giovedì 18 settembre 2014

Promozioni e aumenti di stipendio solo ai lavoratori di serie A.

Non è vero che i soldi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego non ci sono! Come non è altrettanto vero che siamo tutti uguali in questo Paese  nè di fronte alla legge, nè di fronte alla busta paga. Soprattutto quando si tratta delle retribuzioni dei lavoratori dello Stato ferme da vent'anni ed erose nel loro potere d'acquisto dal caro vita, dalle tasse e dal passaggio dalla lira all'euro.
Nonostante ciò, i contratti degli Statali sono fermi da anni e lo resteranno fino al 2020! 
Ma, come giustamente ha sottolineato il premier, ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. 
E tra i lavoratori di serie A rientrano militari e forze dell'ordine, subito dopo i dipendenti di Camera, Senato e Presidenza della Repubblica, ma qui si tratta di lavoratori "fuori serie"!!! 
Pertanto dal 2015 riprenderanno a muoversi "solo" gli stipendi di forze di polizia e militari!!! 
Le risorse - circa un miliardo di euro - sono state trovate dopo un incontro a Palazzo Chigi tra Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del consiglio e braccio destro del premier Matteo Renzi, ed i ministri interessati, Angelino Alfano (Interno), Roberta Pinotti (Difesa) e Pier Carlo Padoan (Economia). L'annuncio del Governo sulla soluzione "in dirittura d'arrivo" giunge poco prima che una parte dei sindacati di polizia e dei Cocer vengano ricevuti a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi. Forse un caso o forse la volontà di bloccare eventuali strumentalizzazioni della vertenza. Le coperture di massima sono state dunque trovate. Ora si lavora a definire i dettagli. Circa 430 milioni di euro sono stati racimolati nelle pieghe dei bilanci di Interno e Difesa, mentre poco più di 500 milioni sarebbero stati recuperati dal ministero dell'Economia. Quanto basta, dunque, per eliminare i tetti salariali che hanno fatto perdere ai poliziotti in quattro anni, secondo stime dei sindacati, tra i 4mila ed i 6mila euro netti! 
Secondo i sindacati di categoria: "lo sblocco del contratto è la restituzione di soldi che ci spettavano e premia la meritocrazia, la maggiore produttività e la professionalità degli uomini e delle donne in uniforme."! 
Anche di quelle migliaia di uomini e donne in uniforme che la divisa l'hanno indossata solo il giorno del giuramento, per poi finire imboscati dietro una scrivania?!? 
E la professionalità e la produttività di tutti gli altri lavoratori "civili" che sono di supporto a polizia, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco e militari tutti? Per lo Stato italiano vale, in media, appena 1.000 euro al mese! Ma questi sono lavoratori di serie B e chi li rappresenta è un sindacato di "quarta serie"!!!

Il referendum scozzese risveglia la Lega Nord.

Regno Unito. Europa Unita. Stati Uniti d'America. L’Unione fa la forza, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Oggi, infatti, nel referendum sull'indipendenza, gli scozzesi decideranno se rimanere nel Regno Unito o staccarsi per sempre da sua maestà la regina Elisabetta. 
E il sogno di una Scozia indipendente ha ridato fiato ai leghisti di Salvini che invocano da trent'anni l'indipendenza del Nord Italia da “Roma ladrona” sperando che proprio da oltre Manica parta l’effetto domino. 
La Lega, quindi, crede e spera nella vittoria del “sì” nell’independence day ad Edimburgo, e il tifo per l’indipendenza degli scozzesi da Londra è naturalmente molto interessato. Prima autonomista, poi secessionista, quindi federalista e ora divisa fra la richiesta di indipendenza (in Veneto) e di uno Statuto speciale (in Lombardia), la Lega Nord sarà in Scozia con il suo segretario Matteo Salvini per “vedere da vicino questo momento storico”. 
Tutto sta a capire bene dove andare!!! Tant’è che l’allegra brigata, in procinto di partire alla volta di Edinburgo, è stata oggetto di generale ironia grazie ad una doppia gaffe contenuta in un'agenzia di stampa fatta circolare da uno degli “inviati-speciali” del quartier generale del "guerriero padano": prima è stato scritto che la mèta sarebbe stata Amburgo (che è in Germania), poi il nome è stato rettificato in Strasburgo (in Francia). Infine la conferma: si va a Edimburgo, in Scozia appunto.

