mercoledì 1 ottobre 2014

Basta austerità: Parigi sfora il 3% per non affamare i francesi.

La Francia, gravata da un debito che ha superato ieri la soglia dei 2.000 miliardi di euro, dice basta all'austerità e bacchetta l'Ue e la Germania: "Non chiederemo ulteriori sforzi ai francesi. Perché il governo adotta la serietà di bilancio per rilanciare il Paese, ma rifiuta l'austerità". Così il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, che conferma il ritocco al rialzo delle stime del deficit, al 4,4% del Pil per il 2014 e 4,3% per il 2015, con il passaggio sotto il 3% solo a fine 2017. 
Questa è la differenza che passa tra "un popolo" e "un gregge di pecore" governato da un cattivo pecoraio!
L’Italia, gravata da un debito pubblico ben superiore a quello francese, china la testa al pareggio di bilancio ed esegue supinamente gli ordini della Troika: il governo delle giovani marmotte sta mettendo a punto in queste ore, sotto dettatura del capo scout, il Def 2014. Praticamente una sentenza di condanna a morte per gli italiani! Obiettivo, ancora lacrime e sangue per restare sotto il 3% del deficit, ma così rischiamo l’estinzione della specie italica, altro che crescita!
Non è più possibile affamare un popolo e continuare a spremerlo di tasse dopo che gli è stato tolto tutto. Per uscire dal tunnel della crisi e tornare a "vivere" bisogna mettere 1.000 euro nelle buste paga dei lavoratori dipendenti, moralizzare gli stipendi d'oro, far pagare le tasse a chi evade ed elude il fisco, creare nuovi posti di lavoro detassando le imprese. Ma per farlo occorre mettere benzina nel "motore Italia" e sforare il 3% del deficit. Meglio 50milioni di italiani vivi e vegeti sopra il 3%, che un popolo di zombi sotto il 3%!

Articolo 18: ultimo baluardo di democrazia e libertà.

Dividi et impera. Il Pd si spacca sulla questione lavoro e il sindacato pure. A difendere i diritti dei lavoratori non c’è rimasto più nessuno, neppure la sinistra! 
Eppure la Costituzione Italiana e lo Statuto dei Lavoratori, sono i capisaldi su cui poggia l’architrave dell’Italia Repubblicana, Libera e Democratica. Se uno di questi due pilastri crolla - sotto i colpi di chi mira ad abbatterli apostrofandoli come dei vecchi “totem”, sprezzante del fatto che per erigerli ci sono voluti decenni di lotte e sacrifici da parte di milioni di uomini e donne - bè, allora, crolla tutto.
E, così, dopo il default economico sarà il terremoto dello stato sociale e lo tsunami dei diritti dei lavoratori. 
Abrogare l’articolo 18 non serve a creare più posti di lavoro e a rimettere in moto l’economia, ma solo a creare maggiore precarietà, incertezza e disagio. 
Le tutele, le garanzie e i diritti sacrosanti dei lavoratori non vanno svenduti in uno squallido gioco al ribasso, altresì vanno migliorati ed estesi a tutti i lavoratori. 
Il giochino di chi dice che “pochi ‘privilegiati’ non possono ostacolare la via delle riforme compromettendo le sorti del Paese”, fa finta di non capire che quelli di cui parla non sono “privilegi” ma diritti e garanzie che vanno estesi a tutti i lavoratori. 
Il “dolcetto scherzetto” di chi vuole eliminare le differenze tra lavoratori di serie A e di serie B per retrocederli tutti a lavoratori di serie C, con il solo dovere di far arricchire il padrone e l'unico diritto di farsi licenziare quando non serve più, non può e non deve funzionare. 
Uomini e donne che prestano la loro opera nel pubblico e nel privato devono essere tutti lavoratori di serie A: salari europei, contratti a tempo indeterminato, orario di lavoro, tutela della salute e della maternità, riposo settimanale, ferie, licenziamenti con giusta causa, mense, asili nido, assegni familiari, pensione. 
Al tempo della “vecchia Lira” per restare a galla si svalutava la moneta nazionale. Oggi con l’Euro stampato dalla Troika ad essere svalutato è il lavoro e i lavoratori! 
La produttività, intesa come rapporto tra unità di beni prodotti e unità di lavoratori impiegati per produrli, la si vuol far crescere diminuendo il numero degli occupati, sottopagandoli e aumentando il numero di ore lavorative. 
Il tentativo di mettere da parte l'articolo 18, per dare mano libera al “padrone” di poter assumere e licenziare a suo piacimento, senza obbligo di reintegro anche quando il licenziamento avviene senza giusta causa, di per sé è un anacronismo, perché di fatto ciò già avviene. 
L’attacco allo Statuto dei Lavoratori ha solo una valenza strumentale: avviare una nuova offensiva contro il lavoro e le sue garanzie. Dopo di che verrà sferrato l'attacco finale al posto fisso dei pubblici dipendenti, l'ulteriore taglio dei salari, l'ulteriore dequalificazione della forza lavoro, la definitiva espulsione del sindacato dalle aziende, la svalutazione della pensione dopo 40 anni di contributi versati a “pensione sociale” e la privatizzazione di scuole, ospedali, tribunali e forze dell’ordine. Tappe di una deregulation che vedremo succedersi rapidamente, in un terribile effetto domino, una volta tolto di mezzo l'ultimo baluardo di democrazia e libertà rimasto in questo martoriato Paese: l’Articolo 18! Morale, di questo brutto incubo, solo chi è ricco e benestante potrà farcela a campare dignitosamente.

