione senza precedenti, di un pil che non accenna a salire nemmeno di mezzo punto, di un'evasione fiscale che al pari della tassazione imposta ai “soliti fessi” non ha precedenti e di una corruzione che imperversa in largo e in lungo per tutto lo Stivale come un morbo incurabile che va a contagiare persino quelle 'riserve di onestà' che si erano salvate dalla "peste della mazzetta".

Se sforiamo i vincoli di bilancio cosa fa la Merkel, ci dichiara guerra?

di Gerardo Lisco. Di fronte a un’Italia devastata dall’acqua dei temporali molti amministratori locali hanno dichiarato di voler sforare il Patto di stabilità per utilizzare i fondi che hanno in bilancio, ma che non possono utilizzare a causa del “Patto”, per far fronte ai disastri ambientali e umani di questi mesi. Il degrado del territorio e l’incuria sono sotto gli occhi di tutti. Un tempo lungo le strade Provinciali, solo per fare un esempio, c’erano i cantonieri, operai addetti alla manutenzione ordinaria delle strade. Lavoratori che si occupavano di tratte di strade sistemando scarpate e cunette. Oggi questa figura di lavoratore non esiste più. Tutto è stato appaltato a ditte esterne. Questo è uno dei tanti esempi di privatizzazione dell’interesse pubblico e del bene comune, in questo caso il territorio e del conseguente degrado.

Jobs Act: reintegro per licenziamenti disciplinari e discriminatori.

Pace fatta al Nazzareno tra le giovani marmotte e i frondisti: dopo un lungo tira e molla, cambia l'articolo 18! L'emendamento recepisce l'intesa raggiunta nella direzione del Pd sul reintegro dei lavoratori per alcune fattispecie di "licenziamenti disciplinari", oltre che per quelli "discriminatori". Il diritto al reintegro nel posto di lavoro sarà limitato ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di "licenziamento disciplinare ingiustificato'' che verranno dettagliate nei decreti legislativi che arriveranno dopo l'ok definitivo al ddl delega sul lavoro. Decreti che saranno operativi, come nelle intenzioni del governo, già a inizio gennaio. E' quanto prevede l'emendamento del governo al Jobs act che sarà presentato in commissione Lavoro alla Camera e sul quale dovrebbe esserci l'accordo in maggioranza. Per i "licenziamenti economici" viene esclusa la possibilità del reintegro nel posto di lavoro prevedendo "un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità di servizio". Per l'impugnazione del licenziamento verranno previsti "tempi certi".

L'Italia è pronta per tornare alla Lira!

di The Guardian. L'Italia si prepara ad imboccare l'uscita. Anche se l'ipotesi di uscire dall'Euro può sembrare fantasiosa per uno dei membri fondatori, c'è una crescente sensazione che fra non più di 2 anni da oggi, Roma sarà nuovamente amministrata dalla propria moneta. I dati della scorsa settimana hanno fotografato un Paese in profonda crisi. Con un Pil inferiore del 10% rispetto a prima della crisi finanziaria, l'Italia è bloccata da una profonda depressione. Tutti gli sforzi per rilanciare l'economia hanno fallito, tale è la natura sclerotica delle norme fiscali, del mercato del lavoro e delle sue regole. Tutto questo ha impedito il progresso verso un'economia più efficace libera da sussidi e benefici tradizionali. C'è stato un tempo in cui la classe media italiana non voleva sentir parlare di un'uscita dell'euro. Grazie all'Euro hanno mantenuto i loro risparmi e tutte le altre attività, in particolare le loro proprietà, hanno goduto di un valore sicuro con la moneta unica. L'uscita dell'Euro avrebbe portato ad un'enorme calo della ricchezza.

Local Tax: Renzi delega ai sindaci la stangata sulla casa!

La casa è un lusso! Innanzitutto perchè bisogna disporre dei soldi necessari per acquistarla, e secondo, non trascurabile problema, perchè di soldi per mantenerla e soprattutto per pagare le tasse ce ne vogliono altrettanti! La casa di proprietà e soprattutto la seconda casa al mare, quella fatta con anni e d anni di sacrifici per portarci i bambini a riossigenarsi dallo smog delle metropoli senza dover sborsare una fortuna in hotel e alberghi, non è una rendita finanziaria, quando non viene affittata, ma viene tassata peggio che se lo fosse! E non solo è un salasso economico non indifferente, ma tra Imu, Tasi, Tari, aliquote che cambiano dall’oggi al domani e dichiarazione dei redditi è un vero e proprio rompicapo.