Una breccia contro la famiglia?

di militiachristi. La cosiddetta “legge sull’omofobia”, attualmente in discussione al Parlamento italiano, sarà al centro della conferenza “Da Porta Pia all’omofobia, una breccia contro la famiglia?” organizzata dal Movimento Politico Cattolico Militia Christi, venerdì 20 settembre alle h. 18.00 a Roma, al Centro Congressi Cavour (via Cavour, 50)
Posta nella data del centocinquantatreesimo anniversario della Breccia di Porta Pia, la conferenza intende puntare il dito contro le conseguenze di una “legge” che, con la scusa della non discriminazione, vuole legittimare giuridicamente la pratica omosessuale, avvicinandola al matrimonio, tacitando chi fosse di parere contrario e costringendolo ad agire contro coscienza. 
A cominciare dai sacerdoti che sarebbero perseguibili penalmente per le loro omelie e la maggioranza dei cittadini che dovrebbero accettare supinamente la violenza ai danni del diritto naturale. 
Il tutto ad opera dell’arroganza degli attuali partiti: i Radicali, Sel, Cinque Stelle, Scelta Civica/Udc, Pd e buona parte del Pdl… 
Relatori della conferenza saranno Mons. Ignazio Barreiro Carambula, direttore dell’ufficio romano di Human Life International, il Prof. Giulio Alfano, docente di filosofia politica alla Pontificia Università Lateranense e l’Avv. Antonello Pompilio. 
La conferenza concluderà una giornata ricca di iniziative per rendere omaggio ai giovani volontari che il 20 settembre 1870 difesero la libertà e il diritto dell’allora Stato pontificio: 
la mattina alle h. 10.30 sarà celebrata una messa per i caduti pontifici e per gli avversari nella Chiesa del Corpus Domini, via Nomentana 8, 
e alle h. 12.00 si svolgerà la commemorazione di fronte alla Breccia di Porta Pia con la deposizione di una corona di fiori per i giovani che diedero la vita per Pio IX.

Il carcere toglie la vita.

di Vincenzo Andraous. In carcere non è facile niente, letteratura poco comprensibile anche per chi intende guardare senza volgere lo sguardo in luoghi meno affollati e disumanizzanti. Al concetto di pena è stata corrisposta la più sorda sofferenza, al male commesso è ritornato una sorta di metodo-espiazione incompreso e malamente interpretato, che obbliga la coscienza a inventarsi nuove maschere e vecchie menzogne. 
La quotidianità carceraria è così devastante che l’Ordinamento Penitenziario, il Codice Penale, la stessa Costituzione, barcollano sotto i colpi feroci dell’umiliazione, quale sfinimento della propria dignità. Si configura una strategia della disinformazione, con la necessità di parlarne a sproposito, disinvoltamente, caricando il panorama penitenziario italiano di chiacchiere da bar, nel tentativo di attutire il peso insopportabile dell’ingiustizia, unica sproporzione penale nel rendere insignificante una tragedia perpetrata dentro le celle. Sperpero di proclami, di pubblicistica interventista sulla nuova edilizia carceraria, nelle molteplici risorse umane e professionali, nel rispetto delle peculiarità del trattamento, nelle leggi, nelle regole date anch’esse assenti ingiustificate, invece ci sono, mentre sono irreperibili i modi, i tempi, le pratiche per poter applicarle correttamente, il valore di una misura alternativa che rimargina la frattura fatta diventare normalità. 
“Un carcere a misura di uomo”, decine di anni a fare i conti con questa dicitura che nel frattempo s’è ridotta a scarabocchio indistinto, a causa del carico di disperazione imposto, dalle intemperie dialettiche sopravvenute: quando la galera deruba dei diritti e dei doveri il cittadino detenuto, obbliga a distogliere lo sguardo anche agli altri cittadini liberi. Rimangono a fare da ponte i corpi-contenitori vuoti di una società rinchiusa, depredata di voce per aggiungere un senso a una dignità da ritrovare, conquistare e mantenere. 
Nelle carceri c’è stata una ventata di "new entry educative": celle aperte durante il giorno, ora d’aria allungata, maggiore conformità all’autoresponsabilizzazione, per riconsegnare attenzione dove non ce n’è, all’uomo in catene come alle vittime, per tentare di arginare un oblio che veste sempre più i panni del boia indifferente. C’è stato un tempo in cui la galera ha respirato il detenuto così spietatamente da farlo diventare un pezzo di angolo di quel cemento: oggi la prigione toglie la vita come atto concesso, una specie di elemosina imposta verso chi non ha più amori, cose, abitudini intellettuali, la parvenza di un diritto, figuriamoci di un dovere. Anche queste concessioni seppure di buon auspicio disegnano drammaticamente una via di fuga da ogni affinità umana, un disperato spasmo, per una umanità accatastata e abbandonata alla noia del non fare niente. In questa tragica sopravvivenza, ogni giorno evade uguale nella sua dimenticanza, contando l’ultimo uomo rimasto senza più piedi alla terra: anche in questa assenza scoordinata e sgangherata dal tempo della discordia inumana, c’è testimonianza e narrazione di vita perfino nella morte, anche in quella meno conosciuta o famosa.

mercoledì 17 settembre 2014

Renzi promette: mai più lavoratori di serie A e B.

