lunedì 11 giugno 2012

Ortopedia del S. Pertini di Roma, un reparto che funziona!

di Olimpia C. Gentile Redazione, credo di non togliere niente a nessuno se carpisco un attimo della vostra attenzione per segnalare un caso di “buona sanità”. Il mio “caso”, che ho avuto modo di vivere in prima persona proprio in questi giorni. Il mio grazie e la mia infinita riconoscenza vanno all’equipe del Prof. Attilio Rota, primario del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Sandro Pertini di Roma. Sono stata operata con artroprotesi per una frattura al femore - in una struttura pubblica!!! - e sono rimasta felicemente sorpresa dalla professionalità, dalla bravura, dall’umanità e dall’ottima riuscita dell’intervento che ho brillantemente superato e che mi ha ridato la possibilità di rimettermi in piedi e di muovere fin da subito i primi passi! Grazie! Grazie di tutto cuore al Professor Rota, a tutti i medici e agli infermieri! Dalle cure sanitarie all’assistenza infermieristica, dalla riabilitazione al vitto, dalle moderne infrastrutture al prezioso servizio dei volontari, non ho trovato davvero nulla da eccepire durante le mie due settimane di ricovero al reparto di Ortopedia del Sandro Pertini. A testimonianza del fatto che quando uomini e mezzi vengono messi nelle giuste condizioni anche la sanità pubblica, tanto bistrattata, funziona egregiamente! Non è vero che in Italia va tutto a rotoli! Non è assolutamente vero che in questo Paese è tutto da rifare! Ci sono tante eccellenze, tante realtà che operano in silenzio, lontano dai riflettori e dalle cronache dei media, che non fanno notizia, ma che ogni giorno svolgono con amore, passione e tanta professionalità il loro dovere: medici, infermieri, insegnanti, impiegati, operai, lavoratori tutti, che nel quotidiano prestano il loro servizio alla collettività con scienza e coscienza, con scrupolo e abnegazione, a fronte di congenite difficoltà amministrative, ambientali e strutturali. Professionalità che, seppure retribuite con stipendi ben lontani dagli standard della Comunità Europea e certamente al di sotto del loro effettivo impegno e delle loro reali capacità, rappresentano il fiore all’occhiello della nostra società. Il mio grazie va a loro. Queste persone sono italiani, non sono mica marziani! Sono quella... "genteperbene" che fa di uno Stato e di un popolo una grande Nazione!

14 commenti:

  1. Marcella5812 giugno, 2012

    Se penso che un medico prende lo stesso stipendio di un dirigente ministeriale - fancazzista per antonomasia - mi vengono i brividi!!!

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  2. Alfredo Giano12 giugno, 2012

    Concordo con la segnalazione di Olimpia. In Italia molte realtà funzionano benessimo, ma per una mela marcia si rischia di guastare tutto quanto!!!

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  3. Il personale medico e paramedico per quello che è pagato e per le condizioni nelle quali opera fa miracoli!!!

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  4. Antonella S.12 giugno, 2012

    Perchè le auto blu non vengono riconvertite in ambulanze?

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  5. Giordio Meliconi12 giugno, 2012

    Spero soltanto una cosa: che almeno una minima parte dell'Imu che oggi ho pagato vada spesa per potenziare e migliorare la sanità pubblica! Ma è solo una speranza!!!

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  6. Brava Olimpia! Finalmente una buona notizia in un mare di sfiga!!!

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  7. Anche io ho avuto una esperienza positiva presso l'Ortopedia del Pertini di Roma dove nel febbraio di quest'anno ho subito un intervento con grande professionalità, sicurezza, tranquillità e precisione. Tanti complimenti a tutta l'equipe che mi ha seguito da quanto sono entrato in sala operatoria a quando sono stato dimesso. Complimenti a tutti i medici e al personale infermieristico e di sala. Avanti così!!!!

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  8. Sono d'accordo con chi sostiene che i medici guadagnano troppo poco rispetto ad altre professionalità con minori responsabilità, però è anche vero che i Signori medici lavorano e guadagnano molto e in "nero"!!!

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  9. Aaroi, Anaao-Assomed/SDS Snabi, Anpo, Cgil Medici, Cimo12 giugno, 2012

