di Massimo Donadi. Stanno cadendo le maschere dell’ipocrisia. L’ingordigia dei partiti è senza limiti. E’ quanto sta accadendo nell’Aula di Montecitorio, dove si sta discutendo la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, una leggina frutto di un accordicchio al ribasso, raggiunto dalla strampalata maggioranza Abc. Ieri hanno dimezzato i rimborsi. Hanno, perché noi abbiamo votato contro. Italia dei Valori aveva chiesto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, nel rispetto di quanto avevano deciso i cittadini con il referendum tradito. Invece, Pd, Pdl e Udc, hanno approvato la riduzione del finanziamento, che porta i fondi destinati dallo stato alle forze politiche dagli attuali 182 a 91 milioni di euro. Cittadini traditi due volte. Non solo. Il Parlamento, ieri, con un atto di arroganza insopportabile, ha bocciato anche il nostro emendamento che chiedeva la soppressione della rata di luglio, destinando quei soldi alla spesa sociale. Noi destineremo, comunque, quei fondi agli esodati, con un bel assegno circolare al ministro Fornero, perché la riduzione al 50% della tranche di luglio è una presa in giro, un atto di arroganza insopportabile, in un momento di grave crisi come questa. Non molliamo. Continueremo anche oggi la nostra battaglia a colpi di emendamenti in Aula e andremo avanti, con la proposta di legge di iniziativa popolare. I partiti sono stati sommersi da un fiume di denaro, in dieci anni tre miliardi di euro ricevuti dallo Stato in un vero 'Far West', senza regole senza controlli. In questo clima ognuno ha fatto quello che ha voluto e ci sono stati tantissimi casi di appropriazione indebita di denaro pubblico. “Giù le mani dal sacco”, è il nostro obiettivo: cancellare il finanziamento pubblico, trasfomandolo in un vero rimborso spese, solo delle spese di campagna elettorale, e con il 5 per mille volontario nelle dichiarazioni dei redditi dei cittadini. Questa è trasparenza. Dimezzare il finanziamento è qualcosa e qualcosa è meglio che niente, ma la politica resta un passo indietro rispetto al sentire dei cittadini. Il Paese ha bisogno di più, di una politica che sappia cambiare pagina.mercoledì 23 maggio 2012
Giù le mani dal sacco!
di Massimo Donadi. Stanno cadendo le maschere dell’ipocrisia. L’ingordigia dei partiti è senza limiti. E’ quanto sta accadendo nell’Aula di Montecitorio, dove si sta discutendo la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, una leggina frutto di un accordicchio al ribasso, raggiunto dalla strampalata maggioranza Abc. Ieri hanno dimezzato i rimborsi. Hanno, perché noi abbiamo votato contro. Italia dei Valori aveva chiesto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, nel rispetto di quanto avevano deciso i cittadini con il referendum tradito. Invece, Pd, Pdl e Udc, hanno approvato la riduzione del finanziamento, che porta i fondi destinati dallo stato alle forze politiche dagli attuali 182 a 91 milioni di euro. Cittadini traditi due volte. Non solo. Il Parlamento, ieri, con un atto di arroganza insopportabile, ha bocciato anche il nostro emendamento che chiedeva la soppressione della rata di luglio, destinando quei soldi alla spesa sociale. Noi destineremo, comunque, quei fondi agli esodati, con un bel assegno circolare al ministro Fornero, perché la riduzione al 50% della tranche di luglio è una presa in giro, un atto di arroganza insopportabile, in un momento di grave crisi come questa. Non molliamo. Continueremo anche oggi la nostra battaglia a colpi di emendamenti in Aula e andremo avanti, con la proposta di legge di iniziativa popolare. I partiti sono stati sommersi da un fiume di denaro, in dieci anni tre miliardi di euro ricevuti dallo Stato in un vero 'Far West', senza regole senza controlli. In questo clima ognuno ha fatto quello che ha voluto e ci sono stati tantissimi casi di appropriazione indebita di denaro pubblico. “Giù le mani dal sacco”, è il nostro obiettivo: cancellare il finanziamento pubblico, trasfomandolo in un vero rimborso spese, solo delle spese di campagna elettorale, e con il 5 per mille volontario nelle dichiarazioni dei redditi dei cittadini. Questa è trasparenza. Dimezzare il finanziamento è qualcosa e qualcosa è meglio che niente, ma la politica resta un passo indietro rispetto al sentire dei cittadini. Il Paese ha bisogno di più, di una politica che sappia cambiare pagina.2 commenti:
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Se la Costituzione venisse rispettata, non si dovrebbero raccogliere firme per il problema. Sarebbe bastato che il Parlamento non avesse aggirato la volonta espressa nel Referendum che aboliva il Finanziamento pubblico. Siamo alle solite. Dobbiamo fare qualcosa che si poteva tranquillamente evitare. Il vero problema è che la volonta espressa nei referendum è spesso ignorara. Non si era abolito anche il ministero dell'Agricoltura, e non è stato reintrodotto quello delle Risorse Agricole. Ma non sarebbe molto più semplice attenersi ed attuare la COSTITUZIONE?
RispondiEliminaPersonalmente sono contraria anche al 5 per mille. All'estero come funziona? Chi vuole sostenere lo sostiene. Il 5 per mille a mio avviso deve essere destinato alle ONLUS e non certo a rimbrosare i partiti delle spese. Se vogliono spendere per la campagna elettorale sono affari loro io cosa c'entro?
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