venerdì 27 febbraio 2015

Sarà pure bravo, bello e intelligente, ma non mi piace!

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Matteo Renzi è giovane, intelligente, brillante, parla bene, è spiritoso, vivace, iperattivo, furbo, scaltro, irriverente, spregiudicato, onnipresente soprattutto sulle reti televisive, e nonostante quei nei alla Bruno Vespa, è pure belloccio! Ma non mi piace! Non mi piace per quel giudesco “Enrico stai sereno”. Non mi piace perché io come tutti quanti gli italiani di destra, di sinistra o di centro non l'ho mai votato come premier a governare il Paese e a decidere del mio futuro, ma mi è stato imposto. Non mi piace per la sua concezione machiavellica del potere con cui mette fuori gioco chiunque non la pensi come lui. Non sono di primo pelo e so benissimo che "la politica è una cosa sporca", mio padre me lo ripete ogni giorno, eppure non riesco ad accettare una sì triste verità. Secondo me la politica è la realizzazione di un ideale, di una società giusta, equa e solidale. E' il mettersi al servizio della collettività per il raggiungimento del bene comune e non di quello personale. Punto e basta! Ma Renzi in quella “cosa sporca” ci sguazza a mestiere: è il suo habitat naturale, la sua ragione di vita. Lui è per definizione “un politico”, e un politico non è certo uno stinco di santo, ma cinico, spietato, opportunista, egocentrico, pieno di sé, perchè solo così può arrivare lì dove sta! Ma Renzi non mi piace. Non può e non deve piacermi anche perchè mi è stato imposto dall'alto e non per scelta elettorale, come fu per Silvio Berlusconi, ma per la supremazia della casta sulla sovranità popolare, e questo non riesco proprio ad accettarlo! E poi Renzi non me l’ha mica prescritto il medico. Non devo mica mandarlo giù per forza come una purga, che peraltro non cura ma rischia di ammazzarmi! Renzi non mi piace, punto e basta! E poi sempre con quel twitter a portata di iphone per mettere alla gogna chi non si prostra ai suoi piedi: tutti gufi, rosiconi e lagnosi, quelli che non lo applaudono! Questo linguaggio, questo modo di fare e soprattutto questa mancanza di lealtà e di umiltà, non mi piacciono. I super-uomini non mi sono mai piaciuti, soprattutto quando vedi dai fatti che non sono poi così super, bensì degli omuncoli tutto fumo e niente arrosto, tutte chiacchiere e zero fatti! Cosa ha fatto di concreto il governo Renzi in un anno di permanenza a Palazzo Chigi? Ha semplicemente appiccicato l’etichetta “Riforma” su tutti i problemi degli italiani senza mai risolverli: Senato, Province, Auto blu, Pubblica Amministrazione, Legge Elettorale Fisco, Giustizia, Sanità, Scuola, Lavoro, Pensioni, Europa, ecc, ecc. Per contro le tasse non sono state per niente abbassate, tutt'altro! E il debito pubblico assieme alla disoccupazione sono arrivati ai massimi storici, per non parlare di corruzione, evasione fiscale e privilegi della casta. A Renzi l’unica cosa che gli riesce bene è la chiacchiera e il fatto di saper usare la gente come carta igienica: usa e getta! Questo Renzi non mi piace proprio, de gustibus! Ma quel che più mi rode - essendo più “rosicone” che “gufo” e “lagnoso” - è il fatto che non so se, come e quando potrò finalmente farglielo sapere da una cabina elettorale!

RENZI A CASA!

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Eppur si muove! Dopo mesi di silenzio ed immobilismo dell'opposizione e un anno di sole chiacchiere e zero fatti del governo Renzila destra italiana si smarca da Berlusconi e cerca di riorganizzare le proprie fila dandosi appuntamento a Roma domani 28 febbraio a Piazza del Popolo alle ore 15.00 per una grande manifestazione di piazza contro le politiche del governo di sinistra. Nasce così, almeno per il momento, il "Fronte anti Renzi" di Lega e Fratelli d'Italia. Anche se sarebbe auspicabile un "Fronte Nazionale" per l'Italia, piuttosto che un fronte contro chicchessia.

giovedì 26 febbraio 2015

La mannaia di nuove tasse sulla testa dei “soliti fessi”!