Aumenta tutto, tranne gli stipendi!

Non bastava la Tasi a svuotare le tasche degli italiani, adesso ci si mettono pure gli aumenti per le bollette di luce e gas. L'Autorità per l'energia comunica che dal primo ottobre il metano subirà un rincaro del 5,4% (anche per la crisi ucraina) e l'elettricità dell'1,7%, per un aggravio totale di 21 euro per una famiglia tipo.
Per il gas, avverte l'Autorità nella nota, le tensioni sui mercati legate agli attesi rialzi stagionali della materia prima e alla crisi russo-ucraina hanno determinato l'incremento del 5,4% (pari a circa 19 euro per una famiglia tipo).
Per quanto riguarda l'elettricità, invece, si registra un incremento trimestrale dell'1,7% (pari a circa 2 euro), principalmente a causa del recupero degli scostamenti rispetto alle stime del costo di approvvigionamento della materia prima e della necessità di finanziare alcuni oneri di sistema. Fra questi rileva, in particolare, la componente per la messa in sicurezza del nucleare A2 per far fronte alle necessità di gettito relative ai versamenti al bilancio dello Stato. Rispetto a questa componente l'Autorità ha anche evidenziato la necessità che vengano attuati i previsti provvedimenti governativi che ne permettono la riduzione.
In un contesto delicatissimo come quello che sta vivendo l'Italia, con i salari e le pensioni fermi al palo e il potere d'acquisto in costante riduzione, un incremento delle bollette per quanto riguarda i servizi essenziali come l'energia rappresenta una vera e propria iattura, soprattutto per quei nuclei numerosi e a basso reddito. Gli importi elevati delle bollette dipendono soprattutto dalle imposte, che inciderebbero fino al 35% sul prezzo pagato dagli utenti, mentre in Europa non si sale oltre il 20%.

Roma è sporca. Cosa fa l’Ama?

di Elisa. Mai vista questa città in questo stato di degrado, di sporcizia e di abbandono. Lasciamo perdere asfalto e sampietrini ridotti a groviera dalle buche, ma i marciapiedi e le strade sono pattumiere ad ogni angolo tranne al centro, ma neanche troppo. Della periferia non ne parliamo proprio.
Ma perchè devo vivere in una città così sporca? Mi fa rabbia. Mi fa schifo. 
Pago l'Ama, pago la Tari, la Tares, l’Imu e ogni altro accidente e vorrei vedere questa città pulita.
E’ un mio diritto, porca miseria!!! 
E quando puliscono lo fanno a "modo loro"! La mattina all'incirca intorno alle sette a momenti vengo spazzata via - nei pressi di Piazza Re di Roma alla fermata dell'autobus - da una pulitrice dell’Ama che a quell’ora(!?) quando la gente va a lavorare viene a far “finta” di pulire con getti d’acqua a pressione che più che rimuovere la “zella” la spargono in ogni dove annaffiando e insozzando i passanti. Che maleducazione! Che negligenza! Che strafottenza! Ma c’è poco da fare siamo ostaggio di inefficienza e incuria. 

martedì 30 settembre 2014

Abbiamo il fisco più pesante d’Europa!

Almeno un primato l'Italia di Renzi ce l'ha: le tasse più alte del Vecchio continente, a fronte dei servizi più scalcinati d’Europa che vanno a fare il paio con i salari più bassi della UE! La pressione fiscale è elevata soprattutto su casa, lavoro e impresa, e il sistema fiscale è amministrativamente oneroso e vieppiù lacunoso dal momento che nel registro dell'Agenzia delle entrate non ci sono new entry ma sempre i "soliti noti"!
Durante la crisi la situazione è ulteriormente peggiorata per via dell'aumento della pressione fiscale reso necessario dall'impossibilità politica di tagliare la spesa pubblica, di arginare l’evasione fiscale arrivata a record mondiali, e di scrivere la parola fine a sprechi, privilegi e ruberie.
Una ricerca del Centro Studi "ImpresaLavoro" analizza la struttura delle entrate fiscali nel nostro Paese, la loro evoluzione nel tempo e le loro caratteristiche rispetto ai maggiori paesi europei: Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna. 
Considerando la pressione fiscale dal 1990 al 2012, si osserva come negli ultimi anni l'Italia - assieme alla Francia - abbia visto un forte aumento delle entrate fiscali, di quattro punti di Pil, nonostante la gravissima crisi economica. Buona parte dell'aumento risale agli anni immediatamente precedenti la crisi, per controllare il debito pubblico la cui virtuosa riduzione si era arrestata negli anni precedenti, ma le entrate fiscali hanno continuato ad aumentare anche con la crisi. Si è infatti deciso di ridurre il deficit e rispondere alla crisi economica sul lato delle entrate anziché su quello delle uscite, che hanno continuato ad aumentare sia in termini nominali che di percentuale di Pil, anche se di poco. 
La classe dirigente italiana - secondo ImpresaLavoro - ha cioè preferito preservare l'ingente spesa pubblica anche a costo di danneggiare ulteriormente l'economia reale, contribuendo ad aggravare e prolungare la crisi. 
È da considerare che l'Italia è caratterizzata da un maggior peso dell'economia sommersa rispetto agli altri paesi europei considerati, e quindi a parità di pressione fiscale sul Pil complessivo (che include anche una stima del sommerso), la pressione fiscale effettiva in rapporto al Pil prodotto alla luce del sole è ancora maggiore che negli altri paesi. Analizzando ad esempio l'ITR sul lavoro (il livello di tassazione implicito), si osserva come l'Italia sia abbondantemente sopra i maggiori paesi europei, 3 punti più della Francia, 5 più della Germania, e addirittura 9 e 18 rispetto a Spagna e Gran Bretagna. E rispetto alla Germania, l'Italia nel 2012 aveva una pressione fiscale superiore di ben quattro punti di PIL, pari a circa 65 miliardi di euro.