"Non c'è cosa più iniqua e meno di sinistra che dividere i cittadini tra quelli di serie A e quelli di serie B, dobbiamo superare un mondo del lavoro basato sull'apartheid". Parole del presidente del consiglio. 
Parole soltanto parole che piovono sugli italiani come il solito diluvio di inutili chiacchiere. 
Parole, tante parole, troppe parole, belle parole, che però restano sempre e soltanto parole. 
E non c’è bisogno di andare tanto lontano per scoprire certe ingiustizie, perché proprio tra gli stessi dipendenti di Matteo Renzi ci sono trattamenti stipendiali iniqui, lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. 

E’ quello che avviene per i cosiddetti "stipendi d'oro" di alcuni impiegati pubblici più "privilegiati" di altri, anche se poi per entrambi il datore di lavoro è sempre il medesimo: lo Stato italiano! Più si è vicini al potere più si gode di luce riflessa, ovvero dei vantaggi, dei privilegi e soprattutto degli stipendi riservati agli inquilini di Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Farnesina, Corte dei Conti, Csm e via discorrendo.

Così pure avviene nei ministeri, nelle regioni e nei comuni: più si è vicini alla “stanza dei bottoni” più si “guadagna”, più si è vicini al “capo” e più alto è lo stipendio seppure a parità di anzianità, qualifica e titolo di studio con gli altri “colleghi” dei piani inferiori!

Basta spostarsi di appena qualche stanza o svoltare un corridoio per trovare retribuzioni nettamente inferiori a quelle percepite da chi siede vicino al “fuoco”! Insomma, nelle pubbliche amministrazioni, vale in termini di emolumenti e indennità accessorie il secondo principio della termodinamica che tiene conto del carattere di irreversibilità del passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo.

Ma allorquando i presidenti di Camera e Senato - dopo essersi ridotto il proprio stipendio, in un momento di particolare crisi in cui tutti gli italiani sono stati chiamati a tirare la cinghia per salvare il Paese dalla bancarotta - hanno solo paventato l’idea di estendere i tagli anche alle retribuzioni dei dipendenti di Camera e Senato, a dir poco “faraoniche” rispetto a quelle non solo di un qualsiasi altro dipendente pubblico, ma di qualsiasi altro lavoratore da qui fino a Marte, c’è stata l’alzata di scudi dei sindacati!!!

Assurdo!?

Sì, ma è andata proprio così. Dai sindacati è arrivato il niet alla moralizzazione di certi emolumenti! Ma un volta il sindacato, prima di diventare il trampolino di lancio dei suoi leader nella pappatoria della politica, non era ‘il garante’ dei diritti di tutti i lavoratori, oppure nel corso delle varie tangentopoli, parentopoli, scandali, ruberie e porcate varie è assurto a tutela dei soli privilegi e dei più fortunati e garantiti?

Nonostante le centinaia di migliaia di lavoratori a 1.200 euro al mese che hanno stracciato la tessera del sindacato nella P.A., lo tsunami del cambiamento non è ancora arrivato nelle segreterie confederali, laddove ancora oggi vige la discriminante che una tessera vale di più a Montecitorio che al Ministero della Pubblica Istruzione, che un loro iscritto vale cento al Senato e uno in fabbrica.

Ma proprio da quei lavoratori italiani che le stesse organizzazioni sindacali considerano di "serie B" per il solo fatto di prestare servizio lontano dal “fuoco dove ci si scalda", arriverà presto quel “declassamento” che ridurrà la “Triplice” alla sola rappresentanza di se stessa e della “casta”! 

DICIAMO BASTA AGLI STIPENDI D'ORO!
BASTA CASTA! 
BASTA LAVORATORI DI SERIE "A" E LAVORATORI DI SERIE "B"! 
BASTA STIPENDI D'ORO: A PARITA' DI REQUISITI, PARITA' DI RETRIBUZIONE IN TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!
NON E' PIU' ACCETTABILE CHE UN DIPENDENTE DEL QUIRINALE, DELLA CAMERA O DEL SENATO GUADAGNI CINQUE, SEI VOLTE DI PIU' DI UN IMPIEGATO DEL CATASTO CON PARI REQUISITI.
E' INACCETTABILE PER GLI STESSI DIPENDENTI PUBBLICI.
E' INACCETTABILE PER I CITTADINI CHE LI PAGANO A FRONTE DI TASSE SEMPRE IN AUMENTO E SERVIZI SEMPRE PIU' CARENTI.
E' ARRIVATO IL MOMENTO DI RIDURRE SPRECHI E PRIVILEGI.MIGLIORIAMO L'EFFICIENZA E L'EFFICACIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.BASTA DISUGUAGLIANZE!
BASTA INGIUSTIZIE E PRIVILEGI!
FIRMA ANCHE TU >>> la PETIZIONE LANCIATA DA "freeskipper" PER ELIMINARE LE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO ECONOMICO NELL'AMBITO DELLA P. A.

