venerdì 25 luglio 2014

Governo Renzi: un disastro!

L’Italia cambia verso? Maddechè. Le riforme di Renzi sono soltanto un bluff! Ma va dato atto al premier di recitare alla perfezione quel copione che gli è stato scritto da chi ha deciso lo sfratto di Enrico Letta da Palazzo Chigi. La nostra opinione è che Matteo Renzi sia soltanto un discreto attore che recita a memoria la parte che gli è stata assegnata! La realtà è che con il governo Renzi i dati economici sono tutti negativi e la gente sta peggio di prima. Dal Pil, al debito pubblico, dalla disoccupazione alla spesa pubblica, dalla corruzione all’evasione fiscale è tutto un disastro! E per 'stampa & televisione'... va tutto bene! Ma non per noi. Non per i cittadini italiani che vivono sulla propria pelle le politiche degli ultimi governi!
I tanto pubblicizzati tagli alla spesa pubblica non ci sono stati e per contro la spesa dello Stato è aumentata di 25 miliardi nei primi 5 mesi del 2014. Lo sostiene Unimpresa, che ha reso noti i risultati di un’analisi condotta dal proprio centro studi. Secondo Unimpresa le uscite dello Stato sono in costante aumento: tra il 2012 e il 2013 sono cresciute di 38 miliardi.
Secondo l’associazione, che definisce “un bluff” la “spending review” del governo, “non c’è stato nessun taglio tangibile al bilancio statale. Anzi, la macchina pubblica costa sempre di più. La spesa dello Stato nei primi 5 mesi del 2014 è aumentata di quasi 25 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2013 - sottolinea Unimpresa - con una crescita del 13,63%. Nello stesso arco temporale, le entrate dello Stato sono cresciute di 248 milioni in salita dello 0,16%. Un trend in atto da tempo: tra il 2012 e il 2013 le uscite dello Stato sono aumentate di 38,5 miliardi (+7,56%) nonostante le entrate siano salite di 11,8 miliardi (+2,61%)”. L’aumento delle uscite, continua lo studio dell’associazione, “ha inevitabilmente allargato il ‘buco’ nei conti, passato dai 1.944,2 miliardi di gennaio 2012 ai 2.166,3 miliardi di maggio scorso. Nei primi cinque mesi dello scorso anno la variazione è stata di 53 miliardi, pari a oltre 10 miliardi al mese; tendenza salita a quasi 15 miliardi al mese nel 2014”.
E dilaga anche la corruzione. Nei primi cinque mesi del 2014 la Guardia di finanza ha denunciato per concussione, corruzione, peculato o abuso d’ufficio 1.435 persone, 126 delle quali sono state arrestate. Nel solo settore degli appalti, le indagini delle Fiamme Gialle hanno portato alla denuncia di 400 persone, per un valore di gare irregolari di oltre 1,2 miliardi. I dati sono stati riferiti dal comando generale della Guardia di Finanza, che ha ricordato come “per combattere la corruzione la repressione è importante, ma non basta. Occorre intervenire anche sul versante della prevenzione, incidendo sull’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e sulla trasparenza dei processi decisionali”.

Ecco perchè vogliamo un #SenatoElettivo.

di M5S Camera e Senato. E' in corso, come è noto, la discussione in Aula al Senato degli oltre 7.000 emendamenti presentati dalle opposizioni al DDL n. 1429 avanzato dal Governo in materia di Riforme Costituzionali. Il Governo, che sino alla giornata di martedì aveva avanzato l'ipotesi della c.d. ghigliottina e/o contigentamento dei tempi, (applicato solo ai decreti legge e, dunque, in casi di urgenza e necessità di emanare un provvedimento!) ieri ha palesato invece l'ipotesi del c.d. "canguro" quale strumento a sua disposizione per evitare la necessaria discussione di ogni singolo emendamento. Il canguro, infatti, è un escamotage regolamentare che prevede, alla bocciatura di un emendamento, il decadere automaticamente di tutti quelli analoghi o molto simili in discussione. Un ulteriore segnale emerso in Aula dalle forze di opposizione, che evidentemente e giustamente contrastano l'approvazione di una riforma tesa allo sgretolamento della Costituzione, è stata la richiesta del voto segreto da parte dia alcuni gruppi parlamentari. A tale richiesta, il Presidente Grasso ha ammesso il voto segreto limitandolo solo ad alcuni emendamenti presentati al DDL n. 1429, ovvero quelli relativi all'art. 1 concernente la Funzione della camere (attuale art. 55 della Costituzione) e dell'art. 18 concernente l'Esercizio delle Funzioni del Presidente della Repubblica (attuale art. 86 della Costituzione). La battaglia in questi giorni continua.