Coppia: la scelta di avere un figlio.

di Elisabetta Rotriquenz. Arriva un certo momento nella vita in cui una coppia si trova ad un bivio: la scelta di avere un figlio. La coppia può essere in sintonia sia nella decisione di avere un bambino, ma anche in quella perfettamente lecita di non averne. Può anche capitare che il percorso decisionale non coincida temporalmente per entrambi o che semplicemente vi siano alla base desideri diversi. Spesso capita infatti che l'esigenza di avere un bambino sopravvenga prima in uno dei due partner rispetto all'altro. In ogni caso arriva un momento in cui è bene parlarne e confrontarsi. La soluzione migliore e auspicabile è che entrambi si trovino poi d'accordo sul percorso da fare, ma purtroppo non sempre è così. Quando la voglia di avere un figlio appartiene solamente ad una persona della coppia può iniziare un periodo difficile della vita a due rispetto agli obiettivi comuni e al futuro che li riserva. Il primo problema da affrontare è capire l'origine della mancanza di desiderio dell'avere un figlio. È un pensiero generale o alla base c'è il dubbio che l'altra non sia la persona giusta con cui farlo?

Statali: morti di fame, ma col posto fisso!

Fumata nera per il rinnovo del contratto del pubblico impiego: non c’è trippa per gatti! Ma intanto i topi del Palazzo ballano sulla cresta sempre turgida dei loro privilegi e sfrecciano su quelle che da blu sono diventate auto di… tutti i colori. Insomma, i travet dello Stato salveranno, sì, il posto di lavoro, ma si scorderanno l'aumento di quello stipendio che è fermo da 15 anni, dimezzato nel suo potere d’acquisto dal caro vita e dall'entrata in vigore dell’euro. "Nessuno perderà il posto per effetto della riorganizzazione della Pa. Nessuno andrà a casa".

lunedì 17 novembre 2014

Che strano paese è il nostro: milioni e milioni di pecore!

Che strano paese è il nostro! Aumenta l’iva, aumenta l’acqua, l’elettricità, il telefono, il gas, l’imu, l’immondizia, la benzina, l’autobus, le tasse. Insomma aumenta tutto in questo paese, tranne gli stipendi e le pensioni. E tutti pagano, zitti e mosca!
Peccato che tutta questa gran montagna di soldi, indebitamente sottratta alle tasche degli italiani, non serva poi a nulla, dal momento che in Italia sono davvero pochi i servizi pubblici che funzionano bene, e che i soldi che forzosamente prelevano a famiglie e imprese non gli bastano mai, visto e considerato che il debito pubblico cresce di ora in ora! E tutti pagano, zitti e mosca!

Il vitalizio dei furbetti del quartierino.

Stiamo assistendo inermi ad un attacco concentrico ai lavoratori dipendenti: stanno svalutando il lavoro con salari da fame e pensioni da terzo mondo! Oggi lavorare per quarant’anni ad uno stipendio di 1.200 euro al mese, equivale ad andare in pensione con appena 800 euro di assegno previdenziale e senza liquidazione, perché il governo delle cicale ha deciso di mettere il Tfr in busta paga! Ma allora che senso ha continuare a versare i contributi all’Inps se poi a fine rapporto si riscuote una pensione di qualche euro superiore a quella sociale? Capita così, in questo “grande paese”, che chi non ha mai versato un centesimo di contributi previdenziali e ha messo da parte centinaia di migliaia di euro, magari lavorando in nero, al compimento dei 65 anni va a riscuotere la pensione sociale: 600 euro al mese, col diritto ad esenzioni e agevolazioni che un lavoratore dipendente dopo 40 anni di contributi neppure si sogna! Insomma, ai famigerati vitalizi della casta, fa da eco il vitalizio dei furbetti del quartierino! Questa è l’Italia. Un paese che premia i furbetti e si accanisce con gli onesti!