Medici ospedalieri sull'orlo di una crisi: stressati e malpagati!

Alcuni lavori non sono dei veri e propri mestieri, ma delle vocazioni: missioni di vita! Una su tutte quella del medico ospedaliero. Anni ed anni di studio passati sopra i libri e tanti sacrifici, con un solo obiettivo: salvare vite umane e alleviare la sofferenza di chi è malato e soffre!
Eppure questa "nobile" professione oggi è seriamente messa a rischio per gli eccessivi carichi di lavoro, le difficoltà di rapporti col management e le insoddisfazione per i livelli retributivi, senza dimenticare la spada di Damocle della crescita delle denunce che ne turba la serenità.
Insomma, al giorno d'oggi è per davvero dura la vita dei medici nelle corsie degli ospedali italiani: tanti oneri e pochi onori!!! All’enorme peso di responsabilità cui sono sottoposti non corrisponde una retribuzione soddisfacente, e tanto meno la prospettiva di una progressione di carriera. Come se non bastasse, il carico di lavoro aumenta sempre di più - turni pomeridiani, serali, notturni, festivi e di 24 ore - mentre i contenziosi medico legali stanno sempre lì in agguato. 
Questi alcuni tratti dell'identikit del medico ospedaliero che emerge dall'indagine promossa dal sindacato Anaao Assomed in collaborazione con SWG sulle condizioni di lavoro dei medici in corsia oggi tra criticità e aspettative.
Camici bianchi sempre più stressati e che manifestano la propria insoddisfazione in modo identico per fasce di età e area geografica: il 68% si sente frequentemente stanco; il 58% economicamente scontento; il 48% emotivamente sfinito.
Tra le altre cause di insoddisfazione, il 75% indica il livello di retribuzione ancor prima della distribuzione di carichi di lavoro (64%), ed un miglioramento del livello retributivo costituisce la prima della aspettative dichiarate (67%).
Altro risultato significativo dell'indagine riguarda il rapporto con la politica: il 97% dei medici intervistati chiede di avere più peso nelle scelte aziendali e il 67% attribuisce alla invasività della politica la principale responsabilità della crisi del Ssn.
Tra le altre risultanze anche quella in cui l'87% dei medici intervistati crede debba essere rivisto l'assetto direzionale e la stessa scelta dell'aziendalismo in sanità. Dato rilevante quello della crescita del contenzioso medico legale che è l'aspetto che per i camici bianchi incide di più (in negativo) sulla qualità delle prestazioni ospedaliere.
Nonostante gli aspetti negativi della professione, i medici continuano a considerare buona la qualità dei servizi offerti dal SSN e dagli ospedali in Italia nel loro complesso (rispettivamente 66% e 67%). Tuttavia, pur nel giudizio positivo, ritengono che ci sia un peggioramento progressivo della qualità dei servizi ospedalieri (49%), specie nel confronto con gli altri Paesi europei tanto che il 35% degli intervistati ritiene che la sanità italiana funzioni peggio. Inoltre, il 76% dei medici si dichiara favorevole ad una revisione del ruolo giuridico. Tra le iniziative per garantire il sistema sanitario pubblico da segnalare quella che per il 66% prevede la sostituzione del ticket di accesso al Pronto Soccorso per prestazioni non seguite da ricovero con prestazioni in Libera Professione in ambulatori contigui effettuate da tutti i medici dell'Ospedale /Continuità assistenziale, pagate dal cittadino. 

Angeletti: "Renzi non conosce la Costituzione"!