Ci sono voluti tre anni di dibattito per arrivare alla nostra Costituzione. Ora in piena estate, in sole 115 ore vogliono stravolgere tutto. Il Governo Renzi ha imposto la "ghigliottina" che taglia i tempi per la discussione sulla contro-riforma. In questo modo il governo viola l'articolo 72 della Costituzione il quale prevede che: "La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale". Renzi ha ordinato: Abolite le elezioni per il Senato (ma non il Senato)! Raddoppiate le firme per i referendum! Quintuplicate quelle per presentare le leggi d'iniziativa popolare! Più potere al Presidente del Consiglio e Governo e meno al Parlamento e cittadini! Il tutto in una Camera che, se l'Italicum non verrà modificato, continuerà ad essere di soli nominati dai partiti. Da oggi, con il Patto del Nazareno Renzi-Berlusconi, l'Italia cambia verso... in peggio. Ancora più potere alla Casta sempre meno ai cittadini. Non lo permetteremo. Il Movimento 5 Stelle, con tutte le altre opposizioni si recherà al Quirinale.
Difenderemo con i denti quello che migliaia di uomini e donne ci hanno donato con il loro sacrificio e coraggio: il potere dei cittadini di poter votare direttamente in ogni Istituzione i loro rappresentanti. Il Governo Renzi insieme a Berlusconi, rendendo il Senato non più elettivo vuole togliere dalle mani degli elettori questo diritto sacrosanto e fondamentale. Un Senato nominato e comandato a bacchetta dai partiti, con un sistema peggiore del porcellum, garantirà alla casta la nomina del presidente della repubblica, della corte costituzionale e del consiglio superiore della magistratura. E quando gli organi di garanzia sono così assoggettati al potere politico, diminuisce il livello di democrazia, ma anche il benessere di un paese. Saremo ancora più sudditi, aumenterà l'emorragia del debito pubblico e pagheremo tutti mentre pochi si arricchiscono e vanno all'estero. Per questo cerchiamo di unire le forze con chiunque. Ed è per questo che vi chiediamo di condividere queste preziose informazioni!

Gaza e gli scarponi chiodati.

di Vincenzo Andraous. Ritorno sgangherato alle armi, ai proiettili che sbattono a terra, alle parole che fanno male, scavano crateri, delimitano le fosse. Forse ci vuole più memoria, non tralasciando chi è troppo giovane per ricordare, per sapere, per conoscere, per farci i conti con una ingiustizia che non risparmia gli innocenti, peggio, li relega tra gli ”eventi critici” accettabili. 
Occorre parlarne perchè non si tratta di un tempo bloccato, di tragedie che stanno dietro le spalle: sono immagini impolverate che non scompaiono, costringono a pensare per non rimanere nuovamente alla finestra a osservare la vita che se ne va, senza un’emozione che diventa compassione, o la consapevolezza di una partecipazione che non consente rese anticipate alla prepotenza di turno. 
Colpi e deflagrazioni misteriose, bombe intelligenti assai deficienti, unica certezza il sangue sparso all’intorno, condanna delle condanne, l’indifferenza sullo scranno più alto se ne sta seduta scomposta. Quando a terra, da ambo le parti, ci sono i corpi feriti e dilaniati di donne, vecchi e bambini, ciò sta a significare una violenza ottusa e conclusa, è difficile cogliere ciò che non sta al suo posto, quanto è andato fuori tempo e spazio, perché è un male profondo, terribile, attanaglia le viscere, imprigionando il cuore con i legacci del male che producono altro male per tentare inutilmente di vincerne la resistenza. 
Senza bisogno di essere professionisti delle condotte guerrafondaie, appare evidente lo sfacelo intellettuale e politico che attraversa la giustizia dell’ingiustizia, uno sgretolamento vero e proprio delle coscienze, come se non ci fosse più rispetto per la vita, non più intesa come qualcosa di eccezionale, coinvolgente, entusiasmante, s’è deformata al punto da annegare nella propria asfissia istituzionale. 
A Gaza, in Israele, come in Siria, in Libia, le bombe, i cingolati dell’odio e la vendetta, hanno vessilli sgargianti a difesa, a protezione, manifesti e slogan di potenza altisonante, negli spari alle spalle degli innocenti, passi affrettati che squarciano i diritti e le libertà di ciascuno. 
In questa logica del sangue e della sua imperdonabile vergogna, non può esserci spazio per le semplici opinioni comuni, si corre il rischio di essere tacciati di scombussolata partigianeria, di influenze naziste, dentro attendibilità prive di responsabilità. 
Le storie di quei corpi disarticolati, infranti più del dolore che ne deriva, confermano un adattamento mondiale al ricorso delle armi, alle fosse comuni, come quelle a cielo aperto, una prassi consolidata degli interessi statuali a discapito dei diritti, una sopravvivenza che induce a non sapere più conformarsi alla scuola del rispetto, che nasce dall’esempio più autorevole: "vi sono cattivi esploratori i quali ritengono che non vi sia più terra quando intorno non riescono a vedere che il mare".