805 milioni di persone soffrono ancora la fame!

Uno dei tanti paradossi della modernità è senz’altro quello della "fame nel mondo". Un dramma esistenziale che riguarda soprattutto il “terzo mondo”. Paradossale non solo per gli sprechi dei paesi industrialmente avanzati, recuperando i quali il problema potrebbe essere risolto all’istante, ma anche per il fatto che sulle solite immagini strazianti di uomini e donne allampanati e di bambini neri con occhi sgranati e pancioni gonfi appesi alle loro povere ossa, c’è chi specula e lucra. 
Il numero delle persone denutrite è sceso di 100 milioni negli ultimi dieci anni. Ma nel mondo sono ancora 805 milioni, uno su nove, coloro che non hanno abbastanza cibo per vivere. È quanto emerge dal rapporto Sofi 2014 diffuso dalla Fao, l'agenzia Onu per l'alimentazione e l'agricoltura, realizzato con le organizzazioni Ifad e Pam. 
L'impegno dei governi ha contribuito agli sforzi delle Nazioni Unite per dimezzare la quota delle persone denutrite tra il 1990 e il 2015. Un obiettivo già raggiunto in 63 paesi in via di sviluppo, mentre altri 6 paesi sono sulla buona strada. I risultati positivi raggiunti in alcuni paesi come il Brasile e l'Indonesia, rischiano di oscurare i casi ancora drammatici. Ad Haiti, per esempio, paese colpito dal violento terremoto del 2010, il numero dei denutriti è aumentato da 4,4 milioni nel biennio 1990- 92 a 5,3 milioni nel 2012-14. Nel rapporto si chiedono più sforzi in particolare in Africa sub-sahariana e in Asia occidentale e meridionale. 
L'obiettivo è portare la quota dei denutriti nel paesi in via di sviluppo dall'attuale percentuale del 13,5 per cento all'11,7 entro il 2015. 
Una più equa redistribuzione della ricchezza mondiale, a partire proprio dagli stipendi esageratamente "grassi e anacronistici" dei dirigenti e degli impiegati Fao che si occupano di "fame nel mondo", assieme ad una razionalizzazione delle risorse alimentari, azzererebbe ipso facto certe drammatiche percentuali, aberranti per quel resto del mondo che si autodefinisce più evoluto ed avanzato, ma che poi nei fatti, consuma e spreca talmente tanto fino a scoppiare di benessere, al punto tale di arrivare a sborsare ogni anno milioni e milioni di euro in centri estetici, prodotti e cure dimagranti!

Il "punto G" non esiste!

"Ricalcola percorso"!!! Proprio quando pensavi di averlo finalmente trovato, adesso ti arriva tra capo e collo la doccia fredda: il punto G non esiste! Così nel giro di qualche ricerca scientifica viene sfatato il mito del terzo millennio: il punto G non esiste! E così uomini e donne alla disperata ricerca del fantomatico "punto G" finalmente possono mettersi con l’animo in pace: quel punto anatomico sede del piacere femminile in realtà non esiste! Già paventato in diversi studi scientifici la conferma arriva dagli studiosi italiani dell'università dell'Aquila e di Tor Vergata che, in una corposa rassegna svolta con colleghi francesi e messicani pubblicata su "Nature Urology", non solo smentiscono definitivamente l'esistenza di un particolare punto del corpo femminile fulcro del piacere sessuale, ma individuano l'esistenza di una area molto più estesa e complessa che permette il verificarsi dell'orgasmo. I ricercatori disegnano quindi una sorta di mappa intima battezzata Cuv (complesso clitoro-uretro-vaginale), che include tessuti, muscoli, ghiandole e utero. E sostengono quindi che le aree intime femminili non sono affatto tessuti passivi, ma strutture altamente dinamiche e sensibili tanto che gli autori dello studio stigmatizzano ginecologi e chirurghi che tagliano e cuciono senza rispetto, maltrattando questa area anatomica così sensibile. "La vagina è un tessuto attivo e sessualmente importante che va rispettato" puntualizzano gli studiosi di endocrinologia e sessuologia all'università de L'Aquila a capo dello studio.

martedì 16 settembre 2014

I mille di Garibaldi e i mille di Renzi: l'Italia è in buone mani!