E’ scontro sull’articolo 18. Il Pd si spacca e il sindacato cerca di ricompattarsi. Ma Renzi va dritto per la sua strada, forte del fatto che, secondo lui, "la gente è con noi, non con i sindacati". Chissà cosa ne pensa... "la gente"!?
Comunque, non si fa attendere la replica delle Organizzazioni dei lavoratori al premier: “Non ha nessun senso”, dice il leader della Uil, Luigi Angeletti, “ipotizzare uno scambio tra le tutele dell’art.18 e l’eliminazione di forme contrattuali che alimentano il precariato. Credo sia comprensibile per tutti che ci sono lavoratori che hanno tutele e altri che ne hanno zero. Se bisogna intervenire la direzione deve essere quella di non togliere niente a nessuno estendendo invece le protezioni a chi non e ce l’ha: questo mi sembra sensato”. Arrivando ad un incontro con i vertici di Cisl e Cgil per confrontarsi su una eventuale posizione unitaria, Angeletti ha commentato le parole del premier Matteo Renzi: “Ha fatto una battuta stupenda quando ha detto che vuol parlare direttamente con i lavoratori. Credo voglia parlare con i 17 milioni di lavoratori dipendenti, ci vorrà un pò di tempo visto che non vuole parlare con chi li rappresenta”. 
E alla stoccata del premier sull’art.18 che non viene applicato nelle organizzazioni sindacali, Angeletti ribatte: "Renzi non conosce neanche la Costituzione, noi siamo organizzazioni di tendenza. È come spiegare che nella Chiesa Cattolica ci sono dei dipendenti della Chiesa Cattolica che come loro lavoro hanno quello di diffondere il cristianesimo ci siano dei musulmani e che la Chiesa Cattolica non ci può fare niente, è la stessa cosa! Mi piacerebbe vedere se tra i dipendenti di un partito come il Pd ci fossero delle persone iscritte, che ne so, a Forza Italia…”

lunedì 29 settembre 2014

A Mattè... tu vo' fà l'americano, ma sei nato in Italy!

"Per tornare a fare l'Italia siamo pronti, se servirà, a fare battaglie in Parlamento e a sfidare i poteri forti anche se più dei poteri forti temo i pensieri deboli". Il premier Matteo Renzi incontra la comunità italiana al Consolato di New York nel suo tour americano e assicura il proprio impegno "per cambiare davvero il Paese" chiedendo una mano anche agli italiani che stanno in America. "Cambieremo la burocrazia - assicura il premier - le regole del gioco sul lavoro, le istituzioni, e daremo tempi certi alla giustizia. Se si vuole restare a galla si deve correre. Stando fermi si cade". 
Matteo Renzi da oltreoceano ‘vò fa l’americano’ e risveglia nella memoria di tutti noi quella indimenticabile scena di "Un americano a Roma" in cui Alberto Sordi, nei panni un giovanottone di borgata con la "fissa" dell'America, a cavalcioni di una sedia impagliata, vestito di t-shirt bianca alla James Dean e blue jeans, respinge il piatto di pasta lasciatogli dal padre sul tavolo della cucina preferendogli cibi americani o presunti tali, mostarda, yogurt, marmellata: “Macaroni! …uhm… macaroni! Questa è robba da carettieri. I nu' mangio macaroni, io so' americano… Macaroni... m'hai provocato e io te distruggo, macaroni! I me te magno!”. 
Ma Sordi era un grande. Renzi, nel suo piccolo, spara 'hippy hippy urrà' a raffica, come Don Chisciotte menava colpi di sciabola ai mulini a vento, pensando di essere ancora un boys scout e non il Presidente del Consiglio. 
Non sono "poteri forti" l’Articolo 18 e lo Statuto dei lavoratori, cui il premier ha dichiarato guerra aperta. 
Non sono "pensieri deboli" quelli di chi chiede equità fiscale, giustizia sociale, condizioni di lavoro dignitose e stipendi adeguati al costo della vita! 
In attesa che il giovanottone di Firenze consumi i "mille giorni" che ci ha prescritto per “cambiare l’Italia, la burocrazia e dare tempi certi alla giustizia”, sappia che se si vuole uscire dalla crisi bisogna mettere benzina nel motore. 
Nelle busta paga dei lavoratori dipendenti, dopo la conversione dalla Lira all’Euro, mancano mille euro, tondi, tondi! 
E siccome a parità di requisiti un lavoratore tedesco guadagna 2.500 euro al mese ed in media il salario europeo si aggira intorno ai 1.900 euro, contro i 1.400 di un italiano, Caro Matteo, adesso che sei tornato in Italia prendi il telefono, chiama 'chi sai' e tira fuori il Paese dalle grinfie degli 'strozzini' del pareggio di bilancio! 
Gli italiani vogliono uscire subito dal tunnel della crisi, non tra mille giorni!
Gli italiani vogliono tornare a correre alla pari con tutti gli altri cittadini europei.
“Restare a galla” non gli interessa: a galleggiare lasceranno gli 'stronzi', quando, se e come gli consentiranno di tornare a votare il governo che decideranno!