Fermate questa guerra, in nome di Dio!

di Maria Pia Caporuscio. Quello che Israele sta compiendo contro la popolazione palestinese dovrebbe spingere il mondo intero a cancellarli dalla faccia della terra: sono indegni di calpestarla coi loro piedi sporchi di sangue! Dove sono le nazioni che si precipitano a compiere “missioni di pace” ed esportare la democrazia? E come mai non sentono la stessa necessità verso una popolazione che da sessant’anni viene sistematicamente decimata con bombe o fosforo bianco? Forse la Palestina non possiede miniere di diamanti o pozzi di petrolio con cui “ricompensare” gli aiuti umanitari? E quindi può tranquillamente essere estinta da questa maledetta razza di cannibali di-sumani? Dove sono quelli che gridavano di bombardare la Serbia per difendere i kossovari dalla pulizia etnica? Sono diventati tutti sordi? Non le sentono le urla delle migliaia di donne, uomini, vecchi, bambini trucidati ogni giorno in questa che è, una vera e propria pulizia etnica? Se, come narra la saggezza popolare, questa razza (colpevole di aver crocifisso Gesù Cristo) è stata maledetta persino da Dio Padre a non trovare pace sulla terra, evidentemente li conosceva bene! È per davvero impressionante come la mostruosità e la bassezza umana si sia impossessata di quel paese, essi non rispettano le leggi ma esigono che tutti rispettino le loro? Sarebbe necessario chiedersi da dove arrivano i soldi della politica perché la maggior parte del loro capitale è la radice del male. Questa lurida guerra a senso unico non finirà fino a quando, anche l’ultimo palestinese non sarà morto. Giustificare lo sterminio con i ridicoli “missili” palestinesi equivale alla giustificazione di quel pedofilo, che dopo aver violato e ucciso il bimbo di due anni, accusava lui di averlo provocato! Il mondo deve intervenire, non si può chiudere gli occhi e lasciare che il genocidio si compia. Vorrei ricordare ai potenti della terra che il sangue dei palestinesi ricadrà su tutti noi, che Dio non paga il sabato, ma la domenica saremo tutti pagati!

giovedì 24 luglio 2014

La Camera vota i tagli ai propri dipendenti e scoppia la protesta!

Avete presente il cartello posto sui fili elettrici dell’alta tensione con tanto di teschio e ossa incrociate con su scritto “chi tocca muore”? Bè immaginate quello stesso cartello collocato per anni ed anni sulle altissime quanto ingiustificate retribuzioni dei “travet del Palazzo”, i privilegiatissimi dipendenti pubblici di Camera, Senato, Quirinale, ecc, ecc, che - a parità di requisiti con tutti gli altri statali (titolo di studio, anzianità e livello) - godono di stipendi quattro, cinque, sei volte superiori ai loro colleghi che, invece, hanno la sfiga di essere impiegati a 1.200 euro in uno dei ministeri romani!
Sentire e vedere per credere: un lungo e polemico applauso, con annesso coretto di «Bravi, Bravi, Bis!» e «grazie!» dei numerosi dipendenti di Montecitorio ha salutato l'uscita dei componenti dell'ufficio di presidenza della Camera al termine della riunione che ha dato l'ok alle “linee guida” per iniziare la contrattazione sulla applicazione dei tetti salariali. La contestazione più vibrante è stata per la vicepresidente Marina Sereni, che ha la delega sul personale («Bel capolavoro, grazie»!, le è stato urlato nel corridoio dei 'busti' da decine di lavoratori). Ma gli applausi da sfottò sono toccati anche ai questori ed ai 5 Stelle. Una contestazione mai vista nei solitamente ovattati e silenziosissimi corridoi di Montecitorio, dove non si era mai assistito ad una iniziativa così massiccia dei dipendenti, che si oppongono duramente ai paventati tagli! Segno che la campagna di moralizzazione degli stipendi pubblici condotta con fermezza e tenacia da freeskipper sta iniziando a raccogliere i primi frutti. Ma non bisogna mollare fino a quando non sarà “Legge dello Stato” che un dipendente del Quirinale percepisca uno stipendio tale e quale ad un qualsiasi travet ministeriale!

FIRMA LA PETIZIONE PER ABOLIRE LE DISPARITA' DI TRATTAMENTOECONOMICO NELLA P.A.