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L’Italia riparte, ma dalle tasse! Se i soldi della spending review e della lotta all’evasione fiscale, ipotizzati in finanziaria, non dovessero arrivare, si abbatterebbe sui “soliti fessi” la mannaia delle clausole di salvaguardia contenute nella legge di stabilità: una stangata fiscale da 72 miliardi di euro! E' quanto denunciano due “gufi” d’eccellenza: prima la Corte dei Conti, poi la Confcommercio! "La legge di stabilità - spiegano dall’Ufficio studi di Confcom. - contiene un macigno la cui attivazione implicherebbe per i contribuenti 72 miliardi di tasse in più nel triennio 2016-2018". Dalla ricerca emerge che le tasse sugli immobili sono più che raddoppiate negli ultimi tre anni: tra il 2011 e il 2014 gli italiani hanno pagato 31,88 miliardi di tasse sugli immobili (+115,4%). La cifra non è destinata a scendere nel 2015.

Berlusconi, 5mila antenne per me posson bastare!

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Se il governo imbocca la strada delle privatizzazioni a go go e mette all’asta i gioielli di famiglia è poi una naturale conseguenza che qualcuno avanzi la propria offerta per accaparrarsi l'irripetibile opportunità! Ma se, poi, il governo italiano mette in vendita la Rai e chi si fa avanti per comprarla è Silvio Berlusconi, allora scoppia il putiferio!

mercoledì 25 febbraio 2015

La Corte dei Conti boccia la legge di stabilità. Adesso pure i magistrati contabili si mettono a "gufare" il governo Renzi?

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La legge di stabilità piace a Bruxelles, un pò meno alla Corte dei Conti, per niente affatto ai “soliti fessi” che tra non molto dovranno rimettersi a fare i conti per il salasso sulla casa di Imu, Tasi e Tari per non parlare di tutti gli altri balzelli che si abbattono quotidianamente su famiglie e piccole e medie imprese! Troppe tasse, pochi servizi e quei pochi scarsi ed inefficienti. Comunque, in un rapporto inviato al Parlamento, i magistrati contabili, quelli della Corte dei Conti, mica quelli della "Corte dei gufi", stigmatizzano i non pochi difetti della manovra finanziaria del governo Renzi a partire dalle incertezze legate alla spending review e dai rischi corsi dagli dagli 80 euro e dal taglio dell'Irap.

Con Renzi al Governo e Alfano all'Interno, città meno sicure!

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E’ ormai sotto gli occhi di tutti il fallimento delle politiche “lacrime e sangue” imposte dalla Troika e supinamente imposte ai cittadini dal governo Renzi. Il triste scenario ormai noto della crisi che divora il reddito delle famiglie e svaluta il bene lavoro si ripercuote pesantemente sul generale livello di vita, aumentando il disagio e l'incertezza economica sulle fasce non solo basse, ma anche medie della nostra compagine sociale. Il generale impoverimento, il pesante fenomeno dell'immigrazione e della disoccupazione sono fattori che incrementano in modo esponenziale la piccola criminalità, e in tale scenario sono in aumento i furti e le rapine negli appartamenti: 689 al giorno, 29 ogni ora, uno ogni due minuti!

Chi sbaglia paga: adesso la regola vale anche per i giudici!

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La legge è uguale per tutti e chi sbaglia paga, anche se a sbagliare è un giudice! Con il "sì" definitivo della Camera, il disegno sulla responsabilità civile diventa legge: le toghe ora pagheranno per i propri errori. Con 265 sì, 51 no e 63 astensioni la responsabilità civile per i magistrati ha superato l'ultimo ostacolo, il voto della Camera, ed è legge. Una legge che finalmente permetterà a chi ha subito un danno dalla giustizia di chiedere il risarcimento del medesimo allo Stato, che avrà dunque l'obbligo di rivalersi sul magistrato.

martedì 24 febbraio 2015

La moneta unica non convince più nessuno!

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L'Europa unita nel nome del pareggio di bilancio e sotto l’insegna di politiche economiche “lacrime e sangue” per i “soliti fessi” non tira più! L’Europa che unisce i capitali e divide i popoli in cittadini di serie A e serie B, l’Europa che se ne frega dell’ondata migratoria che sta prendendo d’assalto le nostre coste, l’Europa che ha impoverito famiglie e piccole e medie imprese, insomma questo tipo di Europa - più economica che politica - non piace più agli italiani rimasti alle prese con una moneta unica che di fatto ha dimezzato il potere d’acquisto.

Pensione anticipata e speranza di vita.