Non ci sono 'attenuanti' per chi violenta una donna!

di Grazia Nonis. I suoi “No” diventano sì mentre le tappa la bocca con la mano. La picchia, poi si slaccia i pantaloni e la violenta. Lei urla e non vuole ma a lui non frega niente perché è ubriaco, e anche se non lo fosse sarebbe lo stesso: lei è sua moglie. Fa quello che deve fare e poi se ne va sbattendo la porta. Lei piange, rannicchiata per terra in posizione fetale. Ha gli occhi gonfi, le duole il fianco e respira piano perché le costole le fanno male. Accenna un sorriso verso i suoi bambini che terrorizzati la fissano senza parlare. Dice loro che non è successo niente, che il papà non è cattivo. E’solo stanco e lei l’ha fatto arrabbiare. Poi allarga le braccia e loro le si accoccolano in grembo. Li tiene stretti a sé mentre prega che lui non torni ancora sbronzo, che la picchi di nuovo e sfoghi la sua anima rabbiosa violentandola. Mentre tranquillizza i suoi piccoli un pensiero, come un lampo, le attraversa la mente. Lo immagina uscire dall’osteria barcollando. Attraversare la strada ed essere investito da un camion. Lo guarda volare in aria come un fantoccio di pezza e ricadere con un tonfo. Lo vede lì, faccia a terra sull’asfalto. Morto. Niente più botte, ossa rotte e lacrime. Torna in sé, scuote la testa e recita un’Ave Maria chiedendo perdono alla Madonna per quel folle desiderio dettato dal dolore. Le tornano in mente le parole dell’assistente sociale, delle trasmissioni che parlano di quelle come lei e dei tanti opinionisti: tutta gente che saprebbe cosa fare in queste situazioni. Ma loro che ne sanno di lei e delle altre... Accende la televisione, c’è il telegiornale: stanno parlando di una disgraziata che questo coraggio l’ha avuto, è andata alla polizia e ha fatto arrestare il maledetto. Alza il volume e si mette in ascolto: “Aveva abusato della moglie più volte. Ma era ubriaco ed ha chiesto le attenuanti. Il Tribunale di Vicenza prima e la Corte di Appello poi gliele avevano negate, perché quei rapporti violenti erano stati completi. Ma la terza sezione penale della Cassazione ha accolto il suo ricorso e la sentenza di Appello si rifarà”. Anziché costituire un’aggravante, così come avviene per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, questi giudici buonisti e garantisti hanno accolto il ricorso dell’uomo concedendogli delle etiliche attenuanti. Senza nemmeno tener conto che l’omuncolo era già stato condannato nel 2013 per maltrattamenti in famiglia. Barcolla, si sente male e s’accascia sulla sedia. Si prende la testa tra le mani immaginandosi lo strazio dell’altra, sua sorella di botte e di violenza. Sa ciò che prova ma ne ammira il coraggio. Quel coraggio che a lei è sempre mancato e che ora, dopo l’ingiusta giustizia, ha perso per sempre. Vorrebbe conoscere quei dottori in legge che hanno usato clemenza verso il porco e chiedere perché. La rabbia la spinge ad odiarli ed a sperare che la vita, prima o poi, li porti ad incrociare un uomo come il suo, affinché loro ed il giudizio che decide le sorti altrui possano rinsavire.

Aridateci Pippo Baudo e Domenica in.

di Anna Rita. Domenica pomeriggio, dopo pranzo, ho acceso la Tv e su Raiuno c’erano due ‘fighetti’ ad andare in onda, sdraiati in poltrona a tutto schermo. Due 'bellocci' in primo piano che in maniera del tutto autoreferenziale se lo dicono scambievolmente di "essere belli", ammiccando, sorridendo, strizzando gli occhi… che strafighi! 
“Oggi abbiamo qui con noi l’uomo più bello d’Italia!”. Annuncia il conduttore del programma, che si sente irresistibilmente bello pure lui! E quell’altro, il piacione che sorride sempre a trentadue denti - i quattro incisivi sbiancati, come da contratto, come si conviene ai 'vips' - l’uomo più bello d’Italia, il George Clooney dei poveri, si compiace con se stesso per il suo charme, la sua irresistibile bellezza e arriva persino a filosofeggiare e ad impartire lezioni di vita: “... il ‘sistema’ non va combattuto, ma va fottuto”! 
Sono rimasta esterrefatta da questa frase, da questo concetto. Ma non essendo una strafiga come quei due della tv non mi sento alla stessa altezza e quindi evito accuratamente di controbattere certe affermazioni. Ma una domanda me la sono posta: come può il servizio pubblico mandare in onda certe robe? 
Ma forse ho capito male, forse ero troppo presa dal fascino dei due divi, e incantata dalla loro bellezza disumana o magari avrò bevuto un goccino di troppo e chissà cosa avrò mai capito!? 
Comunque, neanche ho cambiato canale. Ho spento direttamente la Tv, ho preso mio marito sotto braccio e siamo usciti a fare due passi ripensando a "quanto era meglio quando si stava peggio", sul divano di casa a guardare la “Domenica in” di Pippo Baudo! 
Allora eravamo fidanzati guardavamo Pippo… è su quel divano di casa, in quella 'Domenica in' di parecchi anni fa che abbiamo concepito nostro figlio al quale abbiamo insegnato che un certo tipo di 'sistema' va combattuto con tutte le nostre forze e non assecondato!