BASTA DISUGUAGLIANZE! BASTA INGIUSTIZIE E PRIVILEGI! 
BASTA LAVORATORI DI SERIE "A" E LAVORATORI DI SERIE "B"! 
BASTA STIPENDI D'ORO! 
A PARITA' DI REQUISITI, PARITA' DI RETRIBUZIONE IN TUTTA LA P.A.!

NON E' PIU' ACCETTABILE CHE UN DIPENDENTE DEL QUIRINALE, DELLA CAMERA O DEL SENATO GUADAGNI SEI VOLTE DI PIU' DI UN IMPIEGATO DEL CATASTO CON PARI REQUISITI.

E' INACCETTABILE PER GLI STESSI DIPENDENTI PUBBLICI. E' INACCETTABILE PER I CITTADINI CHE LI PAGANO A FRONTE DI TASSE SEMPRE IN AUMENTO.
RIDUCIAMO GLI SPRECHI.

MIGLIORIAMO L'EFFICIENZA E L'EFFICACIA DELLA PUBBLICA AMM.NE.

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER UN'ITALIA PIU' GIUSTA, EQUA E SOLIDALE. PER UNO STATO AL SERVIZIO DEI CITTADINI.

Passera: "Renzi, è insufficiente a rilanciare l'Italia".

"Mille giorni per un punto di Pil", sono un'eternità, ammesso e non concesso che il governo riesca a centrare l'obiettivo fissato dal presidente del consiglio.
Intanto, oltre a disoccupazione, corruzione e debito pubblico, nel Belpaese crescono i malumori e nascono nuovi movimenti come Italia Unica: "uomini e donne - si legge sul www.italiaunica.it - che vogliono lavorare per costruire un futuro migliore, giovani e meno giovani, lavoratori autonomi, imprenditori, artigiani, agricoltori e tutto quel tessuto creativo e innovativo che è nostro patrimonio unico. Uomini e donne che aspirano a realizzare se stessi e a contribuire alla crescita della società, anche i molti che oggi non riescono a farlo perché lontani dal lavoro o inappagati. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia che garantisca uno sviluppo sostenibile. Un’Italia che dia le opportunità, le soddisfazioni e la dignità che solo il lavoro può offrire ugualmente a uomini e donne!". Questo è il movimento di Corrado Passera, ex ministro del governo Monti, una neo formazione politica fatta di "italiani che mandano avanti l’Italia".
Ma Italia Unica può diventare l’alternativa politica a Pd e FI? Corrado Passera sarà il “quarto” incomodo tra Renzi e Berlusconi, considerato che il “terzo”, nonostante gli ultimi streaming, resta Beppe Grillo? Italia Unica e Corrado Passera sapranno riconquistare la fiducia degli italiani per la buona politica e tradurla in un grande consenso elettorale, oppure faranno la fine dei soliti movimenti nati per racimolare qualche voto da far poi confluire nel calderone di centro-destra e/o di centro-sinistra? 
L’alternativa. "Tutto quanto c'è sul tappeto oggi, a partire dal governo e dal Pd di Renzi, è insufficiente a rilanciare l'Italia". E' questo il pensiero dell'ex ministro Corrado Passera. Il fondatore di Italia Unica si candida così a raccogliere i cocci del patto del Nazzareno e il consenso di quegli elettori, tanti, che sono rimasti a casa o che hanno votato scheda bianca: "C'è un segnale fortissimo di insoddisfazione da parte degli italiani nei confronti dell'attuale offerta politica: il 50% degli italiani non ha votato o ha votato scheda bianca. Nell'area dove vogliamo lavorare c'è una grande frammentazione, grandi lotte fratricide, quindi con il nostro cantiere vogliamo radunare idee e proposte forti per aggregare". 
Le primarie. "Quanto alle primarie - stigmatizza Passera - vedremo come sarà la legge elettorale. Partiamo da progetti, programmi, idee, e sulla base di queste dobbiamo costruire primarie del mondo nuovo, e non dei vecchi partiti sconfitti che stanno cercando espedienti per rimanere a galla". 
La legge elettorale. "L'Italicum somiglia troppo al Porcellum. L'Italia ha invece bisogno di un vero bel maggioritario - ha aggiunto l'ex ministro - non come le proposte dei 5 stelle, una legge che incoraggi la partecipazione: quindi due turni in cui al primo turno tutti si presentano autonomamente, come in tutto il mondo, e al secondo turno, se nessuno ha la maggioranza, si facciano alleanze trasparenti e si arrivi a una maggioranza solida in grado di governare il Paese". 
La riforma del Senato. "Basta una sola Camera. Se il bicameralismo è sbagliato, dobbiamo avere il coraggio di dire che basta una sola Camera. Che senso ha fare una riforma del Senato in cui si lasciano enormi compiti a questa Camera, una Camera molto più debole perché ha persone che ci lavorano a tempo parziale?”. Si chiede il leader di Italia Unica. “Rischiamo che i tempi della produzione legislativa invece di ridursi aumentino. E i costi non si tagliano, perché gran parte di essi sono legati alla struttura del Senato. Quindi finirà per essere l'ennesima riforma in cui si cambia tutto per non cambiare niente". 
Corrado Passera ha le idee chiare. Ma anche quel 50% di italiani che non ha votato o ha votato scheda bianca ha le idee molto chiare. E se son voti per Italia Unica lo scopriremo solo votando, come e quando lorsignori ci restituiranno il diritto-dovere di tornare alle urne!

