Lui parla la lingua della gente per bene di questo Paese. Lui sta dalla parte dei cittadini, dei pensionati, dei lavoratori, di coloro che campano a fatica con un stipendio da fame, di chi la vita se la suda davvero tutti i giorni e crede che - malgrado “loro” - un mondo migliore, un'Italia più giusta, equa e solidale sia ancora possibile! Lui è quello che quando va in televisione non ha peli sulla lingua e gliele canta “chiare e tonde” come farebbe un anziano che con una miseria di pensione deve pagare la badante più di quanto l’Inps riesca a dargli ogni mese, come farebbe un lavoratore dipendente che assieme allo stipendio ha visto impoverirsi diritti e aspettative, come farebbe un giovane laureato che se vuole lavorare deve sottostare a certi “compromessi”, come farebbe un onesto contribuente che paga fino all’ultimo centesimo di tasse pur sapendo che questo Stato non gli darà mai in cambio neppure uno straccio di welfare! Lui si chiama Antonio Di Pietro. Ma a ”loro” il suo dire non piace! Il suo pensare gli fa venire addirittura i brividi! “Loro” sono rimasti legati al "politichese" vecchia maniera e se non ti adegui, ti fanno fuori!Di Pietro, che è successo?
Non lo so, so solo che noi oggi abbiamo fatto qualcosa di concreto e che qualcuno le chiama “derive”.
Vendola dice che lei di lavoro fa il polemista.
Io la chiamo politica. E il nostro non è un partito ipocrita: ieri Bersani ha presentato 10 punti programmatici. Sono anche i nostri. Ma mi domando come faccia poi a votare la fiducia a provvedimenti di Monti che dicono il contrario.
Anche Vendola alla fine ha dovuto frenare i toni.
La loro fregatura è la Rete. Nel giro di un quarto d’ora ha dovuto fare retromarcia. Alla fine della fiera SeL non potrà mai accettare di stare con l’Udc. Mi rifiuto di pensare che al mio posto, nella foto di Vasto, ci sia la faccia di Casini.
Un mese fa eravate insieme, in conferenza stampa, a dare l’ultimatum al Pd. Quanto è pesata la sua polemica con il Quirinale sulla trattativa nell’allontanamento di Vendola?
Ci hanno considerato irrispettosi solo perché informiamo i cittadini su una inopportunità, una bruttura, un comportamento che non ci piace. Abbiamo criticato il Capo dello Stato perché sollevando il conflitto di attribuzione su una vicenda così delicata ci ha delusi. Darci dei reietti, dei populisti, dei demagoghi è una furbata del sistema di potere. Se ci sono soggetti di cui non si può parlare vuol dire che siamo in una democrazia a scartamento ridotto.
Dicono che siete voi a mettervi fuori dal gioco democratico quando criticate le istituzioni.
Noi siamo l’unica alternativa al compromesso. Io mi appello agli elettori e al fronte dei non allineati: ci sono momenti in cui è necessario unire le forze per sconfiggere un nemico. Oggi il nemico della democrazia è il consociativismo falso e ipocrita che vogliono far proseguire nella prossima legislatura.
Ma chi c’è in questo fronte dei non allineati?
Se mi rivolgo a qualcuno in particolare poi domani c’è sicuramente qualcuno che dice no, noi non ci stiamo. Io mi rivolgo a tutti quelli che in privato mi dicono che faccio bene a dire basta alle fiducie, e poi in pubblico mi danno del polemico .
Il Pd però con voi ha chiuso. Ieri Bersani ha ripetuto che “avete preso un’altra strada”.
Loro vorrebbero che non esistesse un partito come il nostro che li richiama alle loro responsabilità.
La legge elettorale vi penalizzerà?
La sola idea che il fronte dei non allineati potesse mettersi insieme li ha fatti morire di paura. Hanno bisogno di una legge elettorale che fermi il voto di protesta. Ma non ce la faranno, sono disperati, siamo noi che potremmo buttarli fuori.
Grillo però con voi non vuole venire...
Capisco che vogliano stare da soli e sono contento che arrivino in Parlamento.
Dunque come si fa?
Io dico che se abbiamo coraggio, li possiamo sconfiggere. Non si veda in me il partito dello sfascio. Anche quando metto a nudo il Re Pd, cerco di convincere i suoi elettori che i dirigenti non possono predicare bene e razzolare male. In questo momento è questo il voto utile.
Eppure anche nel suo partito non tutti condividono la linea. Ieri il capogruppo Massimo Donadi è arrivato a parlare dell’ipotesi di un congresso.
Viva la democrazia. Ma Donadi è uno, il partito nella sua totalità è un altro. Comunque rispettiamo chi pensa che dovremmo dire sì al Pd come cagnolini scodinzolanti.
Spara a zero anche stavolta. Proprio quello di cui l’accusa un altro Idv, Elio Lannutti.