"Passo dopo passo", il premier senza voti, ma con tante chiacchiere, oggi si è messo in tasca l’intera legislatura! Così Matteo Renzi nel suo intervento alla Camera per una informativa urgente sul programma dei “Mille giorni”, ha ribadito il concetto a lui caro che “i Mille giorni sono l'ultima chance per l'Italia”, il che tradotto significa: “O mangi questa minestra, o salti dalla finestra”. 
Ma gli italiani ancora alla ricerca di un lavoro, i pensionati, i lavoratori dipendenti e le piccole e medie aziende alle prese con redditi da fame e tasse spropositate, i bambini, gli anziani, i malati e coloro che sono da anni in attesa di giudizio da parte di una giustizia lenta e farraginosa, e tutti i cittadini vittime di una burocrazia che serve solo a chi ci guadagna sopra, ma che per il resto serve solo a complicare la vita, non ci pensano proprio a saltare giù dalla finestra. Sarebbe un salto inutile, dacchè, nonostante le parole rassicuranti del premier, l’Italia è già precipitata e il fondo l’ha già toccato da un bel pezzo, andandosi a schiantare nel baratro della crisi economica più devastante del dopoguerra. Ma quegli stessi italiani, impoveriti, stanchi, apatici e depressi, neppure se la sentono di mangiare la minestra propinata dal premier: troppo salata e poco appagante per una pancia rimasta vuota da troppo tempo, e quindi restano alla finestra, come da sempre accade a questo popolo, a guardare quello che accadrà in questi fatidici “mille giorni”! 
Garibaldi ebbe bisogno di mille uomini per unificare l'Italia, Renzi di mille giorni per salvarla! 
Come al solito il premier a Montecitorio, davanti ai suoi colleghi, va a ruota libera, la chiacchiera è l’unica cosa che non gli fa difetto, e si è detto sicuro del fatto che “al termine di questo percorso - lungo mille giorni - riusciremo non soltanto a capovolgere la storia di questa legislatura ma a rimettere in pista l'Italia” E si è dichiarato pronto anche a “perdere consensi per le riforme!”. 
Ma non finisce mica qui lo spot del presidente del consiglio che ha indicato l'orizzonte dell'azione del governo nella scadenza naturale della legislatura a febbraio 2018, con una priorità, su tutte: “l'approvazione della nuova legge elettorale.”! 
Come se gli italiani portassero a tavola, tutti i giorni, il porcellum o l’italicum! 
E poi alcuni obiettivi da realizzare nei mille giorni: “un fisco più semplice e meno caro possibile” e “un diritto del lavoro che non potrà essere quello di oggi”. Perché “non c'è cosa più iniqua che dividere i cittadini tra quelli di serie A e quelli di serie B", ha detto Matteo Renzi alla Camera citando alcuni casi di disparità di trattamento e sottolineando che deve essere superato un "mondo del lavoro basato sull'apartheid". E poi ancora: “una legge sui diritti civili”, e poi la “riforma della Rai per sottrarre la governance ai partiti”, e poi un “miglior utilizzo dei fondi Ue”, e poi la “riforma della scuola”, e poi quella della “giustizia” e del “lavoro”, e poi una sostanziale “riduzione delle tasse”, e poi, e poi, e poi…. tra mille giorni sarà compiuto il secondo miracolo italiano, dopo quello berlusconiano: il nulla!

Ma quale deflazione? In Italia costa tutto di più!