Finito il semestre europeo, farà molto "freddo"!

di Angelo D'Amore. Narcotizzati nelle idee, omologati nel pensiero, castrati nelle speranze, questa e' la cognizione della stragrande maggioranza degli italiani, espressione dell'appiattimento critico a cui è sottoposta la media dei soggetti pseudopensanti rimasti nel Paese.
L'ashtag dell'estate è:  #80europercontinuareasperare. 
Il lavoro mediatico dello staff del Premier ha prodotto risultati eccellenti. Mentre il Paese affonda - e la Costa Concordia riprende il largo, trascinata come un'isola galleggiante, con la benedizione del suo Capitano Schettino, invitato a nostalgici e "paleolitici" party vip, da una nuova e residuale classe di cafoni arricchiti (chissa' come - ma non e' difficile capirlo...) - il Premier continua a proferire ottimismo, a fare la voce grossa, addirittura si fa immortalare al taglio di nastri di autostrade, in vero stile vintage DC. Sembra che in Italia, finite le trasmissioni di approfondimento economico-politico, i problemi scompaiano per poi rispuntare alla meta' di settembre, quando di ritorno dai luoghi di villeggiatura, messi in rete i vari selfy espressione di una globalizzata solitudine di massa, ci si ritrova a fare i conti con la routine quotidiana, prendendo coscienza che la cinghia è ancora più stretta. Abbiamo pagato tutti piu' tasse, i servizi sono tra i peggiori di tutti i paesi sviluppati, pardon, indebitati, le occasioni di lavoro, nonostante le fumose campagne propagandistiche, sono soltanto miraggi. Il debito pubblico aumenta, di pari passo all'indebitamento delle famiglie. In tanti, dopo l'estate, perderanno anche quel salvagente rappresentato dalla Cassa integrazione. Ma di che cosa stiamo parlando? A breve la macchina istituzionale si incepperà nuovamente, sulle ingarbugliate e forse inopportune, dato il contesto temporale, riforme costituzionali. 
Il Premier, all'indomani della riabilitazione mediatica e politica del suo finto ma al tempo stesso utile nemico di sempre, Silvio Berlusconi, si sente più forte. Si è gridato al cambiamento per troppo tempo. Ma il pachidermico carrozzone politico è continuato ad essere gestito dai soliti figuranti ed i loro fidi replicanti di apparato. Una terza via c'era, ma da tanti è stata considerata pericolosa per la democrazia e per la stabilità istituzionale. C'era da presiedere il semestre europeo. L'Italia non poteva essere "minata" da irresponsabili sognatori che volevano per davvero cambiare la storia politica del Paese. 
E adesso, la suppostina, quando finirà il semestre europeo e farà molto "freddo", la dovremmo prendere tutti.

mercoledì 23 luglio 2014

Loro dei mediocri cantastorie. Noi i soliti polli da spennare!

Sono giustappunto trascorsi - senza infamia e senza lode, ma sotto una valanga di tasse e senza un briciolo di "cambiamento" - 5 mesi dalla cacciata di Enrico Letta da Palazzo Chigi per far posto a Matteo Renzi, “nominato e non eletto” capo del governo da Giorgio Napolitano. L'ufficialità dello sfratto era quella di riformare il Paese e di farlo uscire dalle paludi della crisi, ma in realtà si trattava di porre un argine al rischio di pericolose derive anti-europeiste, smorzare l'effetto 5Stelle e fare cose più gradite alla Troika.
Così in principio, quello di Renzi, fu il governo di “una riforma al mese”. Poi il premer - considerati gli scarsi risultati ottenuti - si è concesso altri 100 giorni di tempo. E adesso - con i conti pubblici che sballano e la Merkel che non cede neppure di un centesimo - i giorni sono diventati 1000.
“Mille giorni di te e di me” cantava Baglioni. Mille giorni di me è lo spot di Matteo Renzi agli italiani per cambiare verso!
Tutto sta a capire quale sia il verso e in quale direzione il premier stia portando ciò che resta di un paese sfasciato come il nostro.
Fatto sta che in 5 mesi di governo l’unico provvedimento divenuto esecutivo è quello del decreto legge sugli 80 euro di taglio del cuneo fiscale. Ma non per tutti e non per sempre. Infatti i soldi ci sarebbero(!?) per la sola metà del 2014. Il condizionale è d’obbligo, dacchè le casse dello Stato sono vuote e per garantire quegli 80 euro in busta paga, per il solo periodo che va da luglio a dicembre di quest’anno, si prevede una manovra finanziaria aggiuntiva di fine estate di 16 miliardi di euro.
Intanto, per quanto riguarda le annunciate riforme su lavoro, pubblica amministrazione, giustizia, legge elettorale e Titolo V della Costituzione, siamo ancora al “caro amico ti scrivo”.
Insomma, Baglioni, "Mille giorni di te e di me", Dalla, "Caro amico ti scrivo", e per finire, in compagnia cantando, Bennato: “Sono solo canzonette”… e una valanga di tasse!
E a parte le tasse che vengono giù come gli acquazzoni di questa pazza estate, a questo punto abbiamo un'altra amara certezza: loro sono soltanto dei mediocri cantastorie e noi i soliti polli da spennare!