    Le Rappresentanze Sindacali (Aaroi, Anaao-Assomed/SDS Snabi, Anpo, Cgil Medici, Cimo) della Dirigenza Medica e Sanitaria dell’ASL RM B, Ospedale Sandro Pertini, hanno convocato l’Assemblea di tutto il personale il 14 giugno dalle ore 13.00 alle ore 15.00 presso l’Aula Magna per denunciare lo stato di autentico collasso in cui si trova l’Ospedale. I Dirigenti Medici e gli altri operatori intendono far comprendere alle istituzioni ed agli utenti la grave difficoltà a svolgere il lavoro assistenziale nella quotidianità e intendono comunicare al cittadino lo stato di abbandono in cui vivono, tra piano di rientro e bisogni di salute dei pazienti. La politica dei tagli non ha funzionato, o meglio ha solo tagliato le risorse essenziali, caso mai senza ridurre i veri sprechi e gli sperperi (ad esempio la sanità privata convenzionata e la sanità universitaria) e sta mettendo in crisi l’assistenza essenziale in una zona popolosa della nostra città, con forti disagi per i cittadini sempre più critici verso le istituzioni ma posti in condizione di poter però solo scaricare tutte le responsabilità sulle spalle dei medici. Le cause e le responsabilità di questa situazione sono molteplici e note e non sono certamente da addebitare agli operatori sanitari che, giornalmente, con abnegazione, prestano la loro opera per i cittadini: un piano di rientro fatto di “lacrime e sangue”, o meglio di ottusi tagli orizzontali, incapace cioè di affrontare i nodi veri e che ha pesato quasi interamente sulla sanità pubblica. Un disagio infinito che dura ormai da 5 anni e che è, di fatto, gestito dal Ministero dell’Economia nel disprezzo delle scelte programmatorie. Una gestione disgraziata che si risolve solo nei tagli al personale sanitario e ai beni e servizi, con la conseguente crescente riduzione di risorse umane (medici e personale sanitario) e materiali (farmaci, presidi, etc.). A questo va aggiunta la chiusura oltre misura di posti letto ospedalieri per acuti, che ha di fatto sottratto sanità ai cittadini, senza la contemporanea creazione di reali alternative sul territorio, accentuando la già elevata pressione di richiesta di assistenza sanitaria da parte della popolazione sugli Ospedali pubblici (e non certo su cliniche e università private e pubbliche), considerati, a ragione, ultimo e certo punto di riferimento assistenziale. E’ giunto il momento che ognuno faccia la propria parte per rimuovere le pericolose criticità ripetutamente lamentate e che la Regione Lazio e la Giunta Polverini aprano gli occhi e facciano finalmente scelte, garantendo la salute dei pazienti che si affidano alle nostre cure, proteggendo le vite degli stessi operatori sanitari e salvaguardando la credibilità del SSN. Di fatto per quanto ci riguarda questa Giunta Regionale è stata capace di fare bene solo una cosa: azzerare i rapporti ed il ruolo del Sindacato, rinchiudendosi in se stessa con poco costrutto. E nel caso della ASL RMB e del Pertini, nonostante il riconoscimento da parte della Direzione Generale della necessità di risorse per ripristinare i livelli minimi di funzionalità, i dirigenti medici e gli altri dirigenti nell’Assemblea confermeranno lo stato d’agitazione della categoria in difesa dei diritti irrinunciabili dei cittadini e degli operatori posti oggi a repentaglio, e ciò per garantire l’accesso alle cure, la sicurezza dell’assistenza e la dignità della persona. Le OO.SS. stanno da tempo richiamando l’attenzione sulla necessità che l’intervento prioritario per il contenimento dei costi non deve solo ed in modo indifferenziato colpire il personale. La spesa del personale e le dotazioni possono calare ma serve comunque colmare i vuoti che si creano nei diversi ambiti assistenziali, la logica del taglio lineare tra le tante discipline ed aree dell’assistenza è sbagliata ed ottusa perché porta soltanto alla certezza tra poco di non poter garantire livelli di assistenza adeguati, specie nelle aree critiche (Pronto Soccorso, Terapie Intensive, Chirurgia, Medicina Interna, Specialità mediche e chirurgiche, Servizi Diagnostici).

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  10. Nonostante viviamo in un mondo di ladri e disonesti c'è ancora qualcosa e qualcuno che si salva! Non lasciamoli soli, uniamoci, diventiamo più forti di loro e ricacciamoli da dove sono venuti!!!

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  11. Da quando in una clinica privata mi avevano diagnosticato erroneamente(!?) un tumore al seno paventandomi la necessità di operarmi urgentemente asportandomi un seno, mi sono sempre rivolta alle strutture pubbliche.

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    1. Raffaele P.12 giugno, 2012

      Cara Annarita il privato più opera, più interviene e più guadagna! Loro hanno un business da perseguire e se ne fottono di noi e della nostra salute. Ecco perchè bisogna vigilare attentamente sulla privatizzazione selvaggia e sconsiderata della "cosa pubblica".

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  12. Dopo tanti casi di mala-sanità sentire che qualcuno si è trovato bene con il servizio sanitario nazionale è senz'altro una buona notizia, ma cara Olimpia... una rondine non fa primavera, purtroppo!

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  13. Giannino O.13 giugno, 2012

    Nonostante le molte cose che sicuramente andrebbero migliorate il servizio pubblico almeno in ambito sanitario è certamente da preferire al privato!

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