martedì 12 giugno 2012

Esodati. Inps batte Fornero 400.000 a 65.000!

Governo e Inps danno i numeri sugli esodati, ma quali saranno quelli giusti? Dopo la diffusione di una relazione dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale secondo cui il numero ufficiale dei cosiddetti "esodati" sarebbe di circa 400.000 - contro i 65.000 stimati dal governo - i sindacati chiedono di essere immediatamente convocati dal premier Mario Monti, e la Cgil minaccia addirittura di proclamare uno sciopero sulla questione. In pratica la stima divulgata dall'Inps di 390.200 esodati comprende tutti coloro che hanno fatto un accordo per l'uscita dal lavoro e ora sono a rischio di restare senza occupazione e senza pensione per l'aumento dell'età pensionabile prevista dalla riforma Fornero. Figuraccia del ministro del Welfare che, dopo aver convocato d’urgenza i dirigenti dell’Inps in tarda serata, ha emanato un comunicato confuso e ambiguo in cui rimprovera all'Istituto di Antonio Mastrapasqua di aver diramato all’Ansa i dati sul vero numero dei potenziali lavoratori esodati senza autorizzazione e senza adeguata contestualizzazione delle cifre. Ma, allo stesso tempo, il ministro si guarda bene dal negare la verità di quella cifra a dir poco preoccupante! Con goffa premura sia lei che i vertici Inps ribadiscono che lo stanziamento di fondi è stato predisposto per coprire il “buco” di soli 65.000 fra questi esodati. Cioè 65.000 salvaguardati. E gli altri? L’errore fu terribile allora, al momento del varo della riforma delle pensioni, se si pensa che la Professora era considerata negli ambienti accademici il massimo esperto della materia. Ora riesce a fare anche di peggio! Ovvero a dare la sensazione di voler nascondere la verità. Strapazza in malo modo chi l’ha resa pubblica, è evasiva nel resoconto di un danno da lei stessa provocato con la riforma di cui ha menato gran vanto prima di dedicarsi ai licenziamenti. Il governo Monti riuscirà a sopravvivere all'ennesima figuraccia?

2 commenti:

  1. “E’ colpa mia perchè sono un ministro inesperto. Stamattina non l’ho azzeccata”.
    Piero Giarda, classe 1936, fa parte della schiera di tecnici chiamati da Napolitano per salvare il Paese. Ma quando si leggono certe affermazioni, viene spontaneo pensare “in quali mani siam finiti?”.
    La vicenda: oggi in Aula è successo un pandemonio sul ddl anticorruzione, dopo un altro pasticcio accaduto in commissione, con Pd e Pdl che litigano per tre (10-13-14) articoli (che potrebbero investire le vicende processuali di B.: siamo sempre lì). Secondo l’ANSA, “Nel provvedimento arrivato a Montecitorio c’erano alcune norme, tra le quali l’estensione al 319 quater del codice penale (Induzione indebita a dare o promettere utilita’ cioe’ il reato imputato a Berlusconi) dell’interdizione dai pubblici uffici, che non sono risultate gradite ai pidiellini. Tanto che ne sarebbe stata chiesta la cancellazione. Nel tentativo di mediazione che puntava a salvare il maxiemendamento, raccontano sempre alcuni dei partecipanti alla riunione, sarebbe stato chiesto al Pd di rinunciare allora alla modifica votata in commissione che aumenta le pene per il reato di ‘Corruzione di atti contrari ai doveri d’ufficio’, ma il capogruppo dei Democratici Dario Franceschini ha opposto un secco rifiuto. Cosi’, per contemperare alle richieste di Pdl e Pd, il ministro avrebbe optato per far votare dall’Aula il testo cosi’ com’era uscito dalla commissione. Ma questo, secondo gli uffici della Camera, non sarebbe possibile visto che il testo, come spiega il vicepresidente di Montecitorio Maurizio Lupi, dovrebbe ‘contenere sostanziali modifiche per giustificare il ricorso al maxiemendamento’ e non solo ‘semplici coordinamenti formali”.
    Il povero Giarda è andato nel pallone. Gianfranco Fini (non è la prima volta) lo ha ripreso duramente: il povero Piero non sapeva se porre la fiducia o di proseguire nell’ordinario svolgimento dei lavori. Si è scusato definendosi inesperto: è giovane, si rifarà.

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  2. L'unica soluzione a questa situazione a mio avviso è questa: Restituire la parola agli elettori, questo Governo lascia e se ne va. Continuare fino al 2013 in questa situazione: Mi vengono i brividi e penso vengano a tantissimi altri cittadini.

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