Casa di proprietà, nonostante tutto gli italiani ci credono ancora!

Nonostante la crisi economica, la precarietà del lavoro e i salari più bassi d’Europa, gli italiani restano sempre un popolo di proprietari di case che continua a credere nel mattone come investimento principe. Per cui, anche se la difficile congiuntura economica, la chiusura del mercato del credito e i prezzi non ancora allineati alla differente situazione del mercato remano contro, si può tranquillamente sostenere che la voglia di casa, c'è, e forse non se ne è mai andata, ma la paura ha frenato e continua a frenare la volontà d'acquisto.
Pertanto, nonostante l'incertezza economica legata alla crisi e l'alta tassazione che hanno spinto al minimo storico la percentuale di coloro che nell'anno in corso hanno deciso di acquistare un immobile, comprare casa rimane di gran lunga l'investimento più soddisfacente. A dirlo è una recente indagine del Centro Einaudi sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani. La crisi economica ha fatto lievitare lo stock immobiliare invenduto, ma gli italiani che hanno bisogno di liquidità preferiscono mettere sul mercato le seconde e terze case. L'abitazione principale e il mattone come investimento sono target di riferimento molto richiesti dai risparmiatori, soprattutto rispetto alle altre forme di impiego. Secondo l'indagine, infatti, il 5,4% dei risparmiatori intervistati dichiara di aver acquistato una casa per investimento negli ultimi 12 mesi per viverci (contro il 5,3% dell'anno precedente), lo 0,8% ha comprato una seconda casa (rispetto all'1%), lo 0,6% un'abitazione per i figli (contro l'1,1%), lo 0,8% lo ha fatto per investimento per integrare il reddito (contro l'1,1%) Sebbene l'agenzia delle entrate abbia registrato un aumento delle compravendite nel primo trimestre del 2014 e si prevede una lieve ripresa entro fine anno, la fine del tunnel è ancora lontana. Sicuramente lontani si è dal volume delle transazioni registrate negli anni del boom, che è irrealistico pensare possano tornare. A ingessare il mercato è sicuramente il ritardo con cui i prezzi si sono allineati alla riduzione delle compravendite. E se dall'inizio della crisi le transazioni si sono quasi dimezzate, i prezzi sono scesi del 16%. Proprio per questa ragione si prevede un ulteriore discesa dei valori per l'anno in corso e per il prossimo, anche se a livelli più contenuti che in passato.

E' anche colpa nostra!