Lo abbiamo candidato come indipendente. Non gli abbiamo chiesto di iscriversi né di votare compatto con il gruppo. Dove sarebbe questo partito che non accetta discussioni al proprio interno?
Sabato c’è la tradizionale festa a casa sua, a Montenero di Bisaccia. Intorno, però, è cambiato tutto. Pentito di qualcosa?
Sono sempre lo stesso. Rifarei tutto quello che ho fatto.
P.S.: L’intervista sopra riportata è stata rilasciata oggi a 'Il Fatto Quotidiano'.
Un accorato appello a Tonino e Beppe: non deludeteci. Non dovete, non potete farlo!!!
RispondiEliminaDi Pietro e Grillo sono la nostar ultima ancora di salvezza: solo con loro due possiamo aver qualche possibilità di "cambiamento" e licenziare una volta per tutte gli affaristi della politica italiana!
RispondiEliminaCari amici, adesso prepariamoci a vedere Antonio Di Pietro e Beppe Grillo sommersi dalla montagna di "merda" che il potere sta per rovesciargli addosso: non facciamo sommergerci dalle "loro" falsità!!!
RispondiEliminaTranquillo,oramai abbiamo capito con quale feccia abbiamo a che fare,e la loro merda se la dovranno rimangiare
EliminaLa vecchia politica, i mestieranti di Montecitorio non molleranno facilmente l'osso... ma noi neppure! Boia chi molla!!!
RispondiEliminaOrmai il concetto dovrebbere essere chiara a tutti. In Italia ci siamo "noi" e "loro"! Adesso bisogna che "noi" ci svegliamo! Basta farci depredare dai lestofanti di mestiere: liberiamo l'Italia! Mandiamoli a casa!!!
RispondiEliminaDI PIETRO e GRILLO sono due politici che rappresentano due partiti.
RispondiEliminaDI PIETRO ha presentato una legge sul mobbing?
DI PIETRO mette in lista operai e contadin? A me risulta che i N.1 sono sempre avvocati e professionisti famosi. DI PIETRO non è uno di noi perchè non vive con la paga di un operaio o di un impiegato.
Sono due politici che rappresentano due partiti che meritano il massimo rispetto. Ma da qui a designarli salvatori della patria, scusatemi ma ce ne vuole.
Di Pietro e Grillo non hanno alle spalle quella scuola tipicamen-te italiana del malaffare in politica e nemmeno ci si vogliono accodare, e x me fanno benissimo ! Anzi proprio x il fatto che non sono mischiati con quei “cosiddetti politici” mi sento portato a votarli. Il fatto che tengono Di Pietro a distanza la dici lunga. Perché Di Pietro a differenza di loro,( che pur di governare si associano ignorando, quando fa comodo, ideologie e contrasti passati, perché il desiderio di potere è troppo forte,) non si associa perché le sue idee rimangono, quelle che erano quando ha scelto di fare politica: cambiare l’Italia amministrando i nostri soldi x noi e non esclusivamente x i politici e i loro interessi. Quando lo accusano di populismo, io risponderei, “meglio il populismo che la corruttela”. Per quel che riguarda il Capo dello Stato, mai avrei immaginato che avesse una coda di paglia così grande ! Tutti a cominciare dalle Istituzioni dello Stato fino a noi cittadini qualunque dobbiamo aiutare i giudici a fare chiarezza sulla zona grigia che permette alla mafia di pat-teggiare e fare affari con la collaborazione dei politici. Ed è i-naccettabile che il Capo dello Stato si ribelli, non è stata una telefonata che parlava delle mogli o dei figli e nemmeno di cose private, ma bensì di indagini fondamentali x sapere la verità sulla difficilissima lotta contro la criminalità organizzata, e non si accetta un comportamento simile da parte del Presidente della Repubblica. Anzi egli avrebbe dovuto mettere a disposizione tutto il materiale possibile a sua conoscenza x aiutare i magistrati. L’incoerenza e l’ipocrisia di questi politici che quando i giudici antimafia sono vivi li contrastano, li accusano e quant’altro, poi se saltano in aria con le bombe mafiose, cam-biano bandiera e li fanno diventare degli eroi. Eroi si, ma morti, perché dall’altro mondo non possono fare + male ne a loro ne ai loro “compari”. E poi chi lo dice che chi rappresenta le Istitu-zioni pubbliche, non deve essere criticato? Ma siamo in demo-crazia? O no? In teoria si, ma in pratica? Riflettiamo quando an-diamo a votare.
RispondiEliminaHo, in passato, avversato Di Pietro e questo perchè lo ritenevo, allora, fuori tempo, assurdo ed arrabbiato politico in modo morboso!
RispondiEliminaOggi, nonostante, qualche filtro necessario, mi risulta più saggio, più accettabile e più credibile.
Non saprei cosa pensare.
eldo41