Chi sperava in un cambio di marcia della politica. Chi si era illuso che il buon esempio - in tempi di vacche magre - stesse lì lì per arrivare proprio dall'alto, ovvero da chi aveva avallato una manovra finanziaria di risanamento dei conti pubblici impostata sul rigore, fatta di lacrime e sangue e rivolta come sempre ai "soliti noti". Chi confidava di non essere lasciato solo a dover pagare il debito di una crisi economica mondiale di cui non ha responsabilità e di una sciagurata gestione della cosa pubblica che non gli appartiene, ebbene, si sbagliava di grosso! Di riffe o di raffe il parlamento ha trovato anche stavolta il modo di... "sorvolare" sul taglio del numero di deputati e alla fine l'art. 1 del disegno di legge di riforma costituzionale sul 'taglio dei deputati' è stato accantonato. La richiesta è venuta dalla Lega che, con Bricolo e con l'ok del Pdl, ha proposto di affrontare prima le modifiche del Senato e dunque anche gli emendamenti con cui il Carroccio chiede il Senato federale. L'accantonamento dell'articolo 1 del ddl di riforma costituzionale ''non può essere interpretato come se non si torni piu' a trattare della riduzione del numero dei parlamentari, si tratta di un accantonamento tecnico e non di merito, ci tenevo a precisarlo''. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani in Aula. Fatto sta che l'articolo viene stralciato e si passa al successivo, il numero 2 che tratta del Senato federale. A nulla è servito il monito del relatore di minoranza Francesco Pancho Pardi (Idv) sulla possibilità che un eventuale accantonamento possa alimentare polemiche da parte dell'opinione pubblica. Morale della favola: NESSUN TAGLIO alle auto blu, agli stipendi dei parlamentari, al numero delle poltrone, agli enti inutili, al finanziamento dei partiti, ai privilegi della "casta", ai "loro" benefit!!!! Chissà perchè quando si tratta di tagliarci stipendi, pensioni, posti di lavoro e welfare "loro" sono tutti d'accordo e decidono in tempi brevissimi? Un solo monito alla "genteperbene" di questo Paese: che nessun dorma!!! "Loro" non si arrenderanno mai. Noi neppure!E infatti...
Il Senato - raccogliendo gli umori, ma soprattutto i malumori popolari - ha poi approvato il primo articolo del ddl sulle riforme costituzionali che prevede il taglio del numero dei deputati che passano da 630 a 508 (di cui 8 eletti all'estero). Viene anche abbassata da 25 a 21 anni l'età per essere eletti. Soltanto undici i contrari! Il via libera al taglio del numero dei deputati in Aula al Senato è passato con un sì quasi unanime. I voti a favore sono stati 212, 27 gli astenuti (la Lega) e 11 i contrari, tra i quali i Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, il senatore Li Gotti dell'Idv e Mario Baldassarri (Fli) che ha sottolineato che «non si può votare un taglio dei parlamentari senza sapere nemmeno quale sia la legge elettorale». Ma ancora non basta! E' vero che... "chi si accontenta gode", ma il popolo italiano soffre ancora troppo e non può, non deve e non vuole assolutamente accontentarsi di... "un centinaio di deputati in meno" !!!
Il Senato - raccogliendo gli umori, ma soprattutto i malumori popolari - ha poi approvato il primo articolo del ddl sulle riforme costituzionali che prevede il taglio del numero dei deputati che passano da 630 a 508 (di cui 8 eletti all'estero). Viene anche abbassata da 25 a 21 anni l'età per essere eletti. Soltanto undici i contrari! Il via libera al taglio del numero dei deputati in Aula al Senato è passato con un sì quasi unanime. I voti a favore sono stati 212, 27 gli astenuti (la Lega) e 11 i contrari, tra i quali i Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, il senatore Li Gotti dell'Idv e Mario Baldassarri (Fli) che ha sottolineato che «non si può votare un taglio dei parlamentari senza sapere nemmeno quale sia la legge elettorale». Ma ancora non basta! E' vero che... "chi si accontenta gode", ma il popolo italiano soffre ancora troppo e non può, non deve e non vuole assolutamente accontentarsi di... "un centinaio di deputati in meno" !!!
Cari onorevoli deputati e senatori di questa repubblica dei ladroni.... VERGOGNATEVI!
RispondiEliminaBASTARD!!!
RispondiEliminaQuesto comportamento a mio avviso è la dimostrazione che questi Signori non hanno più alcun contatto con la realtà del Paese. Si stanno scavando la fossa con le loro mani.
RispondiEliminaE' un classico non rendersI conto del nuovo clima che c'è nel Paese. I rispettivi partiti dovranno ben presentarsi agli elettori, e non credo che questi apprezzeranno questa difesa dello status quo.
RispondiEliminaArriverà nel marzo del 2013 la resa dei conti e allora nel segreto dell'urna elettorale ci sarà veramente di che "tagliare"!!!
RispondiEliminaNon basta certamente ridurre di 122 unità il numero dei deputati. Occorre anche ridurre il numero dei senatori, eliminare quelli a vita e mandare in pensione chi ha superato i 70 anni. Inoltre si rende necessario abbattere gli stipendi a 5.000 Euro netti al massimo compreso i magistrati. Fatto questo si può iniziare a parlare di risanamento, di riforme strutturali e di equità. Occorre inoltre mandare in galera i truffatori, gli evasori, i ladri e costringerli a restituire con gli interessi il maltolto.
RispondiEliminaTutto il resto rimangono aspirine che non servono a curare il malato. Il male va estirpato alla radice. La voraggine che Monti cerca di arginare continuerà ad allargarsi senza freni se ora non si interviene in questo modo. Mi avete bloccato la misera pensione, ho pagato persino l'IMU del pollaio con galline che mangiano e non fanno le uova d'oro, avete aumentato l'Iva, (è contento il mio dentista che se non avevo i soldi per curarmi un dente, figuriamoci se ho il 21% in più per pagare l'Iva) e quindi dovrò pagarlo rigorosamente in nero ammesso che riuscirò a trovare il denaro necessario. In pratica, caro Monti, tutto il peso della manovra ricade sulle spalle di chi già non arrivava alla metà del mese. Ora però inizia a pensare a qualcosa per il risanamento del debito pubblico e basta alle opere pubbliche nel deserto mai utilizzate o mai portate a termine. Gli italiani si aspettano cose importanti e davvero significative che portino ad una vera equità fiscale.