di Maria Pia Caporuscio. Quando sui banchi di scuola studiavo la storia, ringraziavo la sorte di non essere nata in certi tempi, convinta che la società avesse ingranato la via giusta per migliorare la qualità di vita della popolazione. Convinta che l’immane sofferenza dovuta alla seconda guerra mondiale, avesse finalmente fatto capire agli uomini di potere, che il diritto alla vita di ogni essere umano è sacro e che l’uomo doveva essere posto in cima alla scala dei valori umani. 
Credevo che l’epoca della schiavitù fosse finita, che gli abusi sulla classe lavoratrice fossero cessati per sempre. Credevo che i lavoratori avessero preso coscienza che la povertà non era una calamità naturale (come ci inculcavano) ma la sozza volontà di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, da parte di quegli esseri senza scrupoli, che sfruttandoli ne ricavano profitto. Credevo che le idee di sinistra, promulgate da quel povero Nazareno, ucciso proprio per averle diffuse, vedessero finalmente la luce. Non avrei mai potuto credere allora, che un bel giorno ci saremmo ritrovati come i francesi a Versailles, all’epoca di Maria Antonietta. Tutto questo è assurdo, illogico, innaturale! E’ come se una follia collettiva si fosse abbattuta sugli esseri umani: fermare il corso naturale evolutivo significa andare contro natura, sfidarla la natura. 
Purtroppo il mondo è nelle mani di questi pazzi, pazzi furiosi che si sono autoeletti padroni e stanno rastrellando coi loro lunghissimi artigli, tutte le ricchezze di cui dispone questo nostro mondo. Sicuramente è anche colpa nostra se è accaduto tutto questo, visto che abbiamo sempre delegato agli altri, la selezione della classe dirigente e nulla facciamo neppure adesso, per stanare e promuovere le persone migliori a cui affidare le nostre nazioni. 
Ci siamo fidati dei media, non abbiamo capito (o non vogliamo capire) che con i loro mezzi di comunicazione, distorcono la realtà per tenerci all’oscuro e sotto scacco. Con la nostra mancata partecipazione alla vita civile, ci siamo resi complici dei più turpi delitti contro l’umanità, compiuti da governanti privi di scrupoli. Delitti come le feroci “missioni di pace” con cui disintegrano intere nazioni, decimandone le popolazioni. 
Abbiamo permesso la creazione di terzi e quarti mondi lasciandoli compiere crimini più atroci di quelli commessi dai nazisti contro gli ebrei. Abbiamo permesso alle multinazionali e alle banche mondiali di indebitare nazioni fino a strangolarle, permettendo loro di comprarsi beni pubblici come l’acqua e la terra, lasciando morire per fame e sete milioni di esseri umani. Da bravi ignavi abbiamo chiuso gli occhi dinanzi a genocidi, permettendo che potenti nazioni sottomettessero e schiacciassero quelle più deboli come la Palestina. 
Siamo tutti colpevoli dello scempio compiuto contro i nostri contemporanei e contro lo stesso pianeta su cui viviamo. 
Fino a quando saremo disposti a consentire che questo accada? Fino a quando affideremo a gente immorale e disumana la gestione delle nostre vite e quelle dei nostri figli? Fino a quando permetteremo si faccia dell’umanità carne da macello? Quando ci renderemo conto che la classe dirigente non possiede nulla di più o migliore di noi? Quando impareremo a trattarla come merita di essere trattata? Questa gente non è dotata di nessuna qualità superiore anzi tutt’altro, visto che di superiore possiede solo arroganza e sete di potere. Quando capiremo che nella società esistono milioni e milioni di intelligenze sottostimate e umiliate, proprio da chi ha interesse ad affidare la guida dei paesi a personaggi mediocri e corrotti per poterli meglio gestire? Quando ci risveglieremo da questo incantesimo e potremo per davvero vantarci di esserci evoluti e diventare Uomini?

martedì 22 luglio 2014

Governo Renzi: zero crescita e nuove tasse!

La coperta è troppo corta! Se la tiri sù ti copre le spalle, ma ti lascia scoperti i piedi... gli "ottanta euro" di cuneo fiscale, necessari per la campagna propagandistica di Renzi e del suo 40% - percentuale che deve rapportarsi ai votanti, in realtà il primo partito d'Italia è quello di chi non ha votato - non possono essere finanziati dalla ripresa economica che non c'è. E allora da dove salteranno fuori i soldi necessari? Dalle tasche dei soliti noti! Renzi lo sa e sta cercando di sfruttare al massimo il suo momento di massima popolarità, per rivenderselo quando anche per lui la ruota della fortuna cambierà verso. Il resto è tutta propaganda!
Pertanto, cari ci costeranno quegli "ottanta euro" di taglio del cuneo fiscale che vanno a sommarsi ad un debito pubblico che cresce a tempi di record, ad un pil che ristagna intorno a percentuali prossime allo zero, ad una spesa pubblica che non accenna a diminuire di un solo centesimo, bensì ad aumentare in termini esponenziali affondando ogni velleità di ripresa e di crescita economica del Paese nell’indigenza e nella precarietà di un “Sitema-Italia” che non ce la fa proprio più a tirare avanti!
Le riforme messe in campo dal governo Renzi hanno la stessa efficacia di un’aspirina somministrata ad un malato terminale, e sono fastidiose alla pari di un clistere o peggio ancora di una gigantesca supposta.
Speriamo di no, ma quasi certamente in autunno sarà necessaria una nuova manovra finanziaria, ovvero, nuove tasse.
Palazzo Chigi nega questa necessità, ma il rapporto deficit/pil parla chiaro: servono ancora tanti soldi per restare in Europa!
Insomma, da Berlusconi a Monti, da Letta a Renzi, la situazione italiana non è cambiata di una virgola in termini di crescita, ma continua a peggiorare di giorno in giorno, su tutti i fronti.
Quindi non è poi così irrealistico aspettarsi nuove tasse. L’autunno sarà una stagione calda, stigmatizzata dai soliti atavici problemi di un Paese che da solo proprio non ce la fa ad uscire dal baratro e che sommerà ad Imu, Tari, Tasi, Iva, Irap, Irpef, Rca, canone rai, accise, bollette, balzelli e ancora altre tasse!
Naturalmente balzelli e gabelle, sebbene nuovi di zecca, andranno a mettere le mani in tasca sempre e soltanto ai soliti noti!
Ma questo ormai è un punto talmente ovvio e scontato delle politiche economiche di tutti i governi, che ormai ci si è fatta l’abitudine: “Paga e Tasi” è lo slang del governo Renzi!
E allora, prendete pure finchè c’è da prendere, ma sappiate che c’è rimasto ben poco in quelle tasche!!!