Ma l’Italia non era in deflazione? Non eravamo noi il Paeseo dove l’effetto crisi si materializza con il calo dei prezzi? Tutte balle! La vita al giorno d'oggi è sempre più cara, basta fermarsi ad una pompa di benzina o acquistare uno smartphone per toccare con mano gli effetti della “finta deflazione".
iPhone 6 e iPhone 6 Plus arriveranno ad ottobre in Italia, ma avranno un prezzo esageratamente alto. Troppo caro, in Italia, rispetto alla media Europea: tasse d’importazione, spedizioni e altre accise contribuiscono ad aumentare quei costi che Apple non avrà certo intenzione di scontare. Sappiamo, poi, che a incidere sul prezzo di iPhone 6 e iPhone 6 Plus c’è anche l’equo compenso da copia privata introdotto dalla SIAE e dal MIBAC: gli aumenti sono proporzionali alla capacità della memoria del dispositivo, quindi incidono di più sulle versioni da 128Gb e meno su quelle da 16Gb, che comunque hanno di base un prezzo inferiore. L’unica scappatoia per accaparrarsi un iPhone 6 è quella di rottamare il vecchio smartphone in fase d’acquisto. È possibile ottenere fino a 220 euro col “Programma di riuso e riciclo”, che Apple dedica alla maggioranza dei suoi prodotti. Le formule d’abbonamento degli operatori telefonici potrebbero essere vantaggiose - rispetto alla cifra SIM-free - però è difficile raggiungere gli stessi prezzi degli Stati Uniti: il listino base italiano partirà da 729 euro contro i 699 di gran parte dell’Unione Europea. In una nota, l’associazione di consumatori precisa che “a quanto si apprende, nel nostro paese il modello base del nuovo smartphone varia da 729 a 949 euro, mentre per l’iPhone Plus si pagherà da 839 fino a 1.059 euro. Listini più cari rispetto a Germania, Spagna Portogallo, Austria, Belgio, Olanda, Finlandia e Irlanda, dove il modello base parte da 699 euro, mentre il Plus costa da 799 a 999 euro”.
A questo punto non resta che rassegnarsi tenendosi il vecchio telefonino, oppure comprarne a rate uno di ultima generazione in attesa che la deflazione approdi dalle pagine dei giornali e dagli schermi dei tg anche al negozio di telefonia sotto casa!

Roma schiava del traffico!

Si apre oggi la "Settimana Europea della Mobilità Sostenibile" che si celebrerà con manifestazioni ed eventi in tutte le città d’Europa. Obiettivo: sensibilizzare i cittadini sull’impatto dei trasporti sulla qualità dell’aria e incoraggiarli a usare mezzi alternativi all’auto privata. 
Il tema scelto quest’anno dalla commissione Europea è “Our Streets, Our Choice”, un invito a tutti a capire che le scelte individuali contribuiscono in modo significativo ad arginare i problemi di traffico e smog, dal momento che le istituzioni sembrano impotenti davanti al problema traffico e inquinamento!
Pertanto, l’invito è quello dettato dal buon senso: mettersi alla guida della propria auto solo quando non se ne può proprio fare a meno!
A Roma ci sono 970 auto ogni 1.000 abitanti e gli automobilisti romani perdono in media 135 milioni di ore l’anno imbottigliati nel traffico. Gli incidenti automobilistici sono 20 milioni 100 dei quali mortali! Per non parlare delle patologie legate agli effetti dello stress e dell’inquinamento atmosferico che il traffico causa a migliaia di romani.
Car e bike sharing, al momento, sono dei palliativi con i quali è impensabile risolvere il problema del traffico. Quello che invece occorre alla Capitale è un servizio pubblico efficace ed efficiente. Più mezzi di superficie, più chilometri di metropolitana e più senso civico da parte dei cittadini.
Certo che poi, se per attivare un chilometro di metropolitana ci si mettono 15 anni e si spendono centinaia di milioni di euro di sovraccosti, con tutti i disagi che i cantieri comportano alla mobilità e alla vita quotidiana dei residenti, se si deve stare sotto il sole o sotto la pioggia ad aspettare per ore quell'autobus che chissà quando passerà, se si deve cercare nel bike sharing la bici che non c'è, bè allora il problema non è più riconducibile alla mancanza di senso civico dei cittadini che preferiscono la propria auto al trasporto pubblico, ma alla cattiva gestione della cosa pubblica da parte degli amministratori locali.

Stazione Termini: degrado e sporcizia.

di Arianna Rm. Ho accompagnato mia figlia e la mia nipotina a prendere il treno a Termini, la stazione della capitale d'Italia, e lo spettacolo che ho visto mi ha letteralmente schifata. 
Vicino alla fermata della metropolitana buttati per terra diversi materassi e cartoni sudici con sopra distese delle persone tra cui un uomo che stava “defecando” così, tranquillamente, serenamente, indisturbato, davanti a passanti e turisti. 
Altre persone erano sdraiate per terra vicino ai grossi vasi con le piante di ulivo che dovrebbero abbellire Piazzale dei Cinquecento assieme ai bidoncini che straboccano di spazzatura facendo pandan con le immondizie sparse ovunque. 
Sciami di zingari armati di grossi cartoni per borseggiare i più sprovveduti, coloro che ancora “non sanno”. Venditori ambulanti, vu’ cumprà, mendicanti e accattoni di ogni razza. 
E per finire il parcheggio “custodito” tenuto dalle Ferrovie dello Stato. E' presidiato da loschi individui che cercano di sbarcare il lunario chiedendo soldi per non so quale servizio dal momento che il parcheggio è a pagamento! Ho interpellato il personale addetto alla custodia su questo problema, e ha fatto spallucce! 
Ma chi è preposto a fare qualcosa per ovviare a questa situazione veramente indecorosa per una capitale europea? Il presidente della repubblica, il presidente del consiglio, i parlamentari, il sindaco, il prefetto, il questore, la polizia municipale, la polizia di stato, i carabinieri, la finanza, i vigili del fuoco, la protezione civile, chi? 
Ma l’autunno è alle porte. Cadranno le foglie e pioveranno, copiosi e fetidi come sempre, gli escrementi di centinaia di storni migratori ad infestare la Piazza più grande d’Italia e a nascondere ogni cosa sotto un nauseabondo tappeto di guano!