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La legge di stabilità del 23 dicembre 2014 ha modificato le disposizioni per quanto attiene la penalizzazione percentuale per coloro che, pur avendo raggiunto il requisito delle annualità di contributi versati, non abbiano compiuto almeno 62 anni d’età. Detto ciò, dal primo gennaio 2015, limitatamente ai soggetti che maturano il requisito di anzianità contributiva entro il 31.12.2017, le riduzioni percentuali previste per l’accesso alla pensione anticipata, ossia prima dei 62 anni, non trovano applicazione. Pertanto non dovrà essere applicata la decurtazione sulla quota di trattamento pensionistico calcolato secondo il sistema retributivo, pari ad un punto percentuale per ogni

Svizzera, fine del segreto bancario. Ma per un paradiso fiscale che chiude altri cento restano aperti!

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"Oggi siglato l'accordo con la Svizzera sul segreto bancario: miliardi di euro che ritornano allo Stato". Puntuale l’ennesimo twitter del premier. Dopo anni ed anni che se ne parlava, finalmente Italia e Svizzera hanno siglato l'accordo in materia fiscale. A sottoscriverlo il ministro Pier Carlo Padoan e il consigliere federale Widmer Schulumps.

lunedì 23 febbraio 2015

Eternit: la prescrizione cancella tutto, pure i risarcimenti. Restano dolore e rabbia!

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Tutto prescritto!!! E così dopo la sofferenza della malattia e il destino crudele di aver perso i propri cari per le morti da amianto, i familiari delle vittime non riceveranno neppure un centesimo di risarcimento! La Cassazione,  nelle motivazioni del verdetto di prescrizione, ha reso noto che il processo torinese per le morti da amianto era prescritto ancor prima di cominciare e che l’accusa avrebbe dovuto contestare non il disastro ma l’omicidio e le lesioni!

Fitto: "Non vogliamo distruggere, ma essere d'aiuto".

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Forza Italia non si vede e non si sente, persa com'è appresso alle vicende giudiziarie del suo capo carismatico e unico azionista. Tv e giornali sono presenziati a turno dai soliti Matteo Renzi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Sembrano esistere soltanto loro. Neppure Beppe Grillo, in crisi di contatti sul suo blog, fa più notizia. E allora a cercare di dare una scossa al monotono panorama politico, ma soprattutto ai forzisti, ci pensa Raffele Fitto che, tra applausi e abbracci, ha dato il via alla convention dei 'Ricostruttori' di Forza Italia, lanciando ufficialmente la sua corrente: "Oggi siamo qui grazie al coraggio, alla determinazione e alla convinzione di un gruppo di colleghi: li voglio ringraziare uno ad uno.

Il partito di Landini.

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"È venuto il momento di sfidare democraticamente Renzi". Così Maurizio Landini segretario Fiom, lancia il guanto della sfida al premier autore senza voto e quindi senza mandato popolare del jobs act e dell’abrogazione dell’art. 18! Insomma Landini sembra intenzionato ad appendere al chiodo la contrattazione, rivelatasi impotente di fronte ai diktat della politica renziana, autoritaria e decisionista con i più deboli e molle coi più forti, e a scendere in campo deciso a sfidare Renzi con l’obiettivo di guidare una coalizione di sinistra.

Da marzo 2015 contratto a tutele crescenti.

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Il nuovo contratto a tutele crescenti scatterà dal 1° marzo 2015. Chi assume con questo strumento, godrà di una cospicua decontribuzione a carico dello Stato. Per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato si limita la possibilità del reintegro del lavoratore, prevedendo, invece, l’indennizzo economico crescente con l’anzianità di servizio. Il reintegro sarà possibile solo in caso di licenziamento discriminatorio o per licenziamento disciplinare per il quale venga provata l’insussistenza del fatto materiale contestato. Questo tipo di contratto si applica ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato dopo l'entrata in vigore del decreto, per i quali stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi (per i lavoratori assunti prima dell'entrata in vigore del decreto restano valide le norme precedenti). Ecco i punti salienti della riforma:

Renzi dalla parte del più forte: sì a jobs act, no a politiche redistributive!

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di Gerardo Lisco. In questi giorni girano una serie di notizie che, pur se in contraddizione tra di loro, lasciano intendere che l’Italia sia prossima ad uscire dalla crisi. Bankitalia ci informa che finalmente il Pil è tornato a crescere grazie al "quantitative easing". L’Istat ha dichiarato che la produzione industriale è tornata a crescere grazie al calo del prezzo del petrolio; anche se, sempre a causa del crollo del prezzo del greggio, siamo in deflazione.

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