lunedì 21 luglio 2014

Stipendi da fame e stipendi d'oro!

Ma come mai quando si tratta di mettere le mani nelle tasche degli italiani il governo, da chiunque presieduto, non ci pensa su due volte e ipso facto emette provvedimenti gravosi ed urgenti e, invece, quando si tratta delle “loro tasche” prende tempo, fa melina, non arriva mai al dunque e resta al caro amico? 
La verità è una sola: quando si tratta degli stipendi e delle pensioni degli altri, tasse, blocchi e tagli scattano immediati per il bene del Paese, quando invece si tocca il “Palazzo” la scelta è sempre quella di “andarci piano”, per il loro bene!!!
Comunque, da oggi, lunedì 21 luglio anche per i Superstipendi dei 1.475 dipendenti della Camera e degli 840 del Senato 'dovrebbe' valere l’introduzione del fatidico tetto dei 240 mila euro lordi annui, che non è proprio da buttar via di questi tempi. Il provvedimento 'dovrebbe' portare anche ad una riduzione in più tappe di tutte le altre retribuzioni con l’introduzione di più tetti, al di sotto di quello massimo dei 240 mila euro, che colpiranno tutte le altre categorie (dall’operatore tecnico al barbiere, dal “pianista” al consigliere, e via dicendo) nelle quali è inquadrato il personale parlamentare.
Ora, a parte il fatto che da maggio di quest’anno l’applicazione del tetto dei 240 mila euro era già in vigore per tutti gli altri dirigenti dello Stato italiano e delle società partecipate - un “ritardo” questo del tutto ingiustificabile e che lascia presagire un lungo travaglio prima che la montagna si decida a partorire il solito topolino - per Montecitorio e Palazzo Madama i Superstipendi che oggi superano quota 240 mila euro saranno ridimensionati al di sotto di questa soglia, udite, udite, solo nel 2018!
Niente taglio brusco, insomma, per i Superpagati impiegati del Parlamento che stando vicino al fuoco si riscaldano meglio di tutti gli altri Statali, ma solo una graduale sforbiciata che - se, come, quanto e quando - verrà possibilmente concordata con i sindacati, edulcorata da qualche emendamento, o meglio ancora camuffata con qualche altro espediente mascherato sotto le mentite spoglie del merito e dell’alta professionalità, così da evitare ai dipendenti di Camera e Senato di dover fare i conti con la fine del mese, come fanno tutti i comuni dipendenti pubblici che, invece, il mese non sanno proprio come iniziarlo!!!

FIRMA LA PETIZIONE PER ABOLIRE LE DISPARITA' DI TRATTAMENTOECONOMICO NELLA P.A.


BASTA DISUGUAGLIANZE! BASTA INGIUSTIZIE E PRIVILEGI! 
BASTA LAVORATORI DI SERIE "A" E LAVORATORI DI SERIE "B"! 
BASTA STIPENDI D'ORO! 
A PARITA' DI REQUISITI, PARITA' DI RETRIBUZIONE IN TUTTA LA P.A.!

NON E' PIU' ACCETTABILE CHE UN DIPENDENTE DEL QUIRINALE, DELLA CAMERA O DEL SENATO GUADAGNI SEI VOLTE DI PIU' DI UN IMPIEGATO DEL CATASTO CON PARI REQUISITI.

E' INACCETTABILE PER GLI STESSI DIPENDENTI PUBBLICI. E' INACCETTABILE PER I CITTADINI CHE LI PAGANO A FRONTE DI TASSE SEMPRE IN AUMENTO.
RIDUCIAMO GLI SPRECHI.

MIGLIORIAMO L'EFFICIENZA E L'EFFICACIA DELLA PUBBLICA AMM.NE.

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER UN'ITALIA PIU' GIUSTA, EQUA E SOLIDALE. PER UNO STATO AL SERVIZIO DEI CITTADINI.

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