Ancora qualche pioggia, poi arriva la rivincita dell’estate!

Questa pazza, pazza, estate!!! Più pioggia che sole quest’anno per i vacanzieri con grande disappunto non solo per gli operatori turistici, ma soprattutto per i patiti della tintarella costretti a trascorre queste strambe giornate estive più con l’ombrello che sotto l’ombrellone! 
Ma da domenica prossima, 'Odissea' passata e colpo di coda dell’estate. Odissea, il ciclone che ha colpito l'Italia nei giorni scorsi, portando temperature più basse e pioggia, si appresta a diventare un ricordo. Secondo i dati dei meteorologi, un pò di nuvolosità con qualche temporale resiste ancora al Nordest e sulla Puglia, ma da domenica avremo sole su gran parte delle regioni dell’Italia centrale e meridionale grazie al ritorno dell’alta pressione africana. Le correnti più umide al Nord porteranno qualche pioggia, ma solo a giorni alterni. Poi, in settimana, l'estate settembrina torna lungo tutto lo Stivale: tanto sole e temperature in rialzo che, al Centro-Sud, raggiungeranno anche i 30-32 gradi. 
Così l’estate 2014 si prepara a prendere la sua rivincita, dopo mesi passati nell’anonimato più totale, viste le continue incursioni perturbate provenienti dall’Atlantico che hanno apportato precipitazioni particolarmente abbondanti su gran parte delle regioni centro-settentrionali, inclusa la Toscana, le Marche e parte del Lazio e della Campania. La nota saliente dei prossimi giorni sarà rappresentata da un sensibile aumento delle temperature, che già da oggi si avvertirà maggiormente sulle regioni più meridionali, e sulle nostre due Isole Maggiori, dove in presenza di una circolazione eolica alquanto “lasca” nei bassi strati non si possono escludere punte isolate di oltre i +32°C +33°C. Già nella giornata di oggi l’ingresso sul bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo di un promontorio anticiclonico sub-tropicale, di matrice nord-africana, che dall’entroterra desertico algerino si distenderà in direzione del mar delle Baleari e del mar di Sardegna, produrrà un significativo aumento dei valori di geopotenziale in quota su quasi tutte le nostre regioni. L’erezione di questa figura anticiclonica sarà accompagnata dall’afflusso, soprattutto in quota, di aria sempre più calda e secca, d’estrazione sub-tropicale continentale, che accentuerà la stabilità atmosferica su buona parte del territorio nazionale. Insomma, c'è ancora del bel tempo per l’ultimo tuffo!

Il Commissario Montalbano: vivere di solo repliche non ci basta più!

"Montalbano sono". O meglio Montalbano fui, dal momento che il popolarissimo poliziesco, ormai va in onda soltanto replicando se stesso! 
Troppo forte, comunque e sempre, per non rivederlo di nuovo, per resistere alla tentazione di rigustarselo scena dopo scena, fosse anche per la terza, la quarta volta, fosse anche per ripetere a memoria le stesse battute assieme a Fazio e Mimì. 
Tutto è azzeccato di questa fortunatissima serie televisiva: la magica atmosfera di Vigata, i colori e i profumi della Sicilia, la colonna sonora, i testi, gli attori. 
Tornano così, a grande richiesta, su Rai1, in prima serata, le repliche de “Il Commissario Montalbano”, una produzione Rai Fiction realizzata da Palomar Endemol, per la regia di Alberto Sironi, tratta dai racconti di Andrea Camilleri, con Luca Zingaretti nei panni di Montalbano e i personaggi chiave della serie tra le più gradite ai telespettatori. 
Ma, purtroppo, i fan del Commissario più amato dagli italiani, dopo Megrè, si devono accontentare delle solite repliche. 
E come per il classico dilemma se è nato prima l'uovo o la gallina, ancora non si sa bene se è stato l’attore romano a rendere tanto popolare lo scrittore siciliano o viceversa. Fatto sta che Luca Zingaretti in quel ruolo è fantastico, unico, inimitabile e una nuova serie di episodi a questo punto diventa indispensabile: vivere di solo repliche non ci basta più! 
Ma perché non vanno in onda nuovi episodi? Forse perchè il maestro Camilleri si “siddiau” di scrivere? Oppure perché la Rai è a corto di liquidità per produrre nuovi episodi? Ma è mai possibile che non si riesca a mettere sù una nuova serie del Commissario Montalbano? 
Con tutto il rispetto per il maestro Camilleri e mamma Rai, morto un papa se ne fa un altro! Infatti, fermo restando che il cast capitanato da Luca Zingaretti non si tocca, chi l’ha detto che i “miracoli”, seppure cinematografici, devono essere ripetuti sempre con gli stessi santi!?