Troppo sale a tavola fa male!

Che sapore avrebbe la vita senza un pizzico di sale? Mangiare sciapo, insipido e scondito se non si soffre di particolari patologie è una punizione immeritata. Il sale da il giusto sapore ai cibi rendendoli sapidi e gustosi. Come sempre, basta non esagerare perché troppo sale fa male! Infatti, la morte di un milioni e 650mila persone ogni anno nel mondo può essere attribuita all'eccessivo consumo di sale, oltre la dose giornaliera raccomandata dall'Oms che è pari a due grammi al dì di sodio. Pari a un cucchiaino da tè al giorno. Lo rivela un maxi studio mondiale pubblicato sul New England Journal of Medicine e condotto da un esperto epidemiologo, Dariuush Mozaffarian, prima alla Harvard e attualmente in forze alla Tufts university. Gli esperti hanno utilizzato dati relativi a 187 paesi del mondo e a 205 studi fatti finora sul consumo di sodio. Hanno stimato (con i test sulle urine e i questionari nutrizionali) un consumo di sodio medio nel mondo pari a quasi il doppio di quello raccomandato dall'Oms, con punte anche superiori a 5 grammi al giorno in Asia Centrale. Anche da noi sono state registrate punte di 10 grammi al giorno, tra quello che si aggiunge ai cibi e quello che è naturalmente negli alimenti. Gli epidemiologi hanno stimato gli effetti di questi consumi di sale sulla pressione del sangue e infine gli effetti dell'ipertensione sale-correlata sul rischio cardiovascolare, per esempio di infarto. Con tutte queste complesse stime hanno calcolato che 1,65 milioni di persone nel mondo, ogni anno muoiono per cause cardiovascolari come un infarto da riferirsi direttamente all'eccesso di sale a tavola. Questa è solo una parte dei danni del sale in termini di vite umane, concludono gli epidemiologi, perché l'eccesso di sodio può causare serie malattie renali e allo stomaco. Insomma, per vive sani, sciapo no, ma salato neppure!

venerdì 26 settembre 2014

Il bipollarismo imperfetto: due poli e un pollo!

Peccato che quel famigerato “quid” ce l’abbia proprio colui che oggi siede al posto suo a Palazzo Chigi e che, guarda le combinazioni del destino, è pure il segretario degli ex comunisti, ai quali Silvio Berlusconi ha giurato di dare per sempre battaglia opponendosi all’onda rossa fino all’ultimo respiro, finchè ne avrà le forze!
L’uomo di Arcore, non più in età da leader indiscusso dei forzisti e più 'badante' che padre-padrone del centro-destra, ci ha provato a cercare il suo alter ego in casa sua, ma senza trovarlo.
Prima ha tentato con Angelino Alfano ed è finita con il Nuovo centro destra al governo e la rediviva Forza Italia all’opposizione.
Adesso ci prova con Matteo Salvini. I due cenano insieme, c'è simpatia reciproca tra il Cavaliere e il giovane condottiero leghista, ma la comune fede rossonera aiuta a creare un clima di umana sintonia, ma non basta: la scintilla non si accende!
Il cuore di Silvio batte per un altro Matteo! 
Nato televisivamente sulle sue reti Mediaset, ai tempi in cui Mike Buongiorno lo ebbe come concorrente alla 'Ruota della Fortuna', quell’amore proibito, potrebbe finalmente diventare pubblico e portare Silvio e Matteo a liete nozze sull'altare di un grande partito dei moderati, con la benedizione di Giorgio Napolitano.
Renzi è riuscito a "spaccare" più che a "rottamare" il Partito Democratico, e adesso che il jobs act è ad un passo dall’abrogazione dell’articolo 18 e che la nomenclatura del Nazzareno gli rema contro a ritmo di scissione, non è fantapolitica pensare ad un partito unico dei moderati, con Matteo Renzi segretario e Silvio Berlusconi pater familias.
Un partito nuovo di zecca, capace di raccogliere almeno il '50% + 1' dei voti e di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento.
Per questo motivo Matteo Renzi bombarda l’Articolo 18 - il totem della sinistra - senza 'rispetto', e Berlusconi ignora gli appelli dei falchi azzurri contrari alla love story con il segretario dem. Nel nuovo soggetto politico entrerebbero a farne parte anche il figliol prodigo, Angelino Alfano, con il suo Ncd, i centristi ex montiani di Scelta Civica e quel che resta dell'Udc.
Dall’altra parte, nel Pd, a scissione ultimata, ci sarebbe la fusione a freddo tra dalemiani, estrema sinistra e i transfughi dei 5stelle.
Così, dopo il superamento del "bicameralismo perfetto", l’Italia entrerebbe a pieno titolo nell’era del "bipollarismo imperfetto": due poli, uno dei moderati, l’altro dei riformisti, e un pollo, da continuare a spennare a mestiere: il popolo italiano!

Ministeri: tutti a casa due ore prima!