La cricca dei buonisti.

di Grazia Nonis. Se Dario Fo, la Boldrini, Marino e la nota cricca di “buonisti, magnanimi e altruisti” abitassero in un casermone popolare o dirimpetto ad un campo Rom, assisteremmo alla trasformazione radicale ed istantanea del loro “io”. Se a questo aggiungessimo uno stile di vita da mille euro al mese, vedremmo buttati alle ortiche tutti i loro cavalli di battaglia sulla tolleranza e l’integrazione celebrati nel corso di anni di culo al caldo a patimenti zero. Parlare solo dopo aver indossato i panni di chi si critica è una regola che vale ancora, ma tenuta in poco conto da chi vuole insegnarci a tendere la mano prendendo schiaffi da mattina a sera e tacere per non essere marchiati a fuoco da chi ci considera meno di niente perché “italiani non più brava gente”. E’ forte il desiderio di vederli vestire i panni di umili cittadini che tornano a casa la sera e poterli sentir piangere impotenti davanti alla loro casa occupata da gente che schifa la legge.

Matteo Salvini: "Mi prendo il centrodestra"!

Il centrodestra è alla disperata ricerca di un leader. Il nome che circola con una certa insistenza è quello di Matteo Salvini, leghista, politico di professione, una felpa per ogni occasione, orecchino alla Maradona e un solo pallino: la Padania prima di tutto! La ricerca, come detto, è "disperata", la soluzione, se la scelta è Salvini, lo è ancor di più! Ma come si fa a sostenere la candidatura di un leghista a leader del centrodestra? Come è lontanamente pensabile affidare le sorti del Paese a chi vuole dividerlo? E’ proprio di questi giorni la notizia che il governatore leghista Zaia ha ribadito di voler organizzare sul modello catalano una consultazione sulla secessione del Veneto. Nel 25° anniversario della caduta del muro di Berlino non solo è anacronistico, ma addirittura grottesco, pensare di erigere nuovi muri per separare ciò che i nostri padri hanno unificato a caro prezzo. Ma, a parte certe farneticazioni, come si fa, soprattutto, a consegnare il centrodestra, i moderati di questo Paese, a chi è nato e cresciuto in una formazione politica che al grido di “Roma Ladrona” si è poi andata ad accomodare come tutti gli altri nella grande mangiatoia del “piatto ricco mi ci ficco”? Non basta nascondere le canotte di bossiana memoria, le ampolle del sacro Po, le adunate a Ponte di Legno dei guerrieri padani e dei vichinghi leghisti sotto una felpa per diventare il leader del centro destra! I galloni si conquistano sul campo, o meglio, nella cabina elettorale!

Becchi: "Grillo sta sbagliando tutto".

I sondaggi e le recenti consultazioni elettorali di Reggio Calabria hanno ridimensionato l'effetto "boom" del Movimento 5 Stelle. C'è malessere, amarezza, sconforto e delusione sul web, dove il Movimento ha mosso i primi passi e raccolto consensi fino a diventare il "terzo polo" della politica italiana. Il popolo grillino è stanco e sfiduciato, distante dal Movimento: è "assente"! E non occorrono i soloni di casa nostra o i sondaggisti di turno per stigmatizzare questo "calo di tensione nella rete" dei 5stelle. Basta farsi un giro sul blog di Beppe Grillo per notare come a "piè di post" il numero dei commenti sia notevolmente calato: dai 5-6mila dei tempi d'oro, quelli in cui era viva e vegeta la speranza del "cambiamento" e di "potercela fare", agli scarsi 80, 100 massimo 300 commenti di questi ultimi giorni. Insomma, un lento, inesorabile... "abbandono"! E così, dopo dissidenti ed espulsi, simpatizzanti e attivisti che hanno finito col tirare i remi in barca - come se si fossero improvvisamente svegliati, tutti insieme, da un sogno troppo bello per essere vero, come quello della "democrazia diretta" - oggi le critiche al Movimento arrivano anche da chi meno te lo aspetti! Accade così che, dalle colonne del Messaggero, Paolo Becchi, "ideologo" dei 5 stelle, attacca il Movimento di Beppe Grillo e mette in guardia i pentastellati sul futuro e sulla stessa sopravvivenza del Movimento. A dire di Becchi, il responsabile del flop dei 5 stelle ha un solo nome: Beppe Grillo. "Certe volte si muove come un dilettante, proprio non lo capisco.

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