lunedì 15 settembre 2014

Pressione fiscale record: colpa di chi evade!

Ma chi l’ha detto che i numeri economici del governo sono tutti negativi? L’Italia è campione del mondo di tasse. La pressione fiscale effettiva sul Pil - ossia il totale delle tasse pagate rispetto al reddito complessivo del Paese, secondo una ricerca dell'ufficio studi di Confcommercio, - ha raggiunto il 53,2% rispetto a quella ufficiale, di “appena” il 44,1%, che però non terrebbe conto del sommerso, pari al 17,3% del Pil. 
Tradotto in soldoni, questo significa che su un euro prodotto, 53 centesimi vanno via per tasse varie!!!  Così l'Italia sale al primo posto nella classifica Ocse per il carico fiscale. 
Dal 2000 al 2013, la pressione fiscale è aumentata del 5% con un Pil pro-capite sceso, invece, del 7%. E se il confronto si sposta ancora più indietro nel tempo, arrivando fino al 2008, il Pil pro-capite risulta sceso dell'11,6%. 
E se chi di dovere non farà… il proprio di dovere, pagando le tasse o facendole pagare a chi le evade impunemente e a chi elude il fisco incassando 100 e dichiarando 1, saranno guai seri per i “soliti noti” continuamente salassati dal fisco su buste paga, casa, benzina, gas, luce, acqua... sperando che almeno l’aria, seppure irrespirabile per lo smog, non venga presa di mira da qualche balzello di una finanziaria dell'ultima ora!

Primo giorno di scuola, primo giorno di protesta contro Renzi!

Primo giorno di scuola per migliaia di studenti, primi fischi di contestazione a Matteo Renzi. Il premier è arrivato nella scuola "don Pino Puglisi" a Palermo per inaugurare l'anno scolastico, accolto dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il prefetto Francesca Cannizzo e da un centinaio di manifestanti, tra edili e docenti precari della scuola, ch protestano a pochi metri dall'ingresso dell'Istituto palermitano. La polizia ha transennato la zona, gli agenti sono in tenuta antisommossa. Gli edili urlano "lavoro... lavoro". 
Ad attendere Renzi ci sono gruppi di precari della scuola che chiedono di essere stabilizzati, ma anche vincitori del concorso del 2012, che attendono l'immissione in ruolo. Poco distante un gruppo di disoccupati che per anni ha lavorato nel settore dell'edilizia, invece, rivendicano l'applicazione di un protocollo d'intesa stipulato nel 2013 dal Comune di Palermo e dalle associazioni sindacali e di categoria.
L'apertura di credito degli italiani nei confronti di Matteo Renzi non è infinita: la speranza si sta spegnendo, la pazienza è agli sgoccioli e la luna di miele degli italiani con il premier è alle prese con la crisi del settimo mese!
Il governo delle "giovani marmotte" si sta perdendo nel labirinto delle riforme istituzionali. Argomenti che non appassionano gli italiani alle prese con problemi ben più concreti: occupazione, reddito, pensioni, tasse. 
Questo è il momento dei fatti, le chiacchiere stanno a zero. Bisogna rispondere alle problematiche reali che investono la vita degli italiani, le loro difficoltà e loro aspettative.
Che, allora, le "giovani marmotte" - dopo la gita fuori porta "Ministri in classe" - ritornino seriamente sui banchi di scuola, non per fare propaganda e anacronistici hip hip hurrà, bensì per rimettersi a studiare, per cercare di capire come uscire dalla crisi e trovare soluzioni concrete all'ennesima bacchettata sulle mani ricevuta dall'Ocse: l'Italia registrerà nel 2014 una contrazione del Pil dello 0,4%, l'unico dato negativo tra i Paesi del G7! 
Insomma, siamo l'unico Paese del Vecchio continente in recessione, ma forse anche l'Ocse è uno dei tanti "gufi" che la sta tirando al governo Renzi!?

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