In tempi di recessione e quando c’è da tirare la cinghia, il governo va a colpo sicuro su benzina, la più cara d’Europa, la casa, la più tartassata, e gli Statali. 
Non bastava più il blocco degli stipendi della P.A. 'sine die' e buste paga alle quali, a conti fatti, mancano 1.000 euro al mese tondi, tondi, altro che cuneo fiscale e bonus di '80 euro'! Adesso il governo prepara la chiusura anticipata dei portoni dei ministeri: dall’orario fissato oggi alle 20.00 l’attività lavorativa terminerà entro e non oltre le 18.00.
Tutti a casa due ore prima! Dal punto di vista operativo non cambierà molto in quanto la maggior parte dei 170 mila dipendenti ministeriali, con la vigente normativa, alle 18.00 della sera ha già lasciato la scrivania. Ma l’impatto è notevole se si pensa alle voci che subiranno notevoli tagli. Infatti, la chiusura anticipata, tradotta in soldoni, significa una robusta potatura degli straordinari già sottoposti ad una dieta del 10% nella scorsa legge di Stabilità. E poi ci sono due ore in meno di spese energetiche (luce, riscaldamento e aria condizionata) da mettere in conto. L’operazione riguarderebbe al momento solo i ministeri ma nei piani c’è l’estensione della misura anche alle controllate del ministero dell’Economia. Come, ad esempio, le Agenzie fiscali. A questa sorta di ”coprifuoco ministeriale” si dovrebbe aggiungere il taglio di diverse posizioni dirigenziali e la significativa razionalizzazione degli spazi degli uffici.
Nemmeno una virgola, invece, per quanto riguarda la moralizzazione degli "stipendi d’oro" di alcuni travet dello Stato. Le loro buste paga hanno l’immunità e non rientrano nella spending review! Sono i cosiddetti "stipendi d'oro" di alcuni dipendenti pubblici più "privilegiati" di altri, anche se poi per entrambi il datore di lavoro è sempre il medesimo: lo Stato italiano!
Nel Belpaese più si è vicini al potere più si gode di luce riflessa, ovvero dei vantaggi, dei privilegi e soprattutto degli stipendi riservati agli inquilini di Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Farnesina, Corte dei Conti, Csm e via discorrendo.
Così pure avviene nei ministeri, nelle regioni e nei comuni: più si è vicini alla “stanza dei bottoni” più si “guadagna”, più si è vicini al “capo” e più alto è lo stipendio seppure a parità di anzianità, qualifica e titolo di studio con gli altri “colleghi” dei piani inferiori! Basta spostarsi di appena qualche stanza o svoltare un corridoio per trovare retribuzioni nettamente inferiori a quelle percepite da chi siede vicino al “fuoco”! Insomma, nelle pubbliche amministrazioni, vale in termini di emolumenti e indennità accessorie il secondo principio della termodinamica che tiene conto del carattere di irreversibilità del passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo.
Ma allorquando i presidenti di Camera e Senato - dopo essersi ridotto il proprio stipendio, in un momento di particolare crisi in cui tutti gli italiani sono stati chiamati a tirare la cinghia per salvare il Paese dalla bancarotta - hanno solo paventato l’idea di estendere i tagli anche alle retribuzioni dei dipendenti di Camera e Senato, a dir poco “faraoniche” rispetto a quelle non solo di un qualsiasi altro dipendente pubblico, ma di qualsiasi altro lavoratore da qui fino a Marte, c’è stata l’alzata di scudi dei sindacati!!! Assurdo!? Sì, ma è andata proprio così. Dai sindacati è arrivato il niet alla moralizzazione di certi emolumenti! Ma un volta il sindacato, prima di diventare il trampolino di lancio dei suoi leader nella pappatoria della politica, non era ‘il garante’ dei diritti di tutti i lavoratori, oppure nel corso delle varie tangentopoli, parentopoli, scandali, ruberie e porcate varie è assurto a tutela dei soli privilegi e dei più fortunati e garantiti? 
Nonostante le centinaia di migliaia di lavoratori a 1.200 euro al mese che hanno stracciato la tessera del sindacato nella P.A., lo tsunami del cambiamento non è ancora arrivato nelle segreterie confederali, laddove ancora oggi vige la discriminante che una tessera vale di più a Montecitorio che al Ministero della Pubblica Istruzione, che un loro iscritto vale cento al Senato e uno in fabbrica. Ma proprio da quei lavoratori italiani che le stesse organizzazioni sindacali considerano di "serie B" per il solo fatto di prestare servizio lontano dal “fuoco dove ci si scalda", arriverà presto quel “declassamento” che ridurrà la “Triplice” alla sola rappresentanza di se stessa e della “casta”!

BASTA DISUGUAGLIANZE!
BASTA INGIUSTIZIE E PRIVILEGI!
BASTA LAVORATORI DI SERIE "A" E LAVORATORI DI SERIE "B"!

BASTA STIPENDI D'ORO: A PARITA' DI REQUISITI, PARITA' DI RETRIBUZIONE IN TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!

NON E' PIU' ACCETTABILE CHE UN DIPENDENTE DEL QUIRINALE, DELLA CAMERA O DEL SENATO GUADAGNI CINQUE, SEI VOLTE DI PIU' DI UN IMPIEGATO DEL CATASTO CON PARI REQUISITI.

E' INACCETTABILE PER GLI STESSI DIPENDENTI PUBBLICI.

E' INACCETTABILE PER I CITTADINI CHE LI PAGANO A FRONTE DI TASSE SEMPRE IN AUMENTO E SERVIZI SEMPRE PIU' CARENTI.

E' ARRIVATO IL MOMENTO DI RIDURRE SPRECHI E PRIVILEGI.

MIGLIORIAMO L'EFFICIENZA E L'EFFICACIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Accoglienza casalinga: 900 euro al mese se ospiti un immigrato.

Emergenza immigrati. Emergenza italiani. Due problemi, una soluzione! Il governo delle giovani marmotte pensa, infatti, ai primi, cercando di far arrivare a fine mese i secondi offrendogli 900 euro al mese in cambio di un clandestino da prendersi in casa: trenta euro al giorno per un "rifugiato-ospite" a casa tua, mica male! 
Il rimborso è pagato dallo Stato italiano, alias "pantalone", ed è pari al costo medio di un immigrato nelle strutture di accoglienza del Belpaese. 
Così il governo delle giovani marmotte pensa di prendere due piccioni con una fava: il favore oggi e il voto domani di molte famiglie bisognose che potrebbero accettare la proposta pur di sbarcare il lunario con “un quasi stipendio” di 900 euro pagato, manco a dirlo, da “pantalone”, e allo stesso tempo mettere una toppa all'emergenza sbarchi che non accenna a diminuire, ridando fiato ai centri di accoglienza per clandestini occupati all'eccesso! 
Questa l’ideona partorita al Viminale: proporre alle famiglie l'accoglienza degli extracomunitari in casa propria in cambio di denaro. La proposta è stata rivolta dal sottosegretario all'Interno Domenico Manzione al sindaco di Roma Ignazio Marino, che l'ha accolta con entusiasmo. Roma potrebbe, quindi, essere la città pilota di un piano di “accoglienza casalinga” dei rifugiati estendibile a tutta Italia. 
Insomma, il governo delle giovani marmotte per non sforare il "tre per cento" del deficit punta al portafoglio dei "soliti noti" e per risolvere il problema occupazione e immigrazione punta sulla disperazione delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese.

Lavoratori low cost. Forza lavoro usa e getta!

di Maria Pia Caporuscio. Quello che sta succedendo nel mondo è il trionfo della follia sulla ragione, una contro-evoluzione inventata dalla ferocia del neoliberismo, che ha la pretesa di trasformare i lavoratori in merce usa e getta utilizzando una marcia indietro contro natura. Da sempre gli uomini si sono adoperati per la crescita culturale e sociale e le scoperte erano utilizzate per migliorare la qualità di vita degli esseri umani. Fino al secolo scorso il tenore di vita dei figli è sempre stato migliore di quello che avevano avuto i loro padri. Si guardava avanti e si progettava il futuro con la certezza di un domani migliore e ciò rendeva serena e tranquilla la vita delle persone. Tutto questo fino a quando un’anomala e immorale entità, senza volto e senza patria ma in preda a delirio d’onnipotenza, si è impossessata delle nostre città, con la pretesa di riportarci indietro di secoli e su imitazione di Circe, (che trasformava gli uomini in porci) essi ci vogliono trasformare in macchine da lavoro low cost. Questi personaggi, che per davvero sembrano usciti dalla fantasia di Omero, si credono proprietari del pianeta tanto da inventarsi un incubo chiamato “Nuovo Ordine Mondiale” e con questo sistema stanno realizzando lo sterminio della più intelligente creatura e del suo habitat. Queste entità (Fondo Monetario Internazionale, Banche Mondiali, Commissione Europea) altro non sono che strutture illegali, contro legge non essendo state elette da nessuno, per cui sono prive di legittimazione e andrebbero denunciate per crimini contro l’umanità. A farlo dovrebbero essere i capi di Stato se non ne fossero anch’essi i promotori e anche se non contano un accidenti, degradati al ruolo di paggetti, restano in adorazione ai piedi di questi “Dei di cartone” quasi fossero in preda ad una follia collettiva. Ma è una follia accertata quella che sta succedendo alla classe politica mondiale! E’ mai possibile che possa essere il mercato a dettare leggi ai popoli? E’ mai possibile essere costretti a gettare via gli splendidi prodotti nostrani per comprare a caro prezzo (triplo) le schifezze provenienti da paesi lontani? E’ mai possibile buttare la roba buona per mangiare quella piena di pesticidi e veleni? Allora se questa è “economia” se la guerra è diventata missione di pace, se la distruzione del lavoro lo chiamano riforme, se la povertà diventa progresso, se la cancellazione dei diritti diventa giustizia sociale, qualcosa di terribile deve essere accaduto al cervello degli